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Visualizzazione dei post da Aprile, 2017

L'abbuffata pasquale

Sgombriamo il campo da ogni dubbio: non vengo da una famiglia di inappetenti. Nella mia linea genealogica i vegani sono una forma di vita aliena residente su Proxima Centauri, il mais e l'orzo perlato venivano dati alle galline nel pollaio. L'insalata solo in due casi: in punto di morte o dopo la sesta portata, prima della sagra del dolce, per sgrassare la bocca. Certi miei zii, a pranzo, erano in grado di mangiare cibo per un peso assai superiore di quello corporeo, con scioltezza e naturalezza. E la sera ovviamente si cenava con gli avanzi (pochi) del pasto precedente, irrobustiti dall'immancabile spaghettata. Il punto massimo delle nostre abbuffate si raggiungeva durante le feste comandate. A natale si iniziava a mangiare torrone, pandoro e panettone dal quindici di ottobre. Ma il 25 dicembre era soltanto un allenamento propedeutico per la pasqua. Lì la nostra genia mostrava tutta la sua fame atavica. La colazione pasquale non era una colazione come tutte le altre: la tavol…

Il Paese

Un denso muro di nuvole grigie apparve dalle colline che digradano verso il mare. E la quiete che regnava tra gli alberi del bosco fu lacerata da un improvviso vento umido. I rami iniziarono a flettersi e ad agitarsi, le foglie a riempire il silenzio col loro fruscio.
Non era l'ora del tramonto eppure sembrò giunta la notte. I contadini del paese sapevano bene che quando le nubi arrivavano dai Monti della Strega la pioggia era assicurata. Le mucche ed i maiali furono fatti entrare nelle loro stalle, i lavori negli orti si interruppero, ed una silenziosa carovana di uomini stanchi si mise in cammino verso il paese: chi a piedi, chi in groppa al proprio mulo, chi su sgangherati carretti di legno trainati da vecchi cavalli. 
Anche l'oste del paese guardava avvicinarsi le nuvole minacciose dalla porta della sua locanda. E un mezzo sorriso apparve tra le labbra ed il sigaro toscano: i contadini sarebbero presto arrivati ad asciugarsi davanti al camino dell'osteria e ad un quar…

Il vuoto

Il vuoto dentro
è una camera buia
fatta di mille perché.
E' la domanda senza risposta,
la stanchezza che non ha fine,
il ricordo che non può morire.
E' il futuro che fa paura,
la vita che non volevi,
i sogni dimenticati
in un cassetto da maledire.