Passa ai contenuti principali

La strage dei cinquantenni.

Se ne parla poco o per niente. Occorre che le persone, quando sono a cena e guardano il telegiornale, abbiano la sensazione che la crisi sia ormai alle spalle, che Renzi ormai abbia salvato il nostro paese e ci aspettino anni di vacche grasse.
Non è così. La crisi non è affatto finita, anzi ci siamo nel bel mezzo. E non abbiamo ancora visto gli effetti devastanti che provocherà in tempi brevi.
Noi stiamo vivendo seduti su una bomba ad orologeria: i giovani non hanno lavoro e per quei pochi che ce l'hanno si fa via via sempre più precario e rarefatto. I cinquantenni vengono espulsi dal mondo del lavoro, soprattutto dalle aziende private, in maniera drammatica. Questo perché sono lavoratori che hanno troppi diritti, frutto di anni di battaglie politiche e sindacali. Oggi le aziende delocalizzano la manodopera all'estero, anche nel settore terziario, oppure assumono a tempo determinato neo laureati trattandoli poco meglio di come gli antichi romani trattavano gli schiavi.
Ma la situazione dei cinquantenni è la vera miccia che potrebbe fare esplodere il precario equilibrio sociale del nostro paese. Un cinquantenne che perde il posto di lavoro difficilmente potrà sperare di trovarne un altro per i motivi sopra elencati. Ma un cinquantenne spesso ha una famiglia da mantenere, figli da far studiare, genitori anziani che hanno bisogno del loro aiuto, anche economico.
Licenziare un cinquantenne significa distruggere un'intera famiglia, le sue aspettative ed i suoi sogni.
Secondo il CENSIS la disoccupazione degli ultra cinquantenni è aumentata del 146% dal 2008 ad oggi: sono dati impressionanti che lasciano presagire un futuro drammatico per i nuclei familiari del nostro paese. 
Ma è drammatico anche il modo in cui questi lavoratori vengono allontanati. Alcuni finiscono in mobilità o in cassa integrazione poiché le aziende ove prestavano la loro opera chiudono per fallimento.
Ma molti vengono "costretti" al licenziamento perché di fatto trasferiti, da un giorno all'altro, in città distanti da quella in cui risiede la propria famiglia. Addirittura le aziende multinazionali usano il trasferimento verso stati stranieri come minaccia nei confronti del lavoratore.
Quindi, ai già clamorosi dati del CENSIS, vanno aggiunte tutte le decine di lavoratori cinquantenni che si licenziano in maniera affatto spontanea, vinti dalle pressioni psicologiche cui vengono quotidianamente sottoposti. Pressioni che con difficoltà vengono sanzionate dal legislatore, severo con i deboli e debole con i forti. Con la connivenza della quasi totalità della classe politica e degli operatori dell'informazione, spesso asserviti alle volontà di potentati economici affatto distanti dalla malavita organizzata.
E' in atto una strage, la strage dei cinquantenni: troppo vecchi per poter ricominciare da capo, troppo giovani per poter godere dei contributi versati. Ma questa strage è la strage della colonna portante del nostro paese, di quella classe media che stringe i denti e paga le tasse, finché ci riesce. E' la strage di chi mantiene lo Stato. E' la fine del mondo civile così come lo abbiamo conosciuto per tanti anni. E che per tanti anni lo abbiamo dato colpevolmente per scontato. 

Post popolari in questo blog

Lettera a mia zia

Cara Zia Cicci, anche quest'anno ti scrivo, con un po' di ritardo ma mi scuserai: la vita frenetica, il lavoro ed i pensieri mi hanno impedito di scriverti ieri, il 31 maggio, il giorno in cui ci hai lasciato. Perché ti scrivo, pur sapendo che mai potrai leggere queste poche righe? Un po' perché mi manchi da 41 anni, ma questo già lo sai. Un po' perché scrivendoti parlo a me stesso, e questo mi fa bene. In questi ultimi giorni non ho fatto altro che cercare notizie sulla data del 31 maggio 1971: magari, leggendo qualche vecchio articolo, mi torna in mente un episodio, un ricordo che mi parla di te. Ma per quanto mi sforzi, la memoria di quei giorni è impetuosa nei dettagli e contemporaneamente sbiadita nell'insieme. Fatico anche a ricordare il tuo viso vero e mi aggrappo a vecchie foto ingiallite dal tempo, illudendomi di riconoscere un sorriso, un espressione. Forse mi manchi perché te ne sei andata troppo presto ed in qualche modo ti ho idealizzato. Ma tu mi vol…

Emma e Diana

"Parole di Pane" è una bella iniziativa di Emma Saponaro e Diana Sganappa (in rigoroso ordine alfabetico). Come esse affermano nel loro blog si tratta della pubblicazione di "Un libro per dare voce a chi voce non ha". Vengono pubblicati piccoli racconti che hanno come oggetto il cibo nelle sue varie declinazioni ed i proventi delle vendite andranno a favore della "Associazione Familiari e Sostenitori Sofferenti psichici della Tuscia (A.fe.SO.psi.T)". Invito tutti i lettori del mio blog a frequentare il sito di "Parole di Pane" per sapere come acquistare il libro. Tra l'altro troverete al suo interno un mio racconto, dal titolo "Pane e Formaggio": avrete dunque il privilegio di poter leggere il primo componimento del sottoscritto, che sicuramente darà la stura ad una brillante carriera letteraria che farà impallidire il vasto panorama culturale italiano ed europeo. Sicuramente potrete acquistare il libro sabato 24 maggio alle 19:30…

Divieto di svolta a sinistra

Non sono d'accordo con quei commentatori politici che si sono affrettati a seppellire la "sinistra" italiana. Non è sparita affatto, sono soltanto stati cacciati via dal parlamento i "sinistri", ovvero la classe dirigente che ha combinato una serie inenarrabile di disastri. Come commentare il voto in favore dell'indulto? Anche il più sprovveduto dei politicanti si sarebbe accorto che quella legge serviva soprattutto a salvare le terga di Previti e dei furbetti del quartierino: gli strateghi della sinistra radicale hanno abboccato con tutte le scarpe, fingendo di credere che l'indulto avrebbe resole carceri meno affollate. Hanno perso il rapporto con la gente e con i lavoratori. Nel tentativo di capire come funziona la stanza dei bottoni (senza ovviamente riuscirci) si sono dimenticati di andare nelle fabbriche, nelle periferie disagiate, tra gli inquilini sfrattati dagli immobiliaristi. E al posto loro si sono insediati la Lega al nord e la Destra nel …