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Buona partita, Sauro

Ieri è venuto a mancare Sauro Tomà, un arzillo signore classe 1925. Dov'è la notizia? Sauro Tomà era l'ultimo ancora in vita dei pochissimi scampati alla tragedia di Superga del 1949, ove perì la quasi totalità della squadra del Torino. Che da allora fu chiamata, giustamente, il Grande Torino.
Tomà era la riserva del meraviglioso terzino sinistro Maroso: nelle ultime stagioni di vita del Grande Torino, giocò abbastanza spesso, a causa di problemi fisici del titolare, ed ebbe sempre modo di far bella figura.
Pochi mesi prima dello schianto di Superga anche lui subì un brutto infortunio al ginocchio: a quei tempi era quasi una sentenza definitiva per un calciatore professionista e difatti tutta la sua carriera ne verrà pesantemente compromessa.
Ma quella che al momento sembrò una disgrazia, salvò invece la vita a Sauro, che non fu convocato per l'amichevole contro il Lisbona. 
Tutta la squadra titolare partì per la Lusitania, assieme agli allenatori e ad una nutrita schiera di giornalisti. Nessuno di loro fece più ritorno: l'aereo che li riportava a Torino andò a schiantarsi sulla collina dove si erge la Basilica di Superga, oggi divenuta un sacrario per tutti i tifosi del Torino e non soltanto.
Ieri a Sauro Tomà si sono aperte di nuovo le porte dello spogliatoio del "Filadelfia". Ad attenderlo capitan Valentino Mazzola ed il mister Egri Erbstein con in mano la maglia granata col numero 3 sulla schiena: 
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Buona partita Sauro. E in bocca al lupo.

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