Passa ai contenuti principali

La fine del capitalismo

Quella che stiamo vivendo non è una crisi di un'azienda, di un settore industriale o di un singolo paese. E' entrato in crisi irreversibile il sistema capitalistico così come lo abbiamo conosciuto durante il ventesimo secolo. Le ricette proposte da politici ed economisti sono totalmente inadeguate, tentano di guarire un moribondo con le medicine che ne stanno causando il decesso. Dobbiamo avere il coraggio di guardare in faccia la realtà: l'economia basata sulla crescita del PIL, sull'aumento infinito della domanda di beni e servizi è finita e non tornerà più. Sicuramente arriverà un'altra società, con altre regole, speriamo più umane e dignitose rispetto a quelle imposteci dal capitalismo. Ma adesso siamo nel mezzo di un periodo di transizione, in cui assistiamo alla fine di un impero ma non sappiamo con quale forma esso verrà sostituito. Verranno anni difficili, anni in cui sarà impossibile assicurare il lavoro per tutti. L'unico modo di affrontare questa bomba ad orologeria è cercare di impostare una politica che preveda il reddito minimo garantito, attingendo le risorse economiche tramite una seria e sistematica lotta alla evasione fiscale, alla corruzione ed alle mafie. Eliminando gli sprechi di uno stato burocraticizzato e bizantino. Tassando le rendite di posizione e quelle finanziario-speculative. Solo così riusciremo a resistere alle forze impetuose che stanno spazzando via la società capitalistica. Ma non c'è più tempo da perdere, occorre iniziare subito prima che sia troppo tardi. E quando l'uragano si tramuterà in un dolce vento di una nuova società potremo rialzare la testa e rimboccarci le maniche. Ma saremo sopravvissuti.

Post popolari in questo blog

Lettera a mia zia

Cara Zia Cicci, anche quest'anno ti scrivo, con un po' di ritardo ma mi scuserai: la vita frenetica, il lavoro ed i pensieri mi hanno impedito di scriverti ieri, il 31 maggio, il giorno in cui ci hai lasciato. Perché ti scrivo, pur sapendo che mai potrai leggere queste poche righe? Un po' perché mi manchi da 41 anni, ma questo già lo sai. Un po' perché scrivendoti parlo a me stesso, e questo mi fa bene. In questi ultimi giorni non ho fatto altro che cercare notizie sulla data del 31 maggio 1971: magari, leggendo qualche vecchio articolo, mi torna in mente un episodio, un ricordo che mi parla di te. Ma per quanto mi sforzi, la memoria di quei giorni è impetuosa nei dettagli e contemporaneamente sbiadita nell'insieme. Fatico anche a ricordare il tuo viso vero e mi aggrappo a vecchie foto ingiallite dal tempo, illudendomi di riconoscere un sorriso, un espressione. Forse mi manchi perché te ne sei andata troppo presto ed in qualche modo ti ho idealizzato. Ma tu mi vol…

Emma e Diana

"Parole di Pane" è una bella iniziativa di Emma Saponaro e Diana Sganappa (in rigoroso ordine alfabetico). Come esse affermano nel loro blog si tratta della pubblicazione di "Un libro per dare voce a chi voce non ha". Vengono pubblicati piccoli racconti che hanno come oggetto il cibo nelle sue varie declinazioni ed i proventi delle vendite andranno a favore della "Associazione Familiari e Sostenitori Sofferenti psichici della Tuscia (A.fe.SO.psi.T)". Invito tutti i lettori del mio blog a frequentare il sito di "Parole di Pane" per sapere come acquistare il libro. Tra l'altro troverete al suo interno un mio racconto, dal titolo "Pane e Formaggio": avrete dunque il privilegio di poter leggere il primo componimento del sottoscritto, che sicuramente darà la stura ad una brillante carriera letteraria che farà impallidire il vasto panorama culturale italiano ed europeo. Sicuramente potrete acquistare il libro sabato 24 maggio alle 19:30…

Divieto di svolta a sinistra

Non sono d'accordo con quei commentatori politici che si sono affrettati a seppellire la "sinistra" italiana. Non è sparita affatto, sono soltanto stati cacciati via dal parlamento i "sinistri", ovvero la classe dirigente che ha combinato una serie inenarrabile di disastri. Come commentare il voto in favore dell'indulto? Anche il più sprovveduto dei politicanti si sarebbe accorto che quella legge serviva soprattutto a salvare le terga di Previti e dei furbetti del quartierino: gli strateghi della sinistra radicale hanno abboccato con tutte le scarpe, fingendo di credere che l'indulto avrebbe resole carceri meno affollate. Hanno perso il rapporto con la gente e con i lavoratori. Nel tentativo di capire come funziona la stanza dei bottoni (senza ovviamente riuscirci) si sono dimenticati di andare nelle fabbriche, nelle periferie disagiate, tra gli inquilini sfrattati dagli immobiliaristi. E al posto loro si sono insediati la Lega al nord e la Destra nel …