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Visualizzazione dei post da Gennaio, 2018

Ti voglio bene

Camminiamo, nel selciato del Lungotevere di Roma. Tu, stretta nel tuo cappottino color fucsia ed io a pochi metri da te. Camminiamo in silenzio mentre la luna si specchia nel Tevere ed il traffico di Roma si dirada. Ti fermi e guardandomi negli occhi sussurri: "Mi dispiace". Mi fermo anch'io ma continuo a guardare in terra, come un bambino offeso. "E' successo tutto così in fretta" - aggiungi - "Improvvisamente. Non ho avuto nemmeno il tempo di telefonarti, di scriverti una lettera o di spiegarti. Non avrei mai voluto lasciarti solo". Trovo finalmente il coraggio di guardarti e di risponderti. "Lo so che non è colpa tua, è che mi sei mancata così tanto. Ma non subito, pensavo di poter fare a meno di te e invece sei iniziata a riaffiorare nei miei ricordi come un fiore che spunta dalla neve dopo i lunghi mesi d'inverno. Ti ho cercato in tutti i posti dove siamo stati assieme. Ti ho implorato nelle sere in cui impazzivo dal dolore. Ma nien…

La tendopoli della morte

L'incendio della tendopoli di San Ferdinando è la più brutale esemplificazione dell'ipocrisia italiana. Ci riempiamo la bocca di accoglienza e solidarietà e poi lasciamo marcire in un ghetto indegno migliaia di migranti, che campano accatastati gli uni sugli altri in condizioni igieniche disastrose. I più fortunati di loro guadagnano pochi centesimi al giorno raccogliendo pomodori ed altri prodotti agroalimentari. Il tutto sotto il vigile ed interessato controllo delle cosche calabresi. Questa è la politica di accoglienza del centro sinistra: con una mano ti fa entrare in Italia e con l'altra ti consegna alle organizzazioni malavitose.Avendo persino il coraggio di chiedere soldi all'Europa per questa vera e propria tratta di schiavi. Chi permette tutto questo non solo non appartiene alla categoria politica dei progressisti, ma andrebbe processato per crimini contro l'umanità. Ed anche per millantato credito, per essersi indegnamente appropriato del partito che una…

Resistere?

Il mercimonio deprimente della composizione delle liste elettorali indica inesorabilmente due opzioni. I capi bastone dei partiti non hanno più alcun interesse e rispetto per i loro elettori, oppure vivono una esistenza talmente scollegata dal reale che sono intimamente convinti di aver scelto il meglio della fauna politica. Viene sinceramente da piangere pensando a come si sia potuta ridurre la classe politica italiana, grazie anche al menefreghismo del popolo italiano che pensa che la libertà sia un bene assoluto e non una conquista da difendere quotidianamente. Ma non è solo la politica a gettare nello sconforto. Ieri si è aperto l'anno giudiziario e non una parola è stata proferita dagli alti magistrati sulle continue ingerenze della politica nei confronti della giustizia, sulle riforme scellerate che hanno tagliato le gambe agli organi inquirenti e giudicanti. Si è parlato di "babygang", di "cyberbullismo", con qualche accenno alla mafia per non destare t…

Buon compleanno papà

Buon compleanno papà, entrambi sappiamo qual è il regalo più bello che possiamo desiderare. Spero di potertelo portare domani questo regalo, perché a ottantotto anni e dopo una vita difficile e dolorosa, meriteresti di vivere questi ultimi anni nella serenità che il destino ti ha sempre negato. Quanti "domani" hai dovuto affrontare, papà: da quando sei rimasto orfano di entrambi i genitori ad appena quindici anni, durante la seconda guerra mondiale. O quando perdesti tua sorella, la tua seconda mamma, che avevi appena quarant'anni. O quando ti accorgesti che il tuo secondogenito non era come tutti gli altri, che avresti dovuto accudire un bambino per il resto dei tuoi giorni. O quando tua moglie, mia madre, è diventata cieca per colpa del dannatissimo diabete e tu, stanco ed acciaccato, sei diventato i suoi occhi. Domani è un altro di quei maledetti domani, un altro di quegli spartiacque in cui la nostra famiglia va ad incagliarsi regolarmente, senza alcun motivo ed imm…

Rinnegato ed alieno

Eduardo, uno dei rari geni nati nel nostro paese, afflitto da perenne ed incurabile "mediocritas", nella sua ultima fatica teatrale del 1966 affermava che "gli esami non finiscono mai". Una verità sacrosanta ed incontrovertibile. Ma solo se si decide di soggiacere al giudizio altrui, di sottostare alle forche caudine che consentono l'ingresso nella grande omologazione, nel vasto conformismo che mira a soddisfare l'ancestrale bisogno del senso di appartenenza. Secondo questi canoni, per sentirmi ancora vivo e vegeto, dovrei mettere mano ai libri universitari abbandonati da più di trentanni, sfoggiare un inglese fluente che mai ha albergato nei meandri più reconditi della parte del mio cervello adibita al linguaggio e combattere contro un esercito di ragazzini neo laureati, freschi di studi, agguerriti e sanguinari come i pirati della Malesia. Dopo 56 anni di purgatorio, con assidue frequentazioni nell'abisso di Papè Satan, mi arrogo il diritto di rifiut…