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iovotoNO


L'errore più grande che si possa commettere è fare del Referendum a favore della "riforma" costituzionale un referendum pro o contro Renzi.
Il Presidente del Consiglio lo sa benissimo tanto è vero che ha da subito dichiarato che se il referendum non fosse passato si sarebbe dimesso.
Renzi vuole spostare la discussione dalla qualità della riforma al consenso plebiscitario, affinché le storture non vengano a galla.
Io voto NO a questa riforma non perché mi sia antipatico Renzi ma perché è una riforma pensata male e scritta peggio, in cui il Senato viene svuotato di qualunque importanza politica e riempito di personaggi non eletti provenienti dalle realtà amministrative locali. Un ufficio di collocamento per politici trombati, in odor di arresto che, grazie all'immunità di cui andranno a godere, se la passeranno liscia fino alla fine dei loro giorni.
Ma c'è di peggio. Una riforma costituzionale che modifica il bicameralismo se non viene accompagnata da una rivisitazione della legge elettorale e dei rapporti tra Parlamento e Governo, sbilancia i delicati pesi e i contrappesi che reggono la nostra già fragile democrazia verso la figura del Presidente del Consiglio.
Rischiamo seriamente di tornare ai primi anni venti del novecento in cui il Re dette l'incarico di formare il governo a Mussolini che, a colpi di plebisciti e listoni unici, promulgò le leggi "fascistissime" e distrusse la democrazia.
Occorre spiegare bene ai nostri concittadini che rinnovamento non è un sinonimo di miglioramento: lo abbiamo già sperimentato con le leggi sulla flessibilità del lavoro, non diamo a questo governo ulteriori spunti per fare altri danni.
Il nostro paese ha ben altre urgenze da affrontare: la sanità pubblica, il lavoro e la scuola. Di questo doverebbe occuparsi una classe politica seria e responsabile, non di fare scempio di una carta costituzionale tra le più belle del mondo. Se in passato fosse stata applicata a dovere oggi vivremmo tutti in un posto migliore.

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