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Visualizzazione dei post da Giugno, 2018

In cerca della felicità

Ci deve essere una strada che porta alla felicità. Io la immagino alberata, fresca, piena dei buoni odori dei fiori di campo che le crescono accanto e con scorci panoramici suggestivi. Non è sempre in discesa, ci sono delle salite impervie, curve pericolose ed incroci con segnalazioni ambigue. E' facile perdersi: una distrazione, cattivi compagni di viaggio, a volte solo un po' di sfortuna. E non tutti, una volta smarriti, sono in grado di trovare di nuovo la giusta direzione. I più fortunati trovano qualcuno che li prende per mano: in due si cerca meglio. Altri continuano a girare in tondo, in un moto perpetuo che vorrebbe simulare l'eternità, ma che prima o poi ha una fine. Per tutti. E' l'ignoto che da la speranza ai viandanti. Il fatto di non conoscere il proprio destino spinge alla ricerca di nuove vie, nuovi sentieri che potrebbero essere quelli giusti. Ma per alcuni il destino è un vicolo cieco, una strada senza uscita ove andare avanti è impossibile, così …

La via di fuga

Quando mi assalgono i pensieri più neri e tutto l'universo sembra collassare sopra le mie spalle riesco a trovare consolazione in quei pochi minuti che separano la veglia dal sonno, quando vado a coricarmi a letto. Abbiamo fatto un patto, il mio giaciglio ed io: le preoccupazioni non possono salire nel letto ma debbono rimanere sul pavimento, tra le pantofole, pronte per essere indossate l'indomani. Liberato da questo fardello e coricato da un lato, inizio a sognare le immagini che maggiormente mi acquietano, in genere luoghi e ricordi della mia infanzia. In queste ultime notti il leitmotiv che mi accompagna al sonno é la vecchia casa dei miei nonni. Una casa modesta di nemmeno 50 mq., con due camere, una cucina ed un piccolo bagno ricavato all'interno di essa. Ricordo la cucina economica a legna, adibita alla preparazione delle vivande ed al riscaldamento della casa. Gli scaldaletto in ghisa, con dentro la brace ardente, messi dentro le coperte dei letti per tenerli al c…

L'alberello

La casa dei miei nonni è situata su una aspra salita che porta verso la piazza comunale. Lungo i marciapiedi della via erano piantati, sino a qualche anno fa, una serie di piccoli alberelli di Bossolo: uno di essi era posto proprio davanti alla porta della casa dei nonni, quasi a farne da guardia. Gli arbusti di bossolo non sono alberi imponenti come la quercia o il pioppo, non riparano dalle intemperie né forniscono l'ombra di un ciliegio. Eppure mio nonno, durante i mesi della canicola estiva, accostava la sedia "da regista" al tronco e si sedeva sotto il piccolo ombrello d'ombra con la sua inseparabile "Settimana Enigmistica". Si immergeva a capofitto tra cruciverba, sciarade e rebus con la sua penna Bic inderogabilmente nera e a punta fine e a me lasciava i giochi più semplici, come collegare una sequenza di punti numerati o annerire delle porzioni di una vignetta per ottenere un disegno di senso compiuto. Mi sembra ancora di vederlo, elegantissimo, se…

Orfano di miracoli

Vorrei pensare a te
come ad un fastidio
ed i tuoi comportamenti
come capricci
di un bimbo viziato.
Lavarmene le mani
e lasciarti solo
al tuo destino.
Ma ti voglio bene
ed il tuo dolore
è il mio.
Le tue paure
sono le mie.
La tua ira
è la mia.
Due sopravvissuti
di un mondo troppo difficile.
Dissanguati e stremati.
Vorrei darti coraggio
ma non ne ho.
Vorrei trovare le parole giuste
ma non le conosco.
Vorrei prendere sulle mie spalle
i tuoi orribili pensieri
e portare il dolce fardello
al posto tuo.
Ma non si può.
Ti abbraccio
raccogliendo la speranza
o quel che ne resta,
orfano di sorrisi
e di miracoli.