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Visualizzazione dei post da Marzo, 2018

C'era un tempo

C'era un tempo in cui tutto era così chiaro, semplice e luminoso. Le estati erano calde ed interminabili, il sole illuminava le vie del paese, prive o quasi di automobili. Il silenzio della canicola era spezzato dal frinire dei grilli e un vecchio cane randagio si spostava lentamente, passando rasente i muri delle case, alla ricerca di un posto per riposare. Una donna con una veste blu scura, impreziosita dal disegno di piccoli fiorellini rossi e bianchi, riempiva d'acqua un secchio di metallo, aprendo il rubinetto di ottone della fontanella di ghisa. Un contadino, in sella al suo mulo e con in testa un cappellaccio di paglia a falde larghe, si dirigeva lentamente verso la campagna, salutando con un cenno della mano i pochi anziani seduti su antiche sedie di legno e vimini, all'ombra dei pioppi e delle querce. I nonni sembravano così vecchi, coi loro volti segnati dal sole e le mani spaccate dalle fatiche di una vita spesa nei campi, ma avevano poco più di cinquanta anni.…

Il mio Jeeg Robot

Fino a qualche anno fa, sarebbe meglio dire qualche mese fa, in una giornata come questa Andrea se ne sarebbe stato in silenzio, solitario ed in disparte. Poi si sarebbe alzato e sarebbe andato verso il suo mondo interiore, inaccessibile a tutti. Oggi invece ha parlato, ha interagito e persino scherzato. E' così bello sentirgli raccontare le sue storie sghembe e un po' acciaccate, sentire il suono delle parole sensate che provengono dalla sua voce. Quanta strada ha fatto il mio eroe, quanta forza ha dovuto tirare fuori per accettare le sue paure ed iniziare a conviverci. No, non è una favola a lieto fine: dio solo sa come reagirà quando papà e mamma non ci saranno più. E ogni tanto i fantasmi del passato tornano a fargli visita, spegnendo la serenità sul suo volto e sul nostro. C'è ancora tanta strada da fare, passi in avanti e qualche inevitabile passo indietro. Ma il mio Jeeg Robot dal cuore d'oro ha capito come si indossa l'armatura. Magari un giorno imparerà a…

L'ultima foglia

L'ultima foglia
scivola via
dai rami ormai spogli.
Plana
dondolando lentamente
in balia dei capricci del vento.
Infine si unisce
alle sorelle ormai assopite.
Giace in terra.
Come è lontano
adesso il cielo.

Lombardi nel Lazio

Siamo tutti concordi nell'ammettere che queste elezioni abbiano visto la affermazione perentoria del Movimento 5 Stelle, avendo raggiunto la quota del 32/33 % alla Camera dei Deputati ed al Senato. Un risultato importante visto la relativa giovane età del movimento che, in pochi anni, ha saputo ottenere la fiducia ed il consenso di un terzo dell'elettorato nazionale. Per colpa di una legge elettorale astrusa e cervellotica il #M5S, pur essendo il primo partito d'Italia non può esercitare il suo diritto - dovere di governare. Sono premiate le coalizioni, un coacervo di partiti con poche idee in comune, in perenne contesa per un posto di sottosegretario e pronti ad accoltellarsi alle spalle alla prima occasione. Non è stata frutto di imperizia questa legge elettorale ma è stata voluta e pensata dai partiti che sapevano avrebbero subito una pesante sconfitta: pur di impedire l'esercizio del governo al M5S il #PD e #FI hanno preferito lasciare il paese in uno stato di per…

Il fine giustifica i mezzi

Facciamo due conti rapidi, visto che la matematica non è un'opinione, al contrario delle idee politiche. E limitiamoci alla Camera dei Deputati poiché poco cambia al Senato. La coalizione più numerosa è quella del centrodestra (CD), che si compone di 265 deputati, al secondo posto c'è il Movimento 5 Stelle (M5S) con 227. Al terzo il centrosinistra (CS) con 122, mentre Liberi ed Uguali (LEU) può disporre di soli 14 deputati. Gli ultimi due seggi vanno ai misteriosi MAIE ed USEI, partiti degli italiani all'estero. E' del tutto evidente che nessuna compagine può aspirare da sola ad ottenere la maggioranza, pari a 316 deputati, grazie alla inadeguatezza della formula elettorale,  il "Rosatellum", figlia illegittima del patto del "Nazareno" tra Partito Democratico (PD) e Forza Italia (FI). Per poter governare quindi è necessario che si coalizzino due coalizioni, o parti sostanziose di esse. Ma andiamo per ordine.
Ipotesi 1: Alleanza CD - M5S E' l'…

Il boxeur

"Sbam"! Un'altro gancio sinistro colpisce il mio mento. Non sento dolore. Solo una sensazione di vuoto, come assenza di peso. E poi vado al tappeto, come corpo morto. Devo essere svenuto, perché non sento l'arbitro iniziare a contare. Sto bene, incredibilmente. Poi l'odore acre dell'aceto mi penetra dalle narici fin dentro al cervello. Ho un sussulto, apro gli occhi, ma non so bene dove mi trovi. C'è un mucchio di gente attorno a me, mi manca il respiro. La luce della lampadina del dottore mi abbaglia l'occhio destro. La pupilla si restringe, istintivamente. Dicono sia un buon segno Adesso ho la testa che mi scoppia e sento di nuovo il rumore del pubblico attorno al ring. Qualcuno prova a togliermi il paradenti, la mascella mi duole da morire ed urlo dal dolore. Non riesco a tenere gli occhi aperti, sono tumefatti. Vorrei alzarmi ma le gambe mi cedono. Mi viene da vomitare. Mi afferrano per le ascelle e mi sostengono per farmi uscire dal ring. Qualch…

Se rinasco

Se rinasco voglio rinascere stupido. Cioè, la dico meglio, voglio rinascere più stupido di quanto non lo sia già adesso. Ma di una stupidità assoluta, abissale, sconfinata, a senso unico e senza alcuna possibilità di remissione. In parole povere come quelli del centro-sud che hanno votato per la Lega (quasi ex Nord).  Dio come invidio la vostra ottusità! Deve essere bello alzarsi la mattina e non capire un cazzo fino alla sera. Avere in tasca tutte le convinzioni errate di questo mondo, tirarle fuori sempre nel momento sbagliato ed a sproposito. Che meraviglia avere un unico problema immaginario nella testa, l'invasione dei migranti che vengono a rubare il lavoro agli italiani, e riuscire ad ignorare tutti quelli reali, ad esempio il fatto che il lavoro non ci sia, né per gli uni né per gli altri. Sì nella prossima vita rinasco leghista, meglio se residente nel centro-sud d'Italia.  E poi m'ammazzo.

E adesso?

E adesso cosa succede? Nessuna coalizione, da sola, arriva alla maggioranza assoluta. Né alla Camera né al Senato. Inoltre l'algebra non ha molta giurisdizione in politica: maggioranze che sono possibili numericamente sembrano appartenere più al mondo della fantapolitica che alla realtà. Non vorrei essere nei panni di Mattarella: temo faticherà non poco a trovare un candidato premier in grado di portargli il 50% dei Deputati e dei Senatori più uno. L'alleanza tra Lega e M5S è solo nella testa di chi vorrebbe vedere sparire dalla scena politica il movimento fondato da Grillo e Casaleggio in un batter di ciglio. L'inciucio tra Renzi e Berlusconi non è più proponibile numericamente, vista la batosta elettorale subita da entrambi. Tecnicamente è possibile la "Grosse Koalizion", ossia un governo di scopo che inglobi tutte le liste all'infuori del M5S: Lega, Forza Italia, Fratelli d'Italia da un lato e il Partito Democratico dall'altro. Alla Camera avrebbero uno…

Brillo

20 gocce di EN e due bicchieri di Amaretto Di Saronno. Stantio e dal sapore della coccoina. Tanto basta per essere brillo. Vorrei esprimere tutto il mio disgusto alla vita di merda che mi tocca vivere ma, appunto, sono brillo, e mi escono dalla penna virtuale solo bestemmie in vari dialetti che nemmeno supponevo di conoscere. Sono brillo e quindi posso dire tutte le fesserie che voglio, come l'invidia che provo verso i lobotomizzati. Sì vorrei essere completamente privo di cervello e non provare più niente, non sentire più niente, non dover essere più niente per me stesso e per gli altri. In vino veritas vero? E allora voglio dirvi in faccia e con l'alito pesante dell'alcol che ho le palle piene dei vostri stupidi problemi da quattro soldi, delle vostre meschine rivalse di bambini viziati e mai cresciuti. Non sopporto più i vostri discorsi intrisi di ignoranza, il vostro opportunismo immorale che vi fa cambiare casacca appena cambia la direzione del vento. Mi fate schifo.…

So che non esisti

So che non esisti,
altrimenti salirei
fin sopra le galassie più remote.
E non basterebbero le schiere
degli angeli a te devoti
per placare la mia ira.
Avrei la forza ed il dolore
di guardarti negli occhi
e renderti conto della tua
inutile onniscenza,
del tuo ottuso ed ostinato
silenzio
mentre migliaia di anime
innocenti
muoiono e soffrono
ingiustamente.
So che non esisti
altrimenti ti direi
cosa farei io se fossi un dio.
Guarirei i bambini
malati,
tutti quanti.
Rinsavirei i matti,
ringraziandoli
per averci indicato la via
Incenerirei chi uccide
un suo simile.
Ridurrei alla fame
chi affama il mondo.
Subito, senza indugio,
senza papi o re.
So che non esisti
ed è meglio per te.
Saresti l'essere superiore
più cattivo,
egoista
ed insensibile
della stirpe degli dei.

Foto Di Sailko - Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=30519605

In difesa dei social

Chi ritiene che i social media siano il male ed i loro frequentatori una massa di idioti inferociti probabilmente è vissuto su Marte dalla nascita. Costoro probabilmente non prendono mezzi pubblici di trasporto, non frequentano le file davanti agli sportelli delle poste e non stanno due ore seduti nella sala d'aspetto del loro medico di base. Chiunque abbia provato almeno una volta nella vita una delle esperienze umane appena descritte avrà avuto modo di vedere volti ed ascoltare discorsi da far torcere le budella. L'ignoranza, il qualunquismo, l'arroganza e la prepotenza ci circondano ogni giorno ed in ogni luogo. Però ci fa comodo far finta che non sia vero, ci chiudiamo dentro le nostre macchine, ci barrichiamo nelle nostre case, ci buttiamo a capofitto nel lavoro, ci immergiamo in una realtà artefatta che fa a pugni con la vita illudendoci di aver costruito un nostro piccolo, infinitesimo paradiso artificiale. Puntare il dito contro i social network significa confonde…

Andate a votare

Ho l'abitudine di esprimere ciò che penso, su molte cose, tra cui la politica. Ma non faccio proselitismo: siete tutti maggiorenni e vaccinati. Se certe cose non le percepite con le vostre meningi è inutile cercare di spremerle con un post o un articolo su un blog. Su una cosa però è giusto essere fermi ed inamovibili. Occorre andare a votare. Non solo per rispetto di chi è morto per darci questo diritto, che pure sarebbe un'ottima motivazione. Perché, come diceva Gaber, non c'è libertà senza partecipazione e la democrazia non è un bene assoluto ed immutabile. Va difesa facendo sentire la nostra voce dentro la cabina elettorale. Chi domenica rimane a casa lascia un assegno in bianco in mano di una classe politica che, in questi ultimi anni, non ha brillato per onestà e competenza. Non solo: la malavita organizzata può controllare meglio i voti se a votare sono in pochi ed i partiti sarebbero ben contenti se a votare fossero sempre i soliti quattro gatti. Potrebbero compra…

Un popolo complicato

Siamo un popolo complicato. Diffidenti verso gli sconosciuti, ci vantiamo di essere furbi e di saperne una più del diavolo. Cacciamo via un allenatore di una squadra di calcio dopo due pareggi consecutivi, cambiamo smartphone più del necessario perché dopo un po' non ci va più a genio. Spendiamo migliaia di euro in avvocati per futili liti condominiali e siamo disposti a scannarci senza pietà per un parcheggio. Un popolo di guerrieri risoluti, si direbbe. Poi questo stesso popolo, nel segreto della cabina elettorale, si caga addosso e come un gregge di pecore imbelli, si risolve a votare sempre le stesse facce e gli stessi partiti. Quei partiti e quelle facce che hanno distrutto il nostro paese. E poi questo popolo complicato, l'indomani delle elezioni, torna a lamentarsi delle tasse, dei servizi pubblici che non funzionano, della disoccupazione e del carovita. In poche parole ci piace fare i gradassi da bar dello sport, ma quando il gioco si fa duro ed occorre tirar fuori gl…