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La pistola alla tempia

Un tentato suicidio. Ed uno purtroppo riuscito. Questa è la triste statistica, che non vuole essere rappresentativa ma che indica quello che sta accadendo nel mio microcosmo lavorativo.
Finché certe cose le leggi sui giornali fanno un certo effetto. Poi quando le tocchi con mano e sfiorano la tua esistenza ti rendi veramente conto della drammaticità del problema.
Questa crisi non solo ha reso miserabile e precario il mondo del lavoro, ma sta svuotando le nostre vite di qualunque prospettiva futura. Non coinvolge solo il nostro portafoglio ma si insinua dentro i meandri della nostra esistenza, scardinando le certezze che rendono dignitosa la vita umana.
Si dirà che queste persone avevano già dei problemi, che erano malate. Ma io voglio ribaltare questo discorso auto assolutorio, fatto da chi vuole crearsi comodi alibi e credere di avere la coscienza tranquilla: questi colleghi si sono ammalati a causa del disagio che la crisi ha procurato loro.
E mentre oggi sentivo parlare Renzi ed il suo maggiordomo Ichino sull'abolizione dell'articolo 18 ed il progressivo smantellamento dello Statuto dei Lavoratori, non ho potuto fare a meno di ripensare a questi sfortunati colleghi. E le parole del Presidente del Consiglio assumevano il rumore di una pallottola sparata da un revolver. Puntato alla loro tempia.

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