Questo blog è dedicato alla professoressa di letteratura italiana e latina, Loredana Rossi Molinaro, donna di grandissima cultura ed infinita umanità.

21/10/17

Il bambino



Sento ancora l'odore della cartella nuova, appena comprata in cartoleria. Ed il rumore del bottone a scatto che si...

Pubblicato da Stefano Maciocchi su Sabato 21 ottobre 2017

16/10/17

Il nonno di Andrea

Non ho conosciuto i miei nonni paterni. Sono morti entrambi molto prima che io nascessi. Nonna Pina nel 1942, in pieno conflitto mondiale, di un male incurabile. Nonno Amilcare se ne è andato nel 1945, di crepacuore: il dolore della perdita della sua amata Pina è stato troppo forte per lui.
Purtroppo li conosco solo attraverso le foto ingiallite che hanno resistito al tempo ed i pochi racconti fatti da mio padre. Sono ricordi dolorosi, anche a distanza di settantanni. Papà aveva appena quindici anni quando è rimasto orfano di entrambi i genitori e questa esperienza lo ha segnato per tutta la vita. E' quindi comprensibile che a casa mia si parlasse poco di questi nonni, della loro storia e del loro vissuto.
Di nonna Pina e del suo carattere so veramente poco. Di nonno Amilcare ho qualche informazione in più, trafugata qua e la nel corso degli anni. Ma quello che so di lui, o che credo di sapere, deriva esclusivamente dalla somiglianza con mio fratello. Più passano gli anni e più Andrea somiglia a suo nonno: gli occhi infossati, la stempiatura dei capelli, lo sguardo triste e lontano.
Chi lo sa? Forse si somigliavano anche nel carattere. Sicuramente nella sensibilità e nella fragilità. Solo chi ha amato più della sua stessa vita può perderla per il dolore.
Nonno Amilcare quindi è diventato, soprattutto in questi ultimi anni, la proiezione adulta di Andrea, il mio sogno mai sopito di vedere un giorno mio fratello privo del peso del suo handicap. Sogno destinato a rimanere tale, purtroppo.
Cari nonni paterni, non mi siete mai mancati così tanto come in questi anni della mia maturità anagrafica, anni in cui mi scopro a guardare le vostre foto come guardo Andrea di nascosto, per gustarmi ogni istante del suo lento, incerto e fragile cammino verso la serenità.


02/10/17

Come castagne


I primi ricci ho visto
cadere dagli alberi
e schiudersi
svelando
la castagna dal guscio.
Siamo appesi
al ramo del...

Pubblicato da Stefano Maciocchi su Lunedì 2 ottobre 2017