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Visualizzazione dei post da Maggio, 2017

L'ultimo numero dieci

Il calcio ispira sentimenti di pura poesia. E non mi riferisco alla foga della tifoseria organizzata (ma organizzata da chi?), sempre pronta a mostrare svastiche ed a ricattare le società di calcio. Codesti sono delinquenti che succhiano la linfa vitale dello sport più bello del mondo e spesso non sono in grado di distinguere un volgare pedatore da un artista del pallone di cuoio. Le gesta sportive racchiuse nell'arco di  novanta minuti rievocano le epiche sfide degli dei dell'Olimpo, degli eroi figli di Zeus e di Thor. Paride, Enea, Achille ed Ulisse si combattono non più in una arena, con le lance e le spade, ma in un'area di rigore, con una rovesciata, un tiro ad effetto, una punizione sotto l'incrocio dei pali, una parata in calcio d'angolo. Sono state scritte pagine e poesie meravigliose sul calcio, da letterati di levatura internazionale: le poesie di Umberto Saba, i racconti di Osvaldo Soriano ed Eduardo Galeano. Va ricordata la passione sportiva ed artisti…

Il paese di Falcone e Borsellino

Poche volte mi sono vergognato di essere italiano come quando furono barbaramente uccisi i giudici Falcone e Borsellino, le loro scorte e la compagna di Giovanni Falcone. E non solo per l'efferatezza del crimine ma anche per il modo in cui lo stato li ha lasciati colpevolmente soli. A distanza di venticinque anni dalla loro tragica morte ancora non sono noti i mandanti di quelle stragi e fino a che punto sia stata solamente la mafia a volerli eliminare. Falcone e Borsellino non sono stati uccisi dalla mafia per "vendetta" ma perché erano evidentemente arrivati a capire il famoso "terzo livello", chi veramente gestiva la "stanza dei bottoni" dei poteri occulti nel nostro paese, utilizzando di volta in volta la mafia, i neofascisti e pezzi di servizi segreti deviati. A furia di studiare le organizzazioni mafiose i due giudici stavano per capire chi aveva permesso alla mafia di prosperare dal secondo dopoguerra ai giorni nostri, chi l'ha veicolata e…

Fate schifo

Leggo dei post rivoltanti, scritti da esseri viventi che definire uomini politici fa contorcere le budella. Intrallazzatori di ogni risma, traghettatori da sinistra a destra e viceversa in base alle proprie convenienze private, semianalfabeti dall'ego smisurato, voltagabbana, opportunisti e parassiti, percettori a sbafo di stipendi e prebende sono in prima fila, a pontificare sull'acqua pubblica e su i vaccini. Ovviamente con l'unico intento di denigrare le opinioni altrui, poiché difficilmente sono in grado di esprimere concetti frutto di proprio ragionamento. Voglio dirlo schiettamente: mi fate schifo. MI fa schifo il vostro modo di intendere la politica, il vostro opportunismo, il fatto che continuate a vendervi per un piatto di lenticchie, la vostra furbizia meschina ed irresponsabile, la vostra faccia di culo che sbandierate ai quattro venti come se foste chissà quali statisti ed invece siete dei volgari ruba galline, la vostra assoluta mancanza di onestà intellettua…

Orbo

Ho investito molto sul lavoro per buona parte della mia esistenza, ho sacrificato la vita privata e gli affetti per lunghi anni. Ma ho puntato sul cavallo sbagliato. Dopo i primi anni in cui l'azienda sembrava credere in me, con l'arrivo della crisi di sistema dei primi anni del ventunesimo secolo, sono stato progressivamente gettato nel dimenticatoio sino a finire nelle liste di mobilità. Costruirsi una nuova esistenza, fondata su nuovi paradigmi, alla soglia dei cinquant'anni non è un'impresa facile. Non sai da dove cominciare, ti senti come un bicchiere improvvisamente svuotato, una bussola senza più ago magnetico. Da qualche anno mi cimento nello scrivere, più per necessità interiore che per prospettive lavorative. Ho tentato di scrivere qualche racconto ma francamente i risultati sono stati deludenti. Non ci si improvvisa scrittori. Ci vogliono anni di studi, di letture, di lento affinamento dello stile. Dietro ogni pagina c'è il sudore speso sui libri altrui…

In morte di un uomo libero

Se Oliviero Beha non ci avesse lasciato così presto sicuramente oggi avrebbe avuto parole di aspra critica nei confronti di quegli "opinionisti" e tifosi che questa mattina fanno della Roma la squadra più forte del mondo, dopo averla massacrata fino a ieri sera. Mi sembra di vederlo, con il suo sorriso sghembo a sottolineare la distanza siderale tra la sua cultura ed intelligenza con la pochezza di chi la natura ha dotato di poco acume ma sente comunque il desiderio di pontificare. Beha disprezzava senza appello gli imbecilli, soprattutto quelli funzionali al potere, e non faceva nulla per nascondere il suo disappunto. Anzi, provava una sorta di sano e cinico compiacimento nel distruggere personaggi privi di alcun spessore, in qualunque campo dello scibile: dal calcio alla politica, passando attraverso la filosofia. Ecco perché Beha è stato tanto odiato dalla politica e dai salotti buoni, che spesso lo hanno messo in quarantena, impedendogli vanamente di esprimersi. Il medi…

Crisalide

Il suono della tua voce, il sorriso luminoso, gli occhi limpidi e sereni danno pace all'animo mio che vive della tua luce riflessa. Ti guardo di nascosto e non si placa la sete del mio bene, le tue fragilità circondate dal mio abbraccio. I colori nascosti della crisalide acquistano nitidezza. Lungo e solitario è stato il tuo cammino, orribili mostri hanno impaurito il tuo cuore, ma il tuo sentiero è diventato il mio e prendendoti la mano ho trovato la mia via. Credevo di salvarti ma tu hai salvato me, credevo di guidarti e tu hai guidato me. Non lasciarmi mai ora sono io che ho bisogno di te.