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Il rottamatore.

La riforma elettorale che propone Renzi è irricevibile. Per una questione di metodo e di merito. Silvio Berlusconi è stato condannato in via definitiva dalla giustizia italiana e a breve potrebbero arrivare altre condanne. Sebbene sia ancora il leader del centrodestra italiano, tecnicamente è un delinquente che non può mettere piede nei pubblici uffici. Può il neo eletto segretario del PD interloquire con una persona che la società ha definito inabile a gestire la cosa pubblica?
L'atteggiamento di Renzi non solo nobilita un uomo che non merita più alcun rispetto, almeno finché non espii la sua pena, ma delegittima anche l'operato della magistratura che, tra mille difficoltà e leggi "ad personam", è finalmente riuscita a consegnare alla giustizia un uomo che, in altri paesi, avrebbe dovuto esserci da un bel pezzo.
Non sono un elettore del PD ma posso immaginare cosa abbiano pensato gli iscritti ed i simpatizzanti del partito di centrosinistra, quando hanno visto Berlusconi salire le scale della sede di via Sant'Andrea delle Fratte. Per quanto ci sia stata una deriva di destra nel nostro paese, immagino che la maggioranza del popolo del PD sia composta di brava gente, forse legata ancora a vecchi schemi ideologici e ad antiche forme di obbedienza centralistica di memoria comunista, ma che quando si è messa in fila ed ha pagato i due euro delle primarie aveva in testa altre immagini ed altri governi.
L'invito a Berlusconi da parte di Renzi è quindi stato un gesto inopportuno, dal punto di vista etico e politico. E l'inopportunità politica risiede nella concessione a Berlusconi delle liste bloccate. Il paese si è espresso in mille modi contro questa aberrazione democratica: c'è voglia di scegliere il proprio rappresentante politico per avere almeno la sensazione di contare qualcosa nella infinita scala dei livelli della politica. Tra l'altro è un minimo tentativo di cercare di avvicinare l'esponente politico col proprio collegio elettorale. Se vuoi le preferenze devi farti conoscere ed apprezzare da chi dovrà votarti.
Renzi, come prima di lui D'Alema ed i suoi figliocci, mostra di non avere alcun interesse nei confronti di posizioni che sono estremamente diffuse nella base del PD. Ed in questo si dimostra tutt'altro che un "rottamatore", ma l'ennesimo giocatore d'azzardo, uno che usa la politica ed il bene comune per ottenere il potere personale. Anzi questi comportamenti lo avvicinano assai pericolosamente a quella destra "berlusconiana" sprezzante delle idee altrui.
Questo è solo l'inizio. Renzi porterà il PD negli stessi luoghi in cui Bettino Craxi portò il PSI, terreni fatti di finto decisionismo, di contiguità con poteri forti estranei culturalmente e politicamente con qualunque idea progressista.
O forse sì, Renzi in fondo sarà ricordato come "il rottamatore", colui che rottamerà definitivamente il centrosinistra italiano.

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