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Visualizzazione dei post da 2018

Invecchiare serve a qualcosa

Lo so, sto diventando vecchio. E come tutti i vecchi rompiscatole ho di che lamentarmi e di che brontolare. Ma soprattutto comincio ad avere una nostalgia inguaribile per molte cose che hanno attraversato la mia infanzia e la mia gioventù. Soprattutto mi mancano la miriade di registi, attori e sceneggiatori che hanno fatto grande il nostro teatro ed il cinema negli anni sessanta. Elencarli tutti è impossibile, perché quella fu una stagione fertile per l'arte italiana. In quegli anni si consacrarono al mondo artisti e scrittori che iniziarono a fare la gavetta in tempo di guerra. Una gavetta dura, in piccoli giornali ed in piccolissime sale di provincia. Ovviamente ho le mie predilezioni, che non hanno la pretesa di essere una classifica di valori. E' una lista di titani che più di altri mi hanno avvicinato al cinema, al teatro ed alla letteratura. Ennio Flaiano è il primo. Fu un grandissimo sceneggiatore e un uomo di un intelligenza umoristica unica ed inimitabile. I suoi afor…

Certe sere

Certe sere avrei tanto bisogno che squillasse quel maledetto telefono, per sentire la tua voce che mi chiede cose banali, quelle cose che si dicono tra fratelli che hanno voglia di risentirsi. Certe sere vorrei poterti raccontare le mie ansie ed ascoltare le tue parole di conforto, dettate dall'animo dolce e sensibile che hai. Ed invece il telefono rimane muto, ed io ostaggio delle mie paure, che con l'età non accennano a diminuire. No non è la tua malattia a rendermi più fragile. Sono altri i nomi e le cose che torturano la mia psiche ogni giorno, come la goccia che scava nella pietra. E' l'impossibilità di poterti chiedere aiuto che mi trafigge il cuore, specialmente in serate come questa, dove i miei fantasmi prendono forma ed inscenano danze macabre. Certe sere anche il dolore si materializza ed ha la forma di un telefono che non suonerà mai.

Mio padre, una vecchia cartolibreria ed il 730 on line

E' un'ora che cerco di scrivere qualcosa su mio padre. C'è di mezzo una vecchia cartolibreria in via Merulana dove faceva la fila per prendermi i libri di scuola ed il 730 on line che oggi ho compilato per lui, evitandogli la fila al CAF. Ma i pensieri mi si ingolfano e le mani mi tremano.  Immagino che non capirete molto di queste frasi incerte e di questi pensieri sconnessi. E' che oggi io ero in fila per lui, dopo cinquantanni. E non c'è più bella soddisfazione per un figlio che ripagare, seppure in maniera infinitesimale, gli infiniti sacrifici fatti per lui dal proprio genitore. E vedere poi il suo sollievo tradursi nel sorriso di Andrea, che tutto assorbe e di tutto si accorge, mi fa sentire degno, forse per la prima volta in vita mia, di calcare la polvere di questo strano pianeta in cui mi è dato vivere. Adesso scusatemi, ma non riesco più ad andare avanti.

Mi ritraggo dal presente

Mi ritraggo dal presente
e mi scopro a navigare
negli anni a me più cari.
Ove non v'era presagio
dei pensieri che tumultuosi
affollano la mente.
Le mattine assolate,
i meriggi quieti,
la penombra delle sere.
Ed il lento scorrere del tempo,
immutabile ed infinito.
Scandito dal suono
di antiche campane.
Ora a festa,
ora grave e solenne.
Quello che allora
sembrava noia
era invece il paradiso.
Quello che allora
sembrava una prigione
era la più dolce delle libertà.

I nostalgici

Molte persone credono di essere di sinistra perché si vestono come quelli di sinistra, perché parlano come quelli di sinistra e si atteggiano come quelli di sinistra. Poi, quando fai notare che spesso i loro "leader maximi" predicano bene ma razzolano malissimo, si inalberano come bambini viziati e mettono su il broncio, incapaci come sono di un vero pensiero critico. Anche a me piacerebbe credere e cullarmi nell'illusione che in Italia esista una sinistra forte, credibile politicamente e moralmente: dormirei sonni più sereni ed il mio fegato ne gioverebbe. Ma non è così e raramente lo è stato anche nel passato della nostra repubblica. Le persone intelligenti cercano di guardarsi attorno, capire se si può uscire dal finto dualismo destra-sinistra dalle logiche spartitorie e provare a costruire qualcosa di serio, se possibile. I nostalgici si infilano l'eschimo e vagheggiano rivoluzioni proletarie, sebbene i proletari si siano rifugiati altrove da più di una elezione poli…

Il destino

Io ed il destino ci guardiamo negli occhi da molto tempo ormai, come due nemici che si odiano da sempre ma non hanno più nulla da dirsi. Seduti l'uno di fronte all'altro, davanti ad un bicchiere una volta pieno di vino e adesso desolatamente vuoto.  Intorno a noi le macerie di una guerra inutile e sfiancante in cui nessuno dei due è riuscito a prevalere di un solo centimetro. Ride, il destino, mentre io lo guardo in cagnesco, con un rancore stantio che negli anni si è incancrenito nelle mie ossa. E ride ancor più sguaiatamente ogni volta che provo ad alzare la testa ma un ceffone violento mi fa ruzzolare in terra, sporco di polvere e ferito. Lo copro con gli insulti più osceni che le mie viscere riescono a generare, gli urlo in faccia le maledizioni più atroci dell'universo. Ma lui continua col suo ghigno sghembo, i suoi occhi si illuminano come se si nutrisse del mio odio. Verrà il giorno in cui non sarò più qui, a guardarti come una carogna in putrefazione. Cosa ne sarà…

A mia moglie

In genere non parlo mai di mia moglie, perché è una donna molto riservata e non ama mettersi in mostra sui social o nella vita quotidiana. Tuttavia stasera ho deciso di fare un'eccezione perché, per motivi assolutamente privati e che non sto ad elencare, sta passando ed ha passato momenti assai difficili in questi ultimi mesi. Lei non conosce nemmeno il significato della parola egoismo: infaticabile, è sempre pronta ad aiutare il prossimo col sorriso sulle labbra. Ma non sempre viene ripagata con la stessa moneta, anzi la vita sembra divertirsi a metterla in situazioni in cui la sua sensibilità viene ferita, offesa o neppure riconosciuta. Anche io ho delle responsabilità: dovrei starle più vicino, anteporre le sue preoccupazioni ai miei problemi, alla mia pigrizia ed al mio egoismo. Potrei accampare degli alibi, dalla malattia di Andrea alla precarietà professionale, passando per l'anzianità dei miei genitori. Ma non sarebbe giusto: ho la fortuna di avere accanto una donna sp…

Bulli 2.0

Il bullismo c'è sempre stato, sin dalla notte dei tempi. Fa parte di quella assurda alchimia che si chiama appartenenza al branco condita con le aberrazioni della fase adolescenziale. Chi vi scrive ne è stato vittima oltre quarantanni fa e ne posso testimoniare tutta la pesantezza ed atrocità. La mia autostima ne è uscita duramente minata e fino a pochi anni fa, quando sentivo due persone ridere tra di loro, mi giravo terrorizzato convinto che fossi io il protagonista dei loro lazzi. La differenza con i tempi odierni è che allora non esistevano i social ed era difficile se non impossibile testimoniare l'accanimento fisico e psicologico dei "bulli" nei confronti delle loro vittime predestinate. E, non vedendo, anche chi sapeva ed avrebbe potuto intervenire si girava dall'altra parte, nascondendo la cenere sotto il tappeto. Genitori, insegnanti, presidi e talvolta anche le forze dell'ordine avrebbero potuto porre un freno ma era più comodo far finta di niente. …

La democrazia ai tempi della pulizia dei cessi

Molti esponenti della politica italiana ci hanno abituati a dichiarazioni quantomeno sconcertanti. Ricordo come qualche tempo fa la Senatrice Finocchiaro (PD) rispose ad un giornalista che le domandava se gli stipendi dei politici non le sembrassero spropositati che, in fondo, lei non faceva mica il lavoro della "bidella". E' invece di ieri la dichiarazione del condannato Berlusconi che, secondo lui, i politici del Movimento Cinque Stelle non son buoni nemmeno per "pulire i cessi". Al di la delle proprie convinzioni politiche e della perenne campagna elettorale che vige nel nostro paese dal 1948 ad oggi è evidente come queste frasi siano il segnale dell'estremo scollamento della politica dalla vita reale e, quel che è peggio, del disprezzo che hanno i politici per chi si guadagna il pane facendo lavori considerati ingiustamente umili.
Ci sono migliaia di persone che la mattina si alzano all'alba per tenere puliti i nostri luoghi di lavoro, le strade, g…

Buona partita, Sauro

Ieri è venuto a mancare Sauro Tomà, un arzillo signore classe 1925. Dov'è la notizia? Sauro Tomà era l'ultimo ancora in vita dei pochissimi scampati alla tragedia di Superga del 1949, ove perì la quasi totalità della squadra del Torino. Che da allora fu chiamata, giustamente, il Grande Torino. Tomà era la riserva del meraviglioso terzino sinistro Maroso: nelle ultime stagioni di vita del Grande Torino, giocò abbastanza spesso, a causa di problemi fisici del titolare, ed ebbe sempre modo di far bella figura. Pochi mesi prima dello schianto di Superga anche lui subì un brutto infortunio al ginocchio: a quei tempi era quasi una sentenza definitiva per un calciatore professionista e difatti tutta la sua carriera ne verrà pesantemente compromessa. Ma quella che al momento sembrò una disgrazia, salvò invece la vita a Sauro, che non fu convocato per l'amichevole contro il Lisbona.  Tutta la squadra titolare partì per la Lusitania, assieme agli allenatori e ad una nutrita schiera…

"Pensa alla salute"

Pensa alla la salute. Già, è vero. Senza la salute non si può vivere, non si può essere felici, non ci si può innamorare o uscire di casa a fare quattro chiacchiere con gli amici. Ma la salute non basta, non è tutto. Esiste qualcosa di intangibile, che non ha peso o valore economico che tuttavia rende la vita degna di essere vissuta. Ed aiuta anche la salute a rimanere solida e florida. Questa cosa così impalpabile eppure così preziosa si chiama soddisfazione. Ognuno di noi trae nutrimento non solo dal pane che mangia ma dal ritagliare quei piccoli spazi, a volte infinitesimi oppure lunghi tutta la giornata, che riempiono il cuore e l'intelletto della gioia di una soddisfazione. C'è chi ama la lettura, chi fare lo sport, chi preferisce dedicare la vita al lavoro, alla politica, alla scienza, alla cultura o alla famiglia: tutti hanno il proprio giocattolo da tener custodito come il bene più raro. Ecco perché una vita in cui tutto è architettato per sopprimere le soddisfazioni …

L'ingegnere della mia prigione

Non posso lamentarmi. Molte, se non tutte, delle situazioni in cui mi trovo oggi e sono fonte di frustrazione e tristezza le ho cercate io. Le ho volute io, in quella che io chiamo la mia vita precedente. Raccolgo i frutti amari dei miei errori, delle mie debolezze, dei miti rincorsi lungamente e che poi si sono rivelati effimeri e vuoti. Non cerco alibi o attenuanti: avrei potuto e dovuto capire, ragionare, chiedere a me stesso se quello che stavo scegliendo era ciò che mi appagava o non il male minore. Per cercare di sopravvivere ai miei sbagli ho dovuto erigere un muro invalicabile attorno a me, un isolamento a metà strada tra l'eremitaggio e la prigione. Sono muri spessi, imperforabili che chi mi ama ha imparato a non poter nemmeno scalfire. Spesso urlo e nessuno ascolta, ma la colpa non è degli altri: io sono l'ingegnere della mia prigione, di questa inquieta solitudine che non trova sazietà.

Un po' di umiltà.

Stavo partecipando ad una discussione civile sulla mafia in una bacheca di una persona che stimo e seguo su Facebook. In particolare si parlava di Ostia e del suo degrado, dei recenti fatti che hanno coinvolto il clan della famiglia Spada e delle lotte che alcuni giornalisti stanno portando avanti per gettare una luce sulle mafie che attanagliano Roma e le sue periferie. Immancabile è arrivato il commento di un utente che ha tentato di strumentalizzare politicamente gli eventi, gettando fango sul #m5s e paragonandolo a CasaPound. E' fin troppo ovvio che l'utente sia di area #PD o di uno di quei tanti partiti apparentemente alla sua sinistra, che poi confluiscono di fatto nel #PD alla prima votazione alla Camera o al Senato. Avrei voluto rispondergli ma, non essendo nella mia bacheca, non mi è sembrato opportuno approfittare dell'ospitalità altrui. Gli rispondo qui, a casa mia, con maggior libertà. Innanzi tutto non è con la polemica politica che si sconfiggono le mafie, m…

Sempre se ti va

"Sempre se mi va." "Sempre se ti va." Da quando abbiamo iniziato a fare a modo tuo, fratello mio caro, la vita è diventata un posto bello da vivere. Almeno nei tuoi paraggi.  Vicino a te le mie paure svaniscono e le ansie si dissolvono come le nubi nei caldi giorni di primavera. Al domani penseremo domani: tu sarai la forza e la bontà che ho sempre cercato in me, invano. Oggi mi siedo accanto a te, sul divano. E mentre ascolti la musica sul tuo tablet chiudo gli occhi e poggio la mia testa sulla tua spalla. E finalmente sorrido.

C'era un tempo

C'era un tempo in cui tutto era così chiaro, semplice e luminoso. Le estati erano calde ed interminabili, il sole illuminava le vie del paese, prive o quasi di automobili. Il silenzio della canicola era spezzato dal frinire dei grilli e un vecchio cane randagio si spostava lentamente, passando rasente i muri delle case, alla ricerca di un posto per riposare. Una donna con una veste blu scura, impreziosita dal disegno di piccoli fiorellini rossi e bianchi, riempiva d'acqua un secchio di metallo, aprendo il rubinetto di ottone della fontanella di ghisa. Un contadino, in sella al suo mulo e con in testa un cappellaccio di paglia a falde larghe, si dirigeva lentamente verso la campagna, salutando con un cenno della mano i pochi anziani seduti su antiche sedie di legno e vimini, all'ombra dei pioppi e delle querce. I nonni sembravano così vecchi, coi loro volti segnati dal sole e le mani spaccate dalle fatiche di una vita spesa nei campi, ma avevano poco più di cinquanta anni.…

Il mio Jeeg Robot

Fino a qualche anno fa, sarebbe meglio dire qualche mese fa, in una giornata come questa Andrea se ne sarebbe stato in silenzio, solitario ed in disparte. Poi si sarebbe alzato e sarebbe andato verso il suo mondo interiore, inaccessibile a tutti. Oggi invece ha parlato, ha interagito e persino scherzato. E' così bello sentirgli raccontare le sue storie sghembe e un po' acciaccate, sentire il suono delle parole sensate che provengono dalla sua voce. Quanta strada ha fatto il mio eroe, quanta forza ha dovuto tirare fuori per accettare le sue paure ed iniziare a conviverci. No, non è una favola a lieto fine: dio solo sa come reagirà quando papà e mamma non ci saranno più. E ogni tanto i fantasmi del passato tornano a fargli visita, spegnendo la serenità sul suo volto e sul nostro. C'è ancora tanta strada da fare, passi in avanti e qualche inevitabile passo indietro. Ma il mio Jeeg Robot dal cuore d'oro ha capito come si indossa l'armatura. Magari un giorno imparerà a…

L'ultima foglia

L'ultima foglia
scivola via
dai rami ormai spogli.
Plana
dondolando lentamente
in balia dei capricci del vento.
Infine si unisce
alle sorelle ormai assopite.
Giace in terra.
Come è lontano
adesso il cielo.

Lombardi nel Lazio

Siamo tutti concordi nell'ammettere che queste elezioni abbiano visto la affermazione perentoria del Movimento 5 Stelle, avendo raggiunto la quota del 32/33 % alla Camera dei Deputati ed al Senato. Un risultato importante visto la relativa giovane età del movimento che, in pochi anni, ha saputo ottenere la fiducia ed il consenso di un terzo dell'elettorato nazionale. Per colpa di una legge elettorale astrusa e cervellotica il #M5S, pur essendo il primo partito d'Italia non può esercitare il suo diritto - dovere di governare. Sono premiate le coalizioni, un coacervo di partiti con poche idee in comune, in perenne contesa per un posto di sottosegretario e pronti ad accoltellarsi alle spalle alla prima occasione. Non è stata frutto di imperizia questa legge elettorale ma è stata voluta e pensata dai partiti che sapevano avrebbero subito una pesante sconfitta: pur di impedire l'esercizio del governo al M5S il #PD e #FI hanno preferito lasciare il paese in uno stato di per…

Il fine giustifica i mezzi

Facciamo due conti rapidi, visto che la matematica non è un'opinione, al contrario delle idee politiche. E limitiamoci alla Camera dei Deputati poiché poco cambia al Senato. La coalizione più numerosa è quella del centrodestra (CD), che si compone di 265 deputati, al secondo posto c'è il Movimento 5 Stelle (M5S) con 227. Al terzo il centrosinistra (CS) con 122, mentre Liberi ed Uguali (LEU) può disporre di soli 14 deputati. Gli ultimi due seggi vanno ai misteriosi MAIE ed USEI, partiti degli italiani all'estero. E' del tutto evidente che nessuna compagine può aspirare da sola ad ottenere la maggioranza, pari a 316 deputati, grazie alla inadeguatezza della formula elettorale,  il "Rosatellum", figlia illegittima del patto del "Nazareno" tra Partito Democratico (PD) e Forza Italia (FI). Per poter governare quindi è necessario che si coalizzino due coalizioni, o parti sostanziose di esse. Ma andiamo per ordine.
Ipotesi 1: Alleanza CD - M5S E' l'…

Il boxeur

"Sbam"! Un'altro gancio sinistro colpisce il mio mento. Non sento dolore. Solo una sensazione di vuoto, come assenza di peso. E poi vado al tappeto, come corpo morto. Devo essere svenuto, perché non sento l'arbitro iniziare a contare. Sto bene, incredibilmente. Poi l'odore acre dell'aceto mi penetra dalle narici fin dentro al cervello. Ho un sussulto, apro gli occhi, ma non so bene dove mi trovi. C'è un mucchio di gente attorno a me, mi manca il respiro. La luce della lampadina del dottore mi abbaglia l'occhio destro. La pupilla si restringe, istintivamente. Dicono sia un buon segno Adesso ho la testa che mi scoppia e sento di nuovo il rumore del pubblico attorno al ring. Qualcuno prova a togliermi il paradenti, la mascella mi duole da morire ed urlo dal dolore. Non riesco a tenere gli occhi aperti, sono tumefatti. Vorrei alzarmi ma le gambe mi cedono. Mi viene da vomitare. Mi afferrano per le ascelle e mi sostengono per farmi uscire dal ring. Qualch…

Se rinasco

Se rinasco voglio rinascere stupido. Cioè, la dico meglio, voglio rinascere più stupido di quanto non lo sia già adesso. Ma di una stupidità assoluta, abissale, sconfinata, a senso unico e senza alcuna possibilità di remissione. In parole povere come quelli del centro-sud che hanno votato per la Lega (quasi ex Nord).  Dio come invidio la vostra ottusità! Deve essere bello alzarsi la mattina e non capire un cazzo fino alla sera. Avere in tasca tutte le convinzioni errate di questo mondo, tirarle fuori sempre nel momento sbagliato ed a sproposito. Che meraviglia avere un unico problema immaginario nella testa, l'invasione dei migranti che vengono a rubare il lavoro agli italiani, e riuscire ad ignorare tutti quelli reali, ad esempio il fatto che il lavoro non ci sia, né per gli uni né per gli altri. Sì nella prossima vita rinasco leghista, meglio se residente nel centro-sud d'Italia.  E poi m'ammazzo.

E adesso?

E adesso cosa succede? Nessuna coalizione, da sola, arriva alla maggioranza assoluta. Né alla Camera né al Senato. Inoltre l'algebra non ha molta giurisdizione in politica: maggioranze che sono possibili numericamente sembrano appartenere più al mondo della fantapolitica che alla realtà. Non vorrei essere nei panni di Mattarella: temo faticherà non poco a trovare un candidato premier in grado di portargli il 50% dei Deputati e dei Senatori più uno. L'alleanza tra Lega e M5S è solo nella testa di chi vorrebbe vedere sparire dalla scena politica il movimento fondato da Grillo e Casaleggio in un batter di ciglio. L'inciucio tra Renzi e Berlusconi non è più proponibile numericamente, vista la batosta elettorale subita da entrambi. Tecnicamente è possibile la "Grosse Koalizion", ossia un governo di scopo che inglobi tutte le liste all'infuori del M5S: Lega, Forza Italia, Fratelli d'Italia da un lato e il Partito Democratico dall'altro. Alla Camera avrebbero uno…

Brillo

20 gocce di EN e due bicchieri di Amaretto Di Saronno. Stantio e dal sapore della coccoina. Tanto basta per essere brillo. Vorrei esprimere tutto il mio disgusto alla vita di merda che mi tocca vivere ma, appunto, sono brillo, e mi escono dalla penna virtuale solo bestemmie in vari dialetti che nemmeno supponevo di conoscere. Sono brillo e quindi posso dire tutte le fesserie che voglio, come l'invidia che provo verso i lobotomizzati. Sì vorrei essere completamente privo di cervello e non provare più niente, non sentire più niente, non dover essere più niente per me stesso e per gli altri. In vino veritas vero? E allora voglio dirvi in faccia e con l'alito pesante dell'alcol che ho le palle piene dei vostri stupidi problemi da quattro soldi, delle vostre meschine rivalse di bambini viziati e mai cresciuti. Non sopporto più i vostri discorsi intrisi di ignoranza, il vostro opportunismo immorale che vi fa cambiare casacca appena cambia la direzione del vento. Mi fate schifo.…

So che non esisti

So che non esisti,
altrimenti salirei
fin sopra le galassie più remote.
E non basterebbero le schiere
degli angeli a te devoti
per placare la mia ira.
Avrei la forza ed il dolore
di guardarti negli occhi
e renderti conto della tua
inutile onniscenza,
del tuo ottuso ed ostinato
silenzio
mentre migliaia di anime
innocenti
muoiono e soffrono
ingiustamente.
So che non esisti
altrimenti ti direi
cosa farei io se fossi un dio.
Guarirei i bambini
malati,
tutti quanti.
Rinsavirei i matti,
ringraziandoli
per averci indicato la via
Incenerirei chi uccide
un suo simile.
Ridurrei alla fame
chi affama il mondo.
Subito, senza indugio,
senza papi o re.
So che non esisti
ed è meglio per te.
Saresti l'essere superiore
più cattivo,
egoista
ed insensibile
della stirpe degli dei.

Foto Di Sailko - Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=30519605

In difesa dei social

Chi ritiene che i social media siano il male ed i loro frequentatori una massa di idioti inferociti probabilmente è vissuto su Marte dalla nascita. Costoro probabilmente non prendono mezzi pubblici di trasporto, non frequentano le file davanti agli sportelli delle poste e non stanno due ore seduti nella sala d'aspetto del loro medico di base. Chiunque abbia provato almeno una volta nella vita una delle esperienze umane appena descritte avrà avuto modo di vedere volti ed ascoltare discorsi da far torcere le budella. L'ignoranza, il qualunquismo, l'arroganza e la prepotenza ci circondano ogni giorno ed in ogni luogo. Però ci fa comodo far finta che non sia vero, ci chiudiamo dentro le nostre macchine, ci barrichiamo nelle nostre case, ci buttiamo a capofitto nel lavoro, ci immergiamo in una realtà artefatta che fa a pugni con la vita illudendoci di aver costruito un nostro piccolo, infinitesimo paradiso artificiale. Puntare il dito contro i social network significa confonde…

Andate a votare

Ho l'abitudine di esprimere ciò che penso, su molte cose, tra cui la politica. Ma non faccio proselitismo: siete tutti maggiorenni e vaccinati. Se certe cose non le percepite con le vostre meningi è inutile cercare di spremerle con un post o un articolo su un blog. Su una cosa però è giusto essere fermi ed inamovibili. Occorre andare a votare. Non solo per rispetto di chi è morto per darci questo diritto, che pure sarebbe un'ottima motivazione. Perché, come diceva Gaber, non c'è libertà senza partecipazione e la democrazia non è un bene assoluto ed immutabile. Va difesa facendo sentire la nostra voce dentro la cabina elettorale. Chi domenica rimane a casa lascia un assegno in bianco in mano di una classe politica che, in questi ultimi anni, non ha brillato per onestà e competenza. Non solo: la malavita organizzata può controllare meglio i voti se a votare sono in pochi ed i partiti sarebbero ben contenti se a votare fossero sempre i soliti quattro gatti. Potrebbero compra…

Un popolo complicato

Siamo un popolo complicato. Diffidenti verso gli sconosciuti, ci vantiamo di essere furbi e di saperne una più del diavolo. Cacciamo via un allenatore di una squadra di calcio dopo due pareggi consecutivi, cambiamo smartphone più del necessario perché dopo un po' non ci va più a genio. Spendiamo migliaia di euro in avvocati per futili liti condominiali e siamo disposti a scannarci senza pietà per un parcheggio. Un popolo di guerrieri risoluti, si direbbe. Poi questo stesso popolo, nel segreto della cabina elettorale, si caga addosso e come un gregge di pecore imbelli, si risolve a votare sempre le stesse facce e gli stessi partiti. Quei partiti e quelle facce che hanno distrutto il nostro paese. E poi questo popolo complicato, l'indomani delle elezioni, torna a lamentarsi delle tasse, dei servizi pubblici che non funzionano, della disoccupazione e del carovita. In poche parole ci piace fare i gradassi da bar dello sport, ma quando il gioco si fa duro ed occorre tirar fuori gl…

Non chiamatela follia

Per favore non chiamatela follia. Perché nei folli rimane pur sempre un barlume di umanità, un istinto primordiale che impedisce di commettere atti contro natura, come un padre che uccida le figlie. E' sovrumana cattiveria, è assenza di umanità, è l'egoismo assoluto che alberga dentro alcuni uomini e fa ritenere loro che la moglie e le figlie siano oggetti di proprietà e non vite da amare e proteggere. Per favore non chiamatela follia, che da quando è nato l'uomo i malati di mente hanno ucciso molte meno persone dei cosiddetti sani.

Siete la morte

Quale ricchezza
quale potere
quale brama di dominio
vale più della luce
di questi volti straziati
Genti di comando
che strappate fanciullezza
a vite innocenti
siete voi il demonio
l'assoluto male
la viltà infinita.
Non basterà l'universo
a nascondere le vostre colpe
Né il complice servilismo
di governi senza morale.
Dove siete voi non c'è vita,
siete la morte
e tutto l'orrore che la circonda.

Non guardarmi

Non guardarmi
con i tuoi occhi sereni,
col tuo sorriso innocente
La vita ti ha donato spine
e tu regali rose.
Non ha curvato le spalle
il peso del dolore.
Lunga e faticosa è la tua strada
percorsa con lentezza,
con paura e smarrimento.
Eppure sei tra noi
con dignità e splendore.
La tua fierezza
è la miglior bestemmia
contro quegli dei malvagi
che pretesero la tua diversità.
Non guardarmi
con i tuoi occhi sereni,
non ho meriti bastanti
per il tuo perdono.
Le mie fughe sono ferite infette,
brandelli di carne putrida,
dolore insopportabile.
Rispettarti è la mia cura,
volerti bene è il mio riscatto.

La neve che si scioglie

Il rumore dei passi sulla strada.
Il sibilo del vento tra i vicoli del paese.
Le lampade ad incandescenza
sospese su un filo a metà della strada
danzano al vento
lasciando le ombre delle case
giocare a rimpiattino.
L'odore della legna bruciata
sale dai camini,
sentinelle sporche di fuliggine.
La tramontana è giunta
a spazzare via i giorni melmosi
e la patina sudaticcia degli affanni
e delle miserie umane.
Il freddo spacca la pelle
il sangue è un grumo di ghiaccio
Cadono i primi fiocchi di neve
candidi, immacolati.
Sarà la terra
e i nostri passi senza meta
a mutarli in fango
Nulla è più doloroso
della neve che si scioglie.

Io volevo una casa piccola

Io volevo una casa piccola, come quelle che facevano una volta. Una cucina piccola, un bagno piccolo e una camera piccola per mangiare, dormire, leggere un libro ed ascoltare la radio. Io volevo una casa piccola, con i muri di pietra grezza, larghi e spessi. E con le finestre piccole, per non fare entrare il freddo d'inverno ed il caldo d'estate. Io volevo una casa piccola con il tetto che si vede dall'interno, sorretto da vecchie travi di legno. E ascoltare il rumore della pioggia che tamburella nelle tegole. Io volevo una casa piccola, con un piccolo camino, e sedermici vicino per riscaldare le mani intirizzite dal freddo. E sobbalzare allo scoppiettio della legna che arde nel fuoco, e seguire le traiettorie impazzite della cenere incandescente. Io volevo una casa piccola, senza poltrone e divano, con un letto in ferro battuto ed un altissimo materasso di lana, che quando ti corichi scompari dentro una nuvola di sogni. Io volevo una casa piccola, con una credenza antica…

Al tappeto

Un pugile suonato, ecco come mi sento. Sì come quei pugili che vanno al tappeto dopo aver preso l'ennesimo gancio tra il mento e la mascella. Quei pugili che non vedono l'ora di cadere per essere contati dall'arbitro. Quando sei al tappeto i pugni sembra che non facciano più male, persino il sangue smette di uscire dalle arcate sopracciliari gonfie e tumefatte. Vedi il pubblico che urla, bestemmia e pretende che tu ti rialzi, perché ha scommesso su di te. Ma a te non importa più niente, sei al tappeto, nessuno può più farti del male. Il guaio è che non si può restare al tappeto per sempre, appena l'arbitro decreta il knock-out arriva qualcuno con i sali che ti rimette in piedi alla meno peggio e ti scaraventa sotto la doccia gelata. Perché domani c'è un altro combattimento da fare, un altro pugile da affrontare, più forte di te, più cattivo e motivato di te. Ormai non picchio più: alzo la guardia e aspetto che arrivi la gragnola di colpi: prima ai reni, per fiaccar…

Il cerchio

La prima volta che sentii parlare di austerità era l'inverno del 1973. In realtà allora si chiamava "Austerity" perché in Italia c'è sempre stata la moda di chiamare le fregature con nomi stranieri. Un po' per gretto provincialismo e un po' per non farci capire fino in fondo il peso reale della mazzata che sta per abbattersi sul nostro groppone. Dopo averci detto per anni che eravamo una delle economie più stabili del mondo ci trovammo improvvisamente a piedi, con la benzina ed il riscaldamento razionato, con i cinema ed i teatri chiusi alle 22:30. Inizialmente sembrò una cosa persino simpatica: le domeniche in bicicletta senza essere seppelliti dalle automobili, le città tramutate in gigantesche isole pedonali. Però scoprimmo di essere tornati poveri e pieni di debiti, con una inflazione degna della peggiore dittatura sud americana. Se invece del pentapartito di Gui e Tanassi avessimo avuto una classe politica decente, la crisi petrolifera del '73 sareb…

L'indimenticabile voce del grande tenore Franco Corelli

La mia ignoranza in fatto di musica classica è ben nota. Ma diventa abissale riguardo la musica lirica. Eppure in questi ultimi giorni, sono rimasto sinceramente folgorato dalla figura del tenore e dell'uomo Franco Corelli. Sentendolo intonare le arie più famose, i cavalli di battaglia dei tenori, da "Nessun Dorma" a "E lucevan le stelle", sono stato rapito dalla sua voce potentissima e dalla sua abilità nel domarla e piegarla alle emozioni e sensazioni. Un'altra sua dote era la grande presenza scenica e la forza interpretativa: era un tenore atipico, dalla figura atletica ed elegante. Era quel che si dice un bell'uomo oltre che un grande tenore. Ma soprattutto era un uomo schivo, forse fin troppo umile, educato e discreto. Mai un pettegolezzo, mai una concessione alla "dolce vita". Una vita vissuta tra la musica e la sua famiglia. Si ritirò dalle scene alla fine degli anni settanta, al primo accenno dell'immancabile invecchiamento della …

Ma quale follia!

Andrea sta molto meglio e difatti il professore che lo ha in cura da ormai molti anni ha diminuito le dosi degli psicofarmaci ed ha eliminato alcuni medicinali. Speriamo bene, forse c'è stato un eccesso di ottimismo. In effetti stamattina Andrea ha iniziato a gridare ed a saltare. Ce l'aveva con i politici che non fanno niente ed era preoccupato perché non sapeva chi votare. Dieci gocce di EN lo hanno calmato.
Voi direte che sarò un povero illuso ma secondo me uno che oggi si incazza per colpa dello stato pietoso in cui versa la politica italiana è più sano di mente di tanta gente che il 4 marzo si metterà in fila per andare a votare i propri carnefici. Caro Andrea, la prossima volta chiamami che mi metto ad urlare ed a saltare anche io. E magari prenderò pure il televisore e lo scaraventerò giù dalla finestra. In un mondo di pazzi la purezza d'animo viene curata con gli psicofarmaci e la disonestà premiata col potere e col denaro.

La peggiore campagna elettorale

Avendo superato i cinquant'anni, e non da poco, ho una certa esperienza di elezioni politiche e campagne elettorali.
Ma ad una cosa ignobile ed insopportabile come questa non mi era mai capitato di dover assistere. Partiti che nascono dal nulla (e nel nulla torneranno dopo il 4 marzo) solo per fare da stampella al #PD e #ForzaItalia. Vecchi volti della prima repubblica che si accasano in partiti che hanno sempre schifato ma che adesso possono assicurare loro una pensione da nababbi. Responsabili del declino economico, morale e politico del nostro paese che si ergono ancora a statisti ed economisti, millantando ricette miracolose e promettendo regalie insostenibili. Il tutto condito da una sequenza di giornalisti adoranti che, dimentichi della loro missione, tentano di mantenersi aggrappati al carro che ha permesso loro di vivere al di sopra dei loro meriti. E' questa l'Italia che ci rappresenta? E' questa l'Italia che ci meritiamo? Se continuerete a votare sempre gl…

Ti voglio bene

Camminiamo, nel selciato del Lungotevere di Roma. Tu, stretta nel tuo cappottino color fucsia ed io a pochi metri da te. Camminiamo in silenzio mentre la luna si specchia nel Tevere ed il traffico di Roma si dirada. Ti fermi e guardandomi negli occhi sussurri: "Mi dispiace". Mi fermo anch'io ma continuo a guardare in terra, come un bambino offeso. "E' successo tutto così in fretta" - aggiungi - "Improvvisamente. Non ho avuto nemmeno il tempo di telefonarti, di scriverti una lettera o di spiegarti. Non avrei mai voluto lasciarti solo". Trovo finalmente il coraggio di guardarti e di risponderti. "Lo so che non è colpa tua, è che mi sei mancata così tanto. Ma non subito, pensavo di poter fare a meno di te e invece sei iniziata a riaffiorare nei miei ricordi come un fiore che spunta dalla neve dopo i lunghi mesi d'inverno. Ti ho cercato in tutti i posti dove siamo stati assieme. Ti ho implorato nelle sere in cui impazzivo dal dolore. Ma nien…