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Lettera a Zia Cicci 2014

Cara zia Cicci,
non è stato un anno facile quello che sto per raccontarti. Soprattutto dal punto di vista professionale. Sono circa sei mesi che non riesco a trovare uno straccio di cliente su cui allocarmi e l'atmosfera nella azienda in cui lavoro si è fatta estremamente pesante. Licenziamenti, mobilità, trasferimenti più o meno forzati all'estero.
Lo so, non credi alle tue orecchie. Erano troppo diversi gli anni cui sei vissuta tu. Hai subito in prima persona le atrocità della guerra, è vero. Ma hai anche visto rinascere il nostro paese, e con lui le speranze di una vita migliore.
Avevate un sogno, quello di vedere i vostri nipoti vivere una vita più agiata della vostra. E per un certo periodo di tempo questo è sembrato possibile.
Ho pochi ricordi degli anni sessanta, e comunque edulcorati dalla mia età infantile. Eppure percepisco in maniera netta una sensazione di leggerezza e di luminosità che negli anni a seguire non sono più state presenti. E' proprio la luce che più mi è rimasta nella memoria. Contrasti definiti tra la luce e le ombre, cieli tersi e distese di gialli campi di grano accecanti.
Cara zia Cicci, col passare degli anni mi sono convinto che tu ci abbia lasciati nel momento migliore, nel punto più alto della nostra felicità. Forse in cuor tuo sapevi che il declino era dietro l'angolo, che quella luce così intensa ed amica si stava per spegnere, per la nostra famiglia e per molte altre.
La tua scomparsa, così prematura ed improvvisa, ci ha distrutti. Ma mi avrebbe distrutto di più vederti soffrire, ormai anziana e sola, delle nostre sventure. Mi consolo pensando che il destino abbia finalmente voluto donarti un'infinita serenità, quella serenità che hai cercato invano per tutta la vita e che noi non avremmo potuto darti negli anni a venire.
E quando ho voglia di ricordare il tuo volto, guardo quello di Andrea che ti somiglia tanto, anche troppo, e non solo nell'aspetto fisico. Quegli occhi grigi, che guardano lontano, verso ancestrali ed impenetrabili inquietudini, sono i tuoi.
Un'eredità meravigliosa e terribile al contempo.
Buonanotte zia cara, e al prossimo anno.

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