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Dialogo impossibile con mio fratello

"Ciao Andrea".
"Ciao Stefano".
"Come stai?".
"La mattina mi sento meglio, sarà che scendo sotto casa a prendere il fresco, sarà che andiamo a prenderci il succo di frutta al bar....".
"E poi il pomeriggio che succede?".
"Non lo so, Stefano, forse è questo caldo asfissiante. Ad un certo punto mi prende un nervoso assurdo, mi vengono in mente tutte le cose che più mi danno fastidio. E allora perdo il controllo.".
"Cos'è che ti da fastidio?".
"Non posso dirtelo.".
"Perché?".
"Perché ho paura di farvi soffrire, tu, mamma e papà. Ho paura che la famiglia si disgreghi se io vi dico esattamente quello che provo. Ed io questo non lo voglio."
"Ma noi siamo una famiglia unita, papà e mamma sono sposati da tanti anni, io vengo a trovarti appena posso, ci vogliamo bene, seppure a modo nostro, senza troppe coccole ed affettuosità.".
"No, Stefano, non posso rischiare che voi soffriate. E' da quando sono nato che controllo ogni discorso che fate, ogni parola che dite. Ancora non sapevo parlare ed ero già preoccupato per voi.".
"Ma così stai male tu e soffriamo noi.".
"Lo so ma certe volte controllare tutto quello che vi accade, ma anche quello che succede ai nostri amici e parenti, e tutto quello che accade nel mondo è una responsabilità che mi opprime. In qualche modo debbo sfogarmi. Anche i palloni più resistenti, se gonfiati troppo e troppo a lungo, prima o poi esplodono.".
"Ci credo Andrea e lo capisco, Lo so che non lo fai apposta. Però negli ultimi tempi mi sembravi migliorato, più consapevole delle paure, più in grado di gestirle.".
"Quali paure Stefano? Quelle superficiali, dei rumori alti, dei fuochi di artificio. In realtà sono diversivi, paure secondarie che servono per depistarvi. Sono sotterfugi ai quali ho cominciato a credere anche io fin troppo.".
"Ma la morte non è una paura secondaria.".
"La morte è una paura border-line, di confine. Rientra nel mio progetto di controllo totale delle vite di tutti quelli che mi circondano, in un modo o nell'altro. Mi rendo conto che quando moriranno mamma e papà non avrò più alcun modo di controllarli e questo mi terrorizza. Sì la morte è una paura di cui ti posso parlare.".
"Però la morte non esiste, in realtà, come ti dico sempre, si passa a miglior vita, alla vita eterna, nel paradiso. Dove troverai tutte le persone che ti sono state vicino e che ti hanno voluto bene.".
"Stefano, io sono molto religioso, perché lo è papà e mi ha trasmesso la sua fede. Una fede rituale ed ingenua ma pur sempre una fede. Ma quando queste cose le racconti tu leggo nei tuoi occhi una distanza infinita.".
"Vuoi dire che fai finta di credere a quello che ti racconto sulla vita eterna?".
"No, ci credo davvero. E so che a te questa cosa fa piacere, quindi va bene così."
"Senti, ma non vuoi provare, almeno per un giorno, a non pensare che tutto dipenda da te, che tutto quello che succede nel mondo accada per colpa tua? Non vuoi pensare solo al presente e lasciare al destino le incombenze di costruire il futuro?".
"Non posso, Stefano, non ci riesco. Sono stato creato così, non posso diventare un altro. Ma guarda che anche tu sei fatto come me: sei metodico, odi le improvvisazioni, le novità ti mettono ansia ed il futuro ti spaventa. La differenza è che questi lati del tuo carattere non ti hanno impedito di vivere una vita sufficientemente normale. Nel mio caso mi hanno bloccato le capacita cognitive, la crescita psicologica ed intellettiva. Sai, il mio cervello si è specializzato solamente nel preoccuparsi degli altri e non ha avuto tempo e modo di sviluppare le altre aree.".
"Tranne l'area dedicata alla musica".
"Sì, hai ragione. Non so per quale motivo ma la musica mi risulta facile da comprendere e da ricordare, anche quando sono preoccupato per voi. Ma è un diversivo che con gli anni funziona sempre meno. E' una vita che non suono più la chitarra, perché ho altro a cui pensare.".
"C'è qualcosa che posso fare per te? Chiedimi qualunque cosa, fosse pure andare sulla luna.".
"Lo vedi? Adesso sei tu che vorresti controllare tutto, che vorresti cambiare il mondo ed il destino. Non è colpa tua, Stefano, se sono così come sono. Cerca di rimanere il fratello premuroso senza annullare la tua vita. Cerca di volerti un po' più bene perché un giorno avrò bisogno di te non solo moralmente ma anche materialmente. E se quel giorno tu sarai distrutto perché la vita ti ha donato un fratello diverso non mi potrai essere di grande aiuto.
Vorresti compiere il miracolo della mia guarigione? Ti stai comportando esattamente come me, che cerco di controllare le vostre vite in una lotta senza speranza. Il regalo che voglio da te? Accettami per quello che sono, non caricarmi di aspettative che non posso realizzare.".
"Mi chiedi tanto, fratello mio. Io non mi rassegno, non posso rassegnarmi a vederti soffrire.".
"Almeno ci proverai?"
"Ci proverò Andrea. Ci proverò.".
"A che ora vieni domani?".
"Alla solita, verso le 11:30.".
"E ci prendiamo il succo di frutta al bar?"
"Certo, il nostro succo ACE a temperatura ambiente.".
"Ora torno a dormire, lo sai le pasticche mi mettono sonno."
"Sogni d'oro Andrea, ti voglio bene."
"Buona notte Ste'." 


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