Questo blog è dedicato alla professoressa di letteratura italiana e latina, Loredana Rossi Molinaro, donna di grandissima cultura ed infinita umanità.

17/08/18

Io e Andrea

Io e Andrea affrontiamo la vita così, in maniera sghemba e stonata. Perché le cose raddrizzate dagli altri ed i cori solenni ci hanno un po' rotto le scatole.
Io e Andrea non è che stiamo tanto a guardare le mode, ci vestiamo un po' così, infilandoci la prima cosa che troviamo dentro i cassetti dell'armadio. Perché c'è già troppa gente elegante fuori e bruttissima dentro.
Io e Andrea sentiamo sempre caldo, anche quando fuori c'è la tramontana e non vanno in giro nemmeno i cani randagi.
Io e Andrea, quando la musica si diffonde nell'aria, perdiamo il senso dell'orientamento e facciamo a gara a chi indovina prima la canzone che stanno suonando. E vince sempre lui.
Io e Andrea camminiamo sempre sottobraccio perché in definitiva ci proteggiamo l'un l'altro. Poi però lui mette la quarta e mi lascia sempre indietro di una ventina di metri perché io cammino lento come una lumaca.
Io e Andrea siamo due tipi strani forte, troppo solitari o troppo espansivi, troppo bambini o troppo maturi, due matti con qualche lampo di genio.
Io e Andrea, due teste sfasciate e un cuore enorme dove c'è posto per tutti: il suo.

16/08/18

L'indennizzo

Lo avrai
società Autostrade per l'Italia
l'indennizzo che pretendi da noi italiani.
Ma in quale modo
a deciderlo tocca a noi.

Non con i sassi logori
del ponte che dovevi accudire.
Non con la terra dei cimiteri
dove ignari uomini, donne e bambini
riposeranno lontano dai loro cari.
Non con la pioggia
che ha bagnato i loro corpi
e le mani prodighe dei soccorritori.

Ma soltanto col silenzio dei morti
più duro di ogni macigno.

(Liberamente tratto dall'epigrafe di Pietro Calamandrei in risposta Albert Kesselring, comandante in capo delle forze armate di occupazione tedesche in Italia)

E invece la pagheranno.

E invece la pagheranno i responsabili del crollo del ponte di Genova. L'Italia non può morire soffocata dalla sua indifferenza e dalla sua corta memoria.
Prima o poi verrà il giorno in cui impareremo che è meglio vivere nella banale ordinarietà che nell'eterna emergenza frutto del tirare a campare e della triste arte di arrangiarsi.
Accadrà, perché nulla è immutabile in questo mondo, anche nel nostro strano paese. E per onorare i morti innocenti sotto il cavalcavia sarebbe giusto che la svolta iniziasse oggi.
In queste ore uomini politici di infimo ordine, sempre alla spasmodica ricerca di mazzette, legati a doppio filo col malaffare che sta uccidendo la nostra nazione, hanno perso l'ennesima occasione di tacere, sporcando la loro bocca e la loro anima con le loro luride argomentazioni, vomitando addosso ad altri le loro responsabilità politiche pluriventennali.
Mentre si ode il pianto dei parenti delle vittime innocenti.
L'Italia uscirà dal fango cui è stata gettata: non sarà semplice né una cosa breve; e dipenderà dalla voglia di riscatto che è in ciascuno di noi.
E coloro che nei prossimi giorni, mesi ed anni opporranno resistenza al cambiamento, a questa salvifica ricerca di una nuova dignità e serietà saranno i veri nemici della patria.
Andranno combattuti, isolati, lasciati marcire nella loro ignobile disonestà intellettuale. Con la stessa fermezza morale che hanno avuto i nostri padri fondatori della Costituzione.
Dobbiamo diventare tutti partigiani contro la corruzione, contro un nemico capace di nascondersi e travestirsi da agnello.
Dobbiamo fare in modo che i nostri figli un giorno possano essere finalmente fieri di noi.

10/08/18

Lettera del 10/08/2018

Caro Andrea,
un po' di sereno è tornato e mi piace credere che sia in parte merito dei discorsi che riusciamo a fare nelle nostre mattinate estive. Devo districarmi in mezzo alle tue domande ricorrenti: il tempo che passa, l'inizio dell'anno scolastico, la mia data di nascita.
Tutte frasi che usi per farci sapere della tua paura della morte, della morte di mamma e papà, e della paura dei petardi e dei botti che deflagrano durante gli spettacoli pirotecnici.
Usi questo protocollo comunicativo perché le tue paure fanno troppo paura per poter essere nominate. Ma, tra uno stereotipo ed un altro, provo ad andare più in profondità, ti spingo a parlare delle tue paure: non per scacciarle, nossignore.
Caro Andrea, le paure o - se vogliamo chiamarle col termine tecnico - le ansie, sono come dei bambini piccoli che vivono dentro di noi, neonati che non sanno parlare e che gridano per farsi ascoltare, provocandoci stress ed agitazione.
Dobbiamo quindi imparare ad amarle, a coccolarle, così si tranquillizzano e non piangono più. Perciò ogni mattina daremo il buongiorno alle paure della morte e dei botti, diremo loro che le proteggeremo e che le staremo vicini per sempre. Ma caro Andrea, queste paure vogliono sentire la tua voce, si fidano solo di te per smettere di piangere.
Sono certo che ce la farai perché nella tua vita hai dato prova di grande coraggio e di grande forza morale. Io sono sempre stato convinto che tu sia una persona speciale, sincera e sensibile come nessuno al mondo. E nulla mi farà mai cambiare idea. Vedrai, fratello mio caro, verrà il giorno che te ne renderai conto anche tu, e quel giorno sarà il giorno più bello della tua vita. Il primo di tanti giorni sereni che meriti e che ti appartengono.
Andrea mio, ti sono debitore di tante cose che oggi mi è difficile spiegare: posso solo dirti con assoluta certezza che hai reso una persona migliore me e tutti i membri della famiglia cui tieni tantissimo e cui hai dedicato tutte le tue risorse fisiche e psicologiche fin dalla più tenera età. Ma adesso, che ci hai resi uniti come nessun altro sarebbe riuscito a fare, è giunto il tempo di dedicare le tue enormi possibilità a te stesso, alla tua serenità ed al tuo benessere interiore.
Forza Andrea, fidati di te. Il mondo ti sta aspettando, assetato della tua dolcezza.

08/08/18

I vaccini secondo uno stupido (ossia io)

Confesso di trovarmi a disagio nell'argomentare sull'obbligatorietà dei famosi o famigerati 10 vaccini. Perché non ho le sufficienti cognizioni scientifiche e mediche per dare giudizi seri e definitivi.
E a dire il vero non trovo dirimenti le motivazioni degli uni e degli altri, soprattutto quelle dei fan scriteriati che popolano sia l'uno che l'altro fronte.
E' innegabile che qualunque farmaco abbia effetti indesiderati, dall'aspirina al vaccino. Quindi i medici ed i ricercatori che affermano che i vaccini siano innocui al 100% andrebbero severamente sanzionati dagli ordini di appartenenza.
E' anche strano come una classe politica in cui c'è gente che ucciderebbe la madre per una poltrona da sotto sotto sotto segretario senta improvvisamente l'esigenza umanitaria di salvare milioni di vite grazie ai vaccini.
Ma è altrettanto vero, per onestà intellettuale e verità scientifica, che molte malattie oggi siano state debellate grazie alla vaccinazione di massa, avvenuta negli anni 50 e 60 del secolo scorso. Oggi la poliomielite è praticamente scomparsa nel nostro paese, come il vaiolo ed altri eventi infettivi che portavano alla morte o a gravi conseguenze fisiche.
Purtroppo sono un illuminista fuori tempo massimo, credo soprattutto al metodo scientifico e ai dati che possono essere provati in esperimenti ripetibili. Per questo se avessi un figlio io mi assumerei la responsabilità di vaccinarlo, dietro i consigli del pediatra.
Ma proprio perché illuminista sono contrario a qualunque forma di obbligo che non sia un obbligo morale, tranne nei casi di forza maggiore come epidemie o pandemie.
Se non vuoi far vaccinare tuo figlio per la pertosse te ne assumi la piena responsabilità. Ma se nella malaugurata ipotesi dovesse morire di pertosse dovrai fare i conti con la tua coscienza per tutta la vita. E lì non c'è alcun vaccino che possa alleviare il dolore.

04/08/18

Sono fatto per le intemperie

Sono fatto per le intemperie, le tempeste e le burrasche. Nei mari calmi e quieti smarrisco la rotta e vado alla deriva.
Abituato come sono ai marosi imponenti, do il meglio di me quando tutto mi si rivolge contro, anche se le forze mi abbandonano e la volontà vacilla e si rifugia nell'oblio dei ricordi.
Sarà questo mio lato del carattere che mi fa amare i temporali, i tuoni, i fulmini, le nubi nere che si addensano all'orizzonte; il fuoco acceso nel camino, il crepitio della pioggia sui vetri delle finestre, il tenue tremore della luce delle candele quando va via la corrente elettrica.
Tutto questo caldo e la luce accecante del sole mi rendono inquieto, mi costringono ad abbassare la guardia ed a mostrare le mie fragilità, prive di alibi e motivazioni.
Nell'oscurità squarciata dai fulmini procede il mio natante, in una rotta a me ancora ignota.