Passa ai contenuti principali

Perchè

Perché a me, perché proprio a noi. Quante volte ho pronunciato questa frase, sottovoce, col capo chino e gli occhi fissi su un inesistente punto terreno.
Oppure gridando alla luna per far arrivare il mio lamento alle orecchie degli dei.
Ho bestemmiato, ho imprecato ripetendo all'infinito: perché.
Cosa spinge il destino a mandare croci senza senso, ad accanirsi sulle vite degli uni e risparmiare le vite degli altri.
Dio non è una risposta, per me. Non riesco a trovare conforto nel cono d'ombra provocato dai limiti della scienza e della umana conoscenza. Non si può sprecare l'esistenza nell'attesa di un paradiso invisibile, nella speranza di promesse intangibili.
Qui siamo nati e qui occorre lottare per conquistare un microscopico ed effimero pezzo di felicità. Ma non partiamo tutti alla pari ed è questo il grande mistero della vita, non l'esistenza di dio.
Il dolore non è un dono e nessuno, se non un essere demoniaco, ci mette alla prova attraverso le sofferenze. Dio non gioca a dadi perché non esiste alcuna mano che li lanci, né è possibile ascoltare il rumore delle sei facce che rotolano nel piano infinito dell'universo.
Siamo materia celeste che ha preso coscienza di sé e arriverà il giorno in cui questa stessa materia capirà i meccanismi che hanno portato una molecola inerte ad iniziare a sdoppiarsi, a riprodursi e specializzarsi in mille forme di vita sempre più complesse.
Che ne sarà di dio quel giorno e delle favole costruite intorno a lui? L'uomo creò dio, a sua immagine e somiglianza. E l'uomo lo seppellirà quando la vita avrà una spiegazione scientifica e smetterà di apparire ai nostri occhi come il fuoco ed i fulmini agli occhi degli uomini primitivi.
Resta la domanda: perché. E l'eco si perde, disperato, tra gli immensi spazi dell'universo.

Post popolari in questo blog

Lettera a mia zia

Cara Zia Cicci, anche quest'anno ti scrivo, con un po' di ritardo ma mi scuserai: la vita frenetica, il lavoro ed i pensieri mi hanno impedito di scriverti ieri, il 31 maggio, il giorno in cui ci hai lasciato. Perché ti scrivo, pur sapendo che mai potrai leggere queste poche righe? Un po' perché mi manchi da 41 anni, ma questo già lo sai. Un po' perché scrivendoti parlo a me stesso, e questo mi fa bene. In questi ultimi giorni non ho fatto altro che cercare notizie sulla data del 31 maggio 1971: magari, leggendo qualche vecchio articolo, mi torna in mente un episodio, un ricordo che mi parla di te. Ma per quanto mi sforzi, la memoria di quei giorni è impetuosa nei dettagli e contemporaneamente sbiadita nell'insieme. Fatico anche a ricordare il tuo viso vero e mi aggrappo a vecchie foto ingiallite dal tempo, illudendomi di riconoscere un sorriso, un espressione. Forse mi manchi perché te ne sei andata troppo presto ed in qualche modo ti ho idealizzato. Ma tu mi vol…

Emma e Diana

"Parole di Pane" è una bella iniziativa di Emma Saponaro e Diana Sganappa (in rigoroso ordine alfabetico). Come esse affermano nel loro blog si tratta della pubblicazione di "Un libro per dare voce a chi voce non ha". Vengono pubblicati piccoli racconti che hanno come oggetto il cibo nelle sue varie declinazioni ed i proventi delle vendite andranno a favore della "Associazione Familiari e Sostenitori Sofferenti psichici della Tuscia (A.fe.SO.psi.T)". Invito tutti i lettori del mio blog a frequentare il sito di "Parole di Pane" per sapere come acquistare il libro. Tra l'altro troverete al suo interno un mio racconto, dal titolo "Pane e Formaggio": avrete dunque il privilegio di poter leggere il primo componimento del sottoscritto, che sicuramente darà la stura ad una brillante carriera letteraria che farà impallidire il vasto panorama culturale italiano ed europeo. Sicuramente potrete acquistare il libro sabato 24 maggio alle 19:30…

Divieto di svolta a sinistra

Non sono d'accordo con quei commentatori politici che si sono affrettati a seppellire la "sinistra" italiana. Non è sparita affatto, sono soltanto stati cacciati via dal parlamento i "sinistri", ovvero la classe dirigente che ha combinato una serie inenarrabile di disastri. Come commentare il voto in favore dell'indulto? Anche il più sprovveduto dei politicanti si sarebbe accorto che quella legge serviva soprattutto a salvare le terga di Previti e dei furbetti del quartierino: gli strateghi della sinistra radicale hanno abboccato con tutte le scarpe, fingendo di credere che l'indulto avrebbe resole carceri meno affollate. Hanno perso il rapporto con la gente e con i lavoratori. Nel tentativo di capire come funziona la stanza dei bottoni (senza ovviamente riuscirci) si sono dimenticati di andare nelle fabbriche, nelle periferie disagiate, tra gli inquilini sfrattati dagli immobiliaristi. E al posto loro si sono insediati la Lega al nord e la Destra nel …