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Resistere?

Il mercimonio deprimente della composizione delle liste elettorali indica inesorabilmente due opzioni.
I capi bastone dei partiti non hanno più alcun interesse e rispetto per i loro elettori, oppure vivono una esistenza talmente scollegata dal reale che sono intimamente convinti di aver scelto il meglio della fauna politica.
Viene sinceramente da piangere pensando a come si sia potuta ridurre la classe politica italiana, grazie anche al menefreghismo del popolo italiano che pensa che la libertà sia un bene assoluto e non una conquista da difendere quotidianamente.
Ma non è solo la politica a gettare nello sconforto. Ieri si è aperto l'anno giudiziario e non una parola è stata proferita dagli alti magistrati sulle continue ingerenze della politica nei confronti della giustizia, sulle riforme scellerate che hanno tagliato le gambe agli organi inquirenti e giudicanti.
Si è parlato di "babygang", di "cyberbullismo", con qualche accenno alla mafia per non destare troppi sospetti.
Lontani sono i tempi dell'accorato "Resistere, resistere, resistere" di Francesco Saverio Borrelli.
Anche le toghe si sono piegate al pensiero unico, e se anche la magistratura smette di esercitare il suo diritto - dovere di indipendenza dalla politica siamo veramente giunti alla fine della vita politica, morale e culturale del nostro sventurato paese. 

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