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L'universo parallelo

Oggi ho sentito l’esigenza di chiedere scusa ad una persona che mi è assai vicina e che ho molto maltrattato in questi ultimi anni.
E’ un ragazzo in gamba, serio, studioso, insomma quei figli che tutti i genitori vorrebbero avere. Ha fatto molti sacrifici, ha rinunciato a divertirsi nei suoi anni più belli per conseguire una laurea col massimo dei voti (senza lode, ma chi se ne frega) e nel minor tempo possibile, poiché proviene da una famiglia non ricca, che ha fatto sacrifici enormi per mantenerlo agli studi.
Una volta mi ha raccontato di aver visto suo padre sempre con lo stesso cappotto per anni interi, con le scarpe risuolate dal calzolaio quando avrebbero avuto solo bisogno di essere buttate.
E che quando suo padre gli aumentò la paghetta settimanale di mille lire, andò in bagno e si mise a piangere dalla felicità.
Non ha avuto un’adolescenza facile, sormontato dai doveri scolastici e da problemi di salute gravissimi che si sono abbattuti nella sua famiglia. Ma ce l’ha fatta. Non ha abbandonato gli studi, non ha cercato facili paradisi nelle droghe e ricchezze immediate nelle rapine.
A questo ragazzo debbo delle scuse. Sì, caro Stefano Maciocchi venticinquenne, ti chiedo perdono per non aver saputo coltivare quel talento che avevi nelle tasche, per averti costretto ad inseguire mete illusorie, a frequentare persone ed ambienti di lavoro insopportabili. Ti chiedo scusa per averti fatto conoscere lo spettro della cassa integrazione alla soglia dei 54 anni e il gelo di un futuro incerto e precario.
Lo so, potrei usare tanti alibi. Potrei dire che le scelte che ho fatto allora sembravano le migliori possibili, che nessuno poteva prevedere lo sfascio morale ed economico in cui il nostro paese ed il mondo intero sono caduti.
Ma mi sento responsabile lo stesso. E quando ho visto gli occhi di mio padre inumidirsi ad 84 anni mentre gli dicevo che potevo finire in cassa integrazione mi sarei preso a pugni. Tu questi dolori non glieli hai mai dati. Caro Stefano Maciocchi venticinquenne cercati un’altro universo, un mondo parallelo dove anche chi non riesce ad essere un ladro od una carogna può vivere del suo merito.
E quando avrai la mia stessa età abbraccia forte nostro padre. Lui non capirà, ma noi sappiamo il perché.

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