Questo blog è dedicato alla professoressa di letteratura italiana e latina, Loredana Rossi Molinaro, donna di grandissima cultura ed infinita umanità.

22/07/15

Sole malato

Equilibrio instabile.
Fragile.
Maneggiare con cura.
Strade sdrucciolevoli.
Sbandamenti.
Carreggiate tortuose,
salite sfiancanti.
Inciampi.
Cadute.
Ferite più o meno gravi.
Sassi acuminati
Ghiaia nelle scarpe.
Polvere negli occhi
e nella gola.
Sole maledetto.
Malato.

20/07/15

Noi

Noi avevamo la Fiat 127. Verde bottiglia e con gli interni beige. Aveva la ruota di scorta dentro il cofano del motore e ce la rubarono subito. Ce ne accorgemmo quando forammo, ovviamente.
Noi il sabato sera vedevamo Canzonissima. Con Gianni Morandi, sì quello di adesso, solo più giovane. E Corrado. E Raffaella Carrà che ballava il "Tuca tuca" con l'ombelico scoperto.
Il giovedì noi vedevamo Rischiatutto, con Mike Bongiorno e la signora Longari che forse cadde su una domanda inerente il pisello (inteso nel senso di legume).
Noi non perdevamo nemmeno una puntata di "Che tempo che fa", col colonnello Bernacca che disegnava nubi e mareggiate col gesso sopra una cartina dell'Italia stampata su una lavagna.
Noi aspettavamo con ansia la Fiera del Levante a Bari per poter vedere un film trasmesso sul canale nazionale alle dieci di mattina. Anche spesso trattavasi di polpettoni con Amedeo Nazzari ed Yvonne Sanson.
Noi, alle cinque del pomeriggio, accendevamo la televisione per ascoltare la musica trasmessa in attesa dell'inizio dei programmi del pomeriggio, davanti al monoscopio in bianco e nero.
Noi interrompevamo gli studi per seguire la TV dei Ragazzi: "Le avventure di Ciuffettino", "La filibusta", "I ragazzi di Padre Tobia", "Chissà chi lo sa?".
Noi che vedevamo la Tv dei ragazzi facendo merenda: pane burro e marmellata. Zuegg.
Noi che bevevamo l'orzata e lo sciroppo di amarene Fabbri, ed avevamo l'enciclopedia "I quindici", e i mattoncini colorati della Lego.
Noi che studiavamo sul sussidiario ed avevamo il pallottoliere, che portavamo il grembiule blu col colletto bianco di plastica dura ed il fiocco bianco.
Noi che avevamo le tasche piene di biglie di vetro e di figurine Panini, che avevamo sempre le ginocchia sbucciate perché indossavamo i pantaloni corti anche d'inverno.
Noi che credevamo l'adolescenza non dovesse mai finire e che invece se ne è andata, insieme agli anni sessanta.
Noi che siamo cresciuti senza rendercene conto.
Noi che ospitiamo ancora quel bambino e non lo lasciamo andare.
Noi che bambini siamo stati senza esserlo stati mai.

14/07/15

Yogurt acido


Come quasi sempre, i popoli sono di gran lunga migliori di chi li rappresenta. Devo dire che per un attimo ho sperato anche io in Tsipras, come esponente di una sinistra coraggiosa ed alternativa a quello che ci stanno spacciando come il migliore dei mondi possibili.
Ed invece assisto ad una manfrina degna della peggiore "malapolitica" italiana: si grida "NO", anzi "OXI", agli strozzini della UE; si indice un referendum per far scegliere al popolo se accettare o meno l'ultimatum della Merkel. E poi si costringe Varufakis alle dimissioni, si getta alle ortiche il risultato referendario e ci si piega al 95% delle condizioni poste dalla UE prima del referendum stesso.
Nemmeno Migliore e la Boschi sarebbero stati capaci di così tanto.
Ecco perché non mi fido più di questa gente, squali travestiti da agnelli, conservatori con in tasca il "Capitale", ecologisti ammiratori delle discariche e dei rigassificatori.
Ora la Grecia morirà. Non perché sarà uscita dall'Euro, ma per le norme di austerità imposte dalla Germania (leggasi "creditori"). La cura più letale della malattia. E c'è poco da stare allegri. I prossimi saremo noi.