Questo blog è dedicato alla professoressa di letteratura italiana e latina, Loredana Rossi Molinaro, donna di grandissima cultura ed infinita umanità.

30/07/14

L'inchino democratico


28/07/14

Parlami

Dirai le stesse cose.
Ma il suono della tua voce
infrangerà il silenzio.
Combatteremo insieme
le nostre paure:
il domani e quel che c'è oltre.
Troveremo noi stessi
mano nella mano.
Dimenticandoci di quel dio
che non ci ha fatto come lui.

27/07/14

Temporale


22/07/14

Inutilità

Cerco di essere dieci passi oltre le mie ansie ed i miei sensi di colpa. Quando vado a dormire li lascio ai piedi del letto. Quando salgo sul treno li abbandono alla sala d'aspetto della stazione.
Nel luogo di lavoro questa operazione mi riesce meno, perché è li l'origine dei miei mali. Le aziende private, chi più chi meno, adoperano delle finissime strategie per far ricadere sui dipendenti le responsabilità della loro cattiva gestione. Isolano i lavoratori, spesso li mettono gli uni contro gli altri in una squallida guerra tra poveri.
Ed in questi frangenti molte persone danno il peggio di se: invece di tenere la schiena dritta e reclamare dignitosamente i propri diritti, strisciano come larve bavose e melliflue, credendo, con questo comportamento, di conservare il posto di lavoro.
Poi ci sono gli "autistici del lavoro", personaggi generalmente asociali, che sono refrattari a qualunque tipo di solidarietà umana. Per costoro è solo una perdita di tempo nel diagramma di Gantt del progetto.
Io, invece, per natura sono sempre stato poco incline a farmi assorbire totalmente da una qualunque sorta di attività umana. E' come se fossi pervaso da un sano cinismo che mi fa ricondurre alle giuste proporzioni le vicissitudini della vita.
Parliamoci chiaro: alcuni lavorerebbero gratis pur di esercitare quel microscopico potere che ti consente di avere una azienda di grandi dimensioni.
Per me il lavoro è una fastidiosa necessità: cerco di non rubare lo stipendio, quando posso. Ma non essendo assolutamente attratto dalle sirene del consumismo e della moda, evito di prostituirmi per fare carriera.
Il mio limite è proprio questo, mi contento. E se proprio devo incazzarmi preferisco farlo per cose più importanti, come la politica e la giustizia.
Certo, se l'umanità fosse tutta come me non avremmo ancora scoperto l'America e vivremmo su delle palafitte malsane, ma almeno non avremmo davanti agli occhi le ruberie delle caste che strangolano il nostro paese, né i corpi dei bambini uccisi nella striscia di Gaza.
Pigro, cinico, disincantato e dalla battuta feroce, di quelle che difficilmente ti fanno rialzare dal tappeto. Ma anche tollerante, democratico nel senso più ampio della parola e naturalmente incline a stare dalla parte dei più deboli, dei disadattati, dei matti.
Egoista e a volte meschino nelle piccole cose, ma mai codardo di fronte alle grandi responsabilità.
Eccomi dunque. Un perdente di successo, un disadattato per scelta e per orgoglio, uno difficilmente inquadrabile ed irreggimentabile. Uno che ci ha provato. Ma non gli è andato tutto per il verso giusto. Un orbo in terra di ciechi e tenace dissipatore di talento. Uno che vorrebbe stare da solo ad occhi chiusi. In un infinito, meraviglioso ed inutile trascorrere del tempo.

20/07/14

Caro Giudice


08/07/14

Il mondo di Andrea

Il mondo di Andrea è un luogo meraviglioso. E' fatto di cose semplici ma che non rinunciano alla poesia. Il mondo di Andrea è fatto di mangiare, bere e dormire. Ma è anche pieno di suoni, di musica e di immagini.
Nel mondo di Andrea c'è il campanile della chiesa, con i rintocchi che scandiscono il trascorrere del tempo, sempre uguale e sempre diverso. Ci sono le nuvole nere che minacciano pioggia e che vanno controllate minuziosamente. C'è la musica degli America, degli Eagles e tutta la musica pop degli anni 80, una colonna sonora di momenti intensi, alcuni belli altri orribili.
Il mondo di Andrea è fatto di una sedia "da regista" e delle macchine che vanno su per la salita che porta alla piazza del Comune. E' fatto di gente che risponde al suo saluto pur non conoscendolo, di autobus sbuffanti della Cotral, che lui sente arrivare ancor prima di vederli apparire.
Il mondo di Andrea è fatto di mamma, papà, Stefano, Patrizia. E tutto il resto del mondo, di cui lui si accolla i pensieri e le preoccupazioni: dalle guerre alla povertà. Dalle malattie alla riforma della scuola.
Il mondo di Andrea è meraviglioso e, una volta conosciuto, è impossibile sfuggirgli. Si viene risucchiati da questo enorme buco nero fatto di bontà, dolcezza, altruismo. E mi chiedo sempre più insistentemente se sia lui ad essere malato, oppure noi, piccoli esseri viventi, incapaci di vedere tutte queste ricchezze.
Ed ora non chiedetemi più di tornare ad essere quello di prima, non ci riuscirei né lo vorrei. Dammi la mano Andrea e fammi entrare nel tuo mondo. Insegnami tutte le cose che solo tu puoi vedere.

07/07/14

Cala la sera

Cala la sera. 
Il buio fa difficili e lenti 
i gesti quotidiani, 
le parole, 
i pensieri. 
Il coraggio svanisce, 
tornano antichi fantasmi. 
Dalla finestra 
entra l'ira bestiale, 
cadono gli dei, 
sparisce l'umano. 
La prigione delle mura
toglie il respiro. 
Si può morire
senza essere mai vissuti.