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Fenomenologia di un semiotico


Non sono certo io a dover scoprire la grandezza di Umberto Eco semiologo, saggista e scrittore di successo.

Tuttavia, nella sua senilità, si rese protagonista di alcune esternazioni non proprio condivisibili.
La prima riecheggiava il concetto di "bamboccioni" coniato da Tommaso Padoa Schioppa. La seconda fu ancora più dura: secondo Umberto Eco internet ha dato la stura ad una pletora di imbecilli che scrivono cose insensate.
Rimasi colpito, non tanto per non essere assolutamente d'accordo con le frasi suddette, quanto perché, da un intellettuale di così grande portata, mai mi sarei aspettato sentir dire banalità del genere.
E' vero, su internet circola di tutto e spesso ci tocca leggere cose indegne di un mondo civile. Ma ci sono anche tante intelligenze che frequentano la rete e che ne mettono a disposizione il proprio sapere e le proprie sensibilità. Cosa assai molto rilevante in un epoca in cui il pensiero unico domina le menti delle persone.
Anche tra i giornalisti, i saggisti, i filosofi e gli intellettuali esistono emeriti imbecilli a libro paga di questo o quel potente, ma affermare che lo siano tutti è una piccineria provinciale e gretta.
E' possibile che un personaggio che ha scritto "Il nome della rosa" ed "Il pendolo di Focault" sia scaduto a tanta sciatteria intellettuale? Può accadere. Intanto perché non sempre l'uomo è sempre all'altezza dell'artista. Basta leggere la biografia di tanti scrittori e scienziati per capire che nel quotidiano essi furono capaci delle tante scempiaggini che ogni uomo comune compie quotidianamente, dal tradimento affettivo all'iscrizione a partiti fascisti, con rapida conversione al comunismo mutatis mutandis.
Ma c'è un'altra spiegazione, forse la più logica. Da tempo immemore (per alcuni) essere un intellettuale significa far parte di una casta di iniziati, un'accolita elitaria ed irraggiungibile, dal linguaggio criptico e detentrice del sapere e della morale. Una vera e propria religione laica.
Internet ha scoperchiato questa divisione classistica della cultura e del sapere mettendo a disposizione di molti, con linguaggio accessibile, concetti e notizie che altrimenti sarebbero rimasti ignoti ai più.
Questo non vuol dire che basta leggere il blog di Attivissimo.it per acquisire una laurea in ingegneria. Tuttavia si sono spalancate delle porte e delle finestre inimmaginabili per uomini di cultura abituati alla trafila delle università baronali e dei salotti buoni.
Eco e molti altri intellettuali hanno avuto nei confronti di internet la stessa reazione che ebbe la Chiesa quando Martin Lutero tradusse la Bibbia dal latino al tedesco: ebbe paura di perdere il piedistallo del sapere.
Ecco perché un illustre semiologo (ossia in grado di interpretare i segni ed i loro significati) può non riuscire a capire le dinamiche del cambiamento. E poiché io non riesco mai a disgiungere l'uomo dal suo pensiero ritengo Umberto Eco un intellettuale del ventesimo secolo, smarritosi nel ventunesimo.

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