Questo blog è dedicato alla professoressa di letteratura italiana e latina, Loredana Rossi Molinaro, donna di grandissima cultura ed infinita umanità.

28/02/16

Eri tu


"Eri tu stanotte?"

"Sì, ti ho rimboccato le coperte. Non volevo che prendessi freddo."
"Potevi svegliarmi!"
"Non posso, lo sai."
"Papà è caduto dalle scale. Ha battuto la testa ed ha sfasciato il mobiletto porta televisore in vetro. E non si è fatto niente. A ottantasei anni."
"Evidentemente non era giunta la sua ora."
"No non me la racconti giusta. L'hai protetto tu come hai sempre fatto quando ancora eri in vita, quando ti sei presa cura di lui il giorno che siete rimasti orfani di entrambi i genitori."
"Il tuo guaio è che lavori troppo di fantasia. Ma se ti piace crederlo fai pure."
Sì, mi piace crederlo cara zia Cicci. Mi piace credere che tu sia ancora da qualche parte a prenderti cura di tutti noi. A schermare le mie incapacità e le mie debolezze. 
Tra qualche mese saranno 45 anni che non ho più le tue carezze ed il tuo sorriso, con quello spazio tra i due incisivi che ti rendevano così immensamente bella.
Grazie zia Cicci. Per tutto l'amore che mi hai dato e che ancora resiste, dopo quasi 50 anni.
E grazie anche per aver salvato papà, non solo oggi, ma tutte le volte che lo hai abbracciato ed amato più di un fratello. Come un figlio, più di un figlio.

23/02/16

Microstorie #1

Seduto davanti al bancone del bar. Lo sguardo fisso sul colore giallastro del whisky di pessima marca che ristagna sul...

Pubblicato da Stefano Maciocchi su Lunedì 22 febbraio 2016

20/02/16

Fenomenologia di un semiotico


Non sono certo io a dover scoprire la grandezza di Umberto Eco semiologo, saggista e scrittore di successo.

Tuttavia, nella sua senilità, si rese protagonista di alcune esternazioni non proprio condivisibili.
La prima riecheggiava il concetto di "bamboccioni" coniato da Tommaso Padoa Schioppa. La seconda fu ancora più dura: secondo Umberto Eco internet ha dato la stura ad una pletora di imbecilli che scrivono cose insensate.
Rimasi colpito, non tanto per non essere assolutamente d'accordo con le frasi suddette, quanto perché, da un intellettuale di così grande portata, mai mi sarei aspettato sentir dire banalità del genere.
E' vero, su internet circola di tutto e spesso ci tocca leggere cose indegne di un mondo civile. Ma ci sono anche tante intelligenze che frequentano la rete e che ne mettono a disposizione il proprio sapere e le proprie sensibilità. Cosa assai molto rilevante in un epoca in cui il pensiero unico domina le menti delle persone.
Anche tra i giornalisti, i saggisti, i filosofi e gli intellettuali esistono emeriti imbecilli a libro paga di questo o quel potente, ma affermare che lo siano tutti è una piccineria provinciale e gretta.
E' possibile che un personaggio che ha scritto "Il nome della rosa" ed "Il pendolo di Focault" sia scaduto a tanta sciatteria intellettuale? Può accadere. Intanto perché non sempre l'uomo è sempre all'altezza dell'artista. Basta leggere la biografia di tanti scrittori e scienziati per capire che nel quotidiano essi furono capaci delle tante scempiaggini che ogni uomo comune compie quotidianamente, dal tradimento affettivo all'iscrizione a partiti fascisti, con rapida conversione al comunismo mutatis mutandis.
Ma c'è un'altra spiegazione, forse la più logica. Da tempo immemore (per alcuni) essere un intellettuale significa far parte di una casta di iniziati, un'accolita elitaria ed irraggiungibile, dal linguaggio criptico e detentrice del sapere e della morale. Una vera e propria religione laica.
Internet ha scoperchiato questa divisione classistica della cultura e del sapere mettendo a disposizione di molti, con linguaggio accessibile, concetti e notizie che altrimenti sarebbero rimasti ignoti ai più.
Questo non vuol dire che basta leggere il blog di Attivissimo.it per acquisire una laurea in ingegneria. Tuttavia si sono spalancate delle porte e delle finestre inimmaginabili per uomini di cultura abituati alla trafila delle università baronali e dei salotti buoni.
Eco e molti altri intellettuali hanno avuto nei confronti di internet la stessa reazione che ebbe la Chiesa quando Martin Lutero tradusse la Bibbia dal latino al tedesco: ebbe paura di perdere il piedistallo del sapere.
Ecco perché un illustre semiologo (ossia in grado di interpretare i segni ed i loro significati) può non riuscire a capire le dinamiche del cambiamento. E poiché io non riesco mai a disgiungere l'uomo dal suo pensiero ritengo Umberto Eco un intellettuale del ventesimo secolo, smarritosi nel ventunesimo.

01/02/16

Stella d'oriente


Certe domeniche sono dure a morire, sono macigni pesanti quanto tutto l'universo. La zattera che dovrebbe traghettarci...
Pubblicato da Stefano Maciocchi su Domenica 31 gennaio 2016