Questo blog è dedicato alla professoressa di letteratura italiana e latina, Loredana Rossi Molinaro, donna di grandissima cultura ed infinita umanità.

01/08/17

Perchè

Perché a me, perché proprio a noi. Quante volte ho pronunciato questa frase, sottovoce, col capo chino e gli occhi fissi su un inesistente punto terreno.
Oppure gridando alla luna per far arrivare il mio lamento alle orecchie degli dei.
Ho bestemmiato, ho imprecato ripetendo all'infinito: perché.
Cosa spinge il destino a mandare croci senza senso, ad accanirsi sulle vite degli uni e risparmiare le vite degli altri.
Dio non è una risposta, per me. Non riesco a trovare conforto nel cono d'ombra provocato dai limiti della scienza e della umana conoscenza. Non si può sprecare l'esistenza nell'attesa di un paradiso invisibile, nella speranza di promesse intangibili.
Qui siamo nati e qui occorre lottare per conquistare un microscopico ed effimero pezzo di felicità. Ma non partiamo tutti alla pari ed è questo il grande mistero della vita, non l'esistenza di dio.
Il dolore non è un dono e nessuno, se non un essere demoniaco, ci mette alla prova attraverso le sofferenze. Dio non gioca a dadi perché non esiste alcuna mano che li lanci, né è possibile ascoltare il rumore delle sei facce che rotolano nel piano infinito dell'universo.
Siamo materia celeste che ha preso coscienza di sé e arriverà il giorno in cui questa stessa materia capirà i meccanismi che hanno portato una molecola inerte ad iniziare a sdoppiarsi, a riprodursi e specializzarsi in mille forme di vita sempre più complesse.
Che ne sarà di dio quel giorno e delle favole costruite intorno a lui? L'uomo creò dio, a sua immagine e somiglianza. E l'uomo lo seppellirà quando la vita avrà una spiegazione scientifica e smetterà di apparire ai nostri occhi come il fuoco ed i fulmini agli occhi degli uomini primitivi.
Resta la domanda: perché. E l'eco si perde, disperato, tra gli immensi spazi dell'universo.