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La tempesta

Questo caldo fa evaporare le idee, liquefa la voglia di agire, inaridisce la forza di volontà. Chi in questi giorni combatte contro il male di vivere sente ancora più grande e pesante il fardello che porta sulle spalle.
Spesso sono persone sole, anziane, abbandonate dalla vita e da un destino amaro ed ingiusto. Ma anche mogli, mariti e genitori che non vengono capiti da chi vive accanto a loro, scambiati per persone deboli, pigre ed egoiste.
E questo non fa altro che aumentare il disagio con il carico insopportabile dei sensi di colpa.
Mi sento particolarmente vicino a tutte queste persone e vorrei mandare loro una parola di conforto, che non sia la solita frase di circostanza.
A volte la vita impedisce di vedere la luce alla fine del tunnel, a volte siamo noi che non siamo in grado di percepirla: non serve reagire forzatamente, mostrare un'apparente serenità e fiducia che non corrispondono al vero. O seguire i metodi di ciarlatani motivazionali, con i loro miseri trucchi da circensi che vorrebbero imbrogliare il subconscio. A tutti si può mentire tranne che a se stessi.
Il percorso della depressione, oscuro ed insidioso va compiuto tutto, senza fretta e col tempo necessario. Ma con la consapevolezza che è una malattia, non una cattiva predisposizione d'animo.
Essere consapevoli di essere malati è la vera guarigione: chiedetevi sempre se il vostro dolore è frutto di una reazione adeguata ad una situazione reale o non sia invece la percezione distorta dovuta alla lente oscura della depressione.
E non sentitevi mai in colpa, che la depressione è una malattia come molte altre, come il diabete o l'ipertensione. Nessuno si vergogna di avere la glicemia alta o il colesterolo nelle arterie: non siete persone cattive o reiette, spesso siete invece circondate da persone insensibili e di bassa levatura morale, nella vita familiare come in quella lavorativa.
Persone egoiste che sfruttano la vostra fragilità per proprio tornaconto personale e per l'estrema incapacità di comprendere l'altro.
Questi ultimi debbono veramente vergognarsi, non voi, colpevoli soltanto di non amarvi abbastanza.
Vogliate bene a voi stessi, dunque, se volete amare gli altri. Iniziate il cammino con la vostra depressione, nella vostra depressione ed ascoltate i messaggi che ha da darvi. Fate che il vostro "male oscuro" vi indichi la via della ricostruzione sopra le macerie.
Perché nessuna tempesta è infinita e le lacrime, presto o tardi, si asciugano tutte.

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