Passa ai contenuti principali

Il mondo di Andrea

Il mondo di Andrea è un luogo meraviglioso. E' fatto di cose semplici ma che non rinunciano alla poesia. Il mondo di Andrea è fatto di mangiare, bere e dormire. Ma è anche pieno di suoni, di musica e di immagini.
Nel mondo di Andrea c'è il campanile della chiesa, con i rintocchi che scandiscono il trascorrere del tempo, sempre uguale e sempre diverso. Ci sono le nuvole nere che minacciano pioggia e che vanno controllate minuziosamente. C'è la musica degli America, degli Eagles e tutta la musica pop degli anni 80, una colonna sonora di momenti intensi, alcuni belli altri orribili.
Il mondo di Andrea è fatto di una sedia "da regista" e delle macchine che vanno su per la salita che porta alla piazza del Comune. E' fatto di gente che risponde al suo saluto pur non conoscendolo, di autobus sbuffanti della Cotral, che lui sente arrivare ancor prima di vederli apparire.
Il mondo di Andrea è fatto di mamma, papà, Stefano, Patrizia. E tutto il resto del mondo, di cui lui si accolla i pensieri e le preoccupazioni: dalle guerre alla povertà. Dalle malattie alla riforma della scuola.
Il mondo di Andrea è meraviglioso e, una volta conosciuto, è impossibile sfuggirgli. Si viene risucchiati da questo enorme buco nero fatto di bontà, dolcezza, altruismo. E mi chiedo sempre più insistentemente se sia lui ad essere malato, oppure noi, piccoli esseri viventi, incapaci di vedere tutte queste ricchezze.
Ed ora non chiedetemi più di tornare ad essere quello di prima, non ci riuscirei né lo vorrei. Dammi la mano Andrea e fammi entrare nel tuo mondo. Insegnami tutte le cose che solo tu puoi vedere.

Post popolari in questo blog

Lettera a mia zia

Cara Zia Cicci, anche quest'anno ti scrivo, con un po' di ritardo ma mi scuserai: la vita frenetica, il lavoro ed i pensieri mi hanno impedito di scriverti ieri, il 31 maggio, il giorno in cui ci hai lasciato. Perché ti scrivo, pur sapendo che mai potrai leggere queste poche righe? Un po' perché mi manchi da 41 anni, ma questo già lo sai. Un po' perché scrivendoti parlo a me stesso, e questo mi fa bene. In questi ultimi giorni non ho fatto altro che cercare notizie sulla data del 31 maggio 1971: magari, leggendo qualche vecchio articolo, mi torna in mente un episodio, un ricordo che mi parla di te. Ma per quanto mi sforzi, la memoria di quei giorni è impetuosa nei dettagli e contemporaneamente sbiadita nell'insieme. Fatico anche a ricordare il tuo viso vero e mi aggrappo a vecchie foto ingiallite dal tempo, illudendomi di riconoscere un sorriso, un espressione. Forse mi manchi perché te ne sei andata troppo presto ed in qualche modo ti ho idealizzato. Ma tu mi vol…

Emma e Diana

"Parole di Pane" è una bella iniziativa di Emma Saponaro e Diana Sganappa (in rigoroso ordine alfabetico). Come esse affermano nel loro blog si tratta della pubblicazione di "Un libro per dare voce a chi voce non ha". Vengono pubblicati piccoli racconti che hanno come oggetto il cibo nelle sue varie declinazioni ed i proventi delle vendite andranno a favore della "Associazione Familiari e Sostenitori Sofferenti psichici della Tuscia (A.fe.SO.psi.T)". Invito tutti i lettori del mio blog a frequentare il sito di "Parole di Pane" per sapere come acquistare il libro. Tra l'altro troverete al suo interno un mio racconto, dal titolo "Pane e Formaggio": avrete dunque il privilegio di poter leggere il primo componimento del sottoscritto, che sicuramente darà la stura ad una brillante carriera letteraria che farà impallidire il vasto panorama culturale italiano ed europeo. Sicuramente potrete acquistare il libro sabato 24 maggio alle 19:30…

Divieto di svolta a sinistra

Non sono d'accordo con quei commentatori politici che si sono affrettati a seppellire la "sinistra" italiana. Non è sparita affatto, sono soltanto stati cacciati via dal parlamento i "sinistri", ovvero la classe dirigente che ha combinato una serie inenarrabile di disastri. Come commentare il voto in favore dell'indulto? Anche il più sprovveduto dei politicanti si sarebbe accorto che quella legge serviva soprattutto a salvare le terga di Previti e dei furbetti del quartierino: gli strateghi della sinistra radicale hanno abboccato con tutte le scarpe, fingendo di credere che l'indulto avrebbe resole carceri meno affollate. Hanno perso il rapporto con la gente e con i lavoratori. Nel tentativo di capire come funziona la stanza dei bottoni (senza ovviamente riuscirci) si sono dimenticati di andare nelle fabbriche, nelle periferie disagiate, tra gli inquilini sfrattati dagli immobiliaristi. E al posto loro si sono insediati la Lega al nord e la Destra nel …