Passa ai contenuti principali

Il paese di Falcone e Borsellino

Poche volte mi sono vergognato di essere italiano come quando furono barbaramente uccisi i giudici Falcone e Borsellino, le loro scorte e la compagna di Giovanni Falcone.
E non solo per l'efferatezza del crimine ma anche per il modo in cui lo stato li ha lasciati colpevolmente soli.
A distanza di venticinque anni dalla loro tragica morte ancora non sono noti i mandanti di quelle stragi e fino a che punto sia stata solamente la mafia a volerli eliminare.
Falcone e Borsellino non sono stati uccisi dalla mafia per "vendetta" ma perché erano evidentemente arrivati a capire il famoso "terzo livello", chi veramente gestiva la "stanza dei bottoni" dei poteri occulti nel nostro paese, utilizzando di volta in volta la mafia, i neofascisti e pezzi di servizi segreti deviati.
A furia di studiare le organizzazioni mafiose i due giudici stavano per capire chi aveva permesso alla mafia di prosperare dal secondo dopoguerra ai giorni nostri, chi l'ha veicolata e per quali fini.
E le risposte non erano tutte circoscritte in Italia.
La seconda repubblica è nata sui crateri degli attentati a Falcone e Borsellino e difatti si è visto di che pasta è composta ed il livello morale e politico della sua classe dirigente. Mai il nostro paese è sceso così in basso.
Ecco cosa veramente volevano i mandanti delle stragi: impedire che dalle ceneri della prima repubblica nascesse un paese nuovo, libero e sinceramente democratico. Un paese onesto, con la certezza del diritto e la solidarietà dello stato sociale.
Il paese che era negli occhi, nel cuore e nella mente di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Post popolari in questo blog

Lettera a mia zia

Cara Zia Cicci, anche quest'anno ti scrivo, con un po' di ritardo ma mi scuserai: la vita frenetica, il lavoro ed i pensieri mi hanno impedito di scriverti ieri, il 31 maggio, il giorno in cui ci hai lasciato. Perché ti scrivo, pur sapendo che mai potrai leggere queste poche righe? Un po' perché mi manchi da 41 anni, ma questo già lo sai. Un po' perché scrivendoti parlo a me stesso, e questo mi fa bene. In questi ultimi giorni non ho fatto altro che cercare notizie sulla data del 31 maggio 1971: magari, leggendo qualche vecchio articolo, mi torna in mente un episodio, un ricordo che mi parla di te. Ma per quanto mi sforzi, la memoria di quei giorni è impetuosa nei dettagli e contemporaneamente sbiadita nell'insieme. Fatico anche a ricordare il tuo viso vero e mi aggrappo a vecchie foto ingiallite dal tempo, illudendomi di riconoscere un sorriso, un espressione. Forse mi manchi perché te ne sei andata troppo presto ed in qualche modo ti ho idealizzato. Ma tu mi vol…

Emma e Diana

"Parole di Pane" è una bella iniziativa di Emma Saponaro e Diana Sganappa (in rigoroso ordine alfabetico). Come esse affermano nel loro blog si tratta della pubblicazione di "Un libro per dare voce a chi voce non ha". Vengono pubblicati piccoli racconti che hanno come oggetto il cibo nelle sue varie declinazioni ed i proventi delle vendite andranno a favore della "Associazione Familiari e Sostenitori Sofferenti psichici della Tuscia (A.fe.SO.psi.T)". Invito tutti i lettori del mio blog a frequentare il sito di "Parole di Pane" per sapere come acquistare il libro. Tra l'altro troverete al suo interno un mio racconto, dal titolo "Pane e Formaggio": avrete dunque il privilegio di poter leggere il primo componimento del sottoscritto, che sicuramente darà la stura ad una brillante carriera letteraria che farà impallidire il vasto panorama culturale italiano ed europeo. Sicuramente potrete acquistare il libro sabato 24 maggio alle 19:30…

Divieto di svolta a sinistra

Non sono d'accordo con quei commentatori politici che si sono affrettati a seppellire la "sinistra" italiana. Non è sparita affatto, sono soltanto stati cacciati via dal parlamento i "sinistri", ovvero la classe dirigente che ha combinato una serie inenarrabile di disastri. Come commentare il voto in favore dell'indulto? Anche il più sprovveduto dei politicanti si sarebbe accorto che quella legge serviva soprattutto a salvare le terga di Previti e dei furbetti del quartierino: gli strateghi della sinistra radicale hanno abboccato con tutte le scarpe, fingendo di credere che l'indulto avrebbe resole carceri meno affollate. Hanno perso il rapporto con la gente e con i lavoratori. Nel tentativo di capire come funziona la stanza dei bottoni (senza ovviamente riuscirci) si sono dimenticati di andare nelle fabbriche, nelle periferie disagiate, tra gli inquilini sfrattati dagli immobiliaristi. E al posto loro si sono insediati la Lega al nord e la Destra nel …