Questo blog è dedicato alla professoressa di letteratura italiana e latina, Loredana Rossi Molinaro, donna di grandissima cultura ed infinita umanità.

27/01/14

La memoria dimezzata

Il 27 gennaio è il giorno della memoria, il giorno in cui si ricorda la Shoah, lo sterminio di milioni di innocenti da parte della Germania naziata, colpevoli soltanto di appartenere alla religione ebraica.
Ci sono innumerevoli testimonianze degli orrori perpetrati dalle SS nei campi di concentramento, dissemninati in quasi tutta l'Europa occupata dall'esercito del Terzo Reich. Fotografie, filmati, interviste dei pochi sopravvissuti. Eppure c'è qualche razzista che ancora oggi tende a minimizzare, se non addirittura a negare l'esistenza dell'olocausto ebraico.
Questi mascalzoni, che in maniera connivente vengono chiamati solamente "negazionisti", non sono soltanto delle "teste rasate", dei poveri ignoranti vissuti nel degrado fisico e morale. Alcuni sedicenti storici, e persino qualche alto prelato, hanno sposato la causa del "negazionismo", a dimostrazione di quanto l'antisemitismo non sia un fenomeno appartenente al passato, ma un virus che è sempre forte e presente persino nella civilissima Europa.
Discorso a parte merita l'antisemitismo islamico. Purtroppo il governo israeliano spesso si è macchiato di azioni che non recano onore ai morti dell'olocausto. E' vero che il massacro di Sabra e Shatila fu perpetrato dalle falangi libanesi, ma l'ONU ha stabilito la responsabilità indiretta del governo israeliano, allora presieduto da Begin e con Sharon al Ministero della Difesa, per non avere impedito l'eccidio. Ma è un errore confondere l'operato di un governo con le responsabilità del suo popolo. Solo separando queste entità si può essere favorevoli, come il sottoscritto, alla nascita del libero stato della Palestina e sentirsi in vicinanza col popolo ebraico e le sue sofferenze, patite nella seconda guerra mondiale.
Ma c'è un territorio che nemmeno nel giorno della memoria viene sufficientemente esplorato. Per anni si è giustamente messo in risalto le responsabilità dei Nazisti e di Hitler in primo luogo. Ma poco si è detto e scritto sulle responsabilità dei popoli occupati dalle truppe tedesche.
In Italia, dopo l'8 settembre 1943, in Francia, con l'avvento dello stato fantoccio di Vichy ed in Olanda, subito dopo l'occupazione nazista, si è assistito ad una vasta opera di delazione nei confronti della popolazione ebraica. Se i tedeschi poterono usufruire di elenchi dettagliatissimi che contenevano i nomi, gli indirizzi e la composizione delle famiglie ebraiche lo si deve non solo alla solerzia malefica dei funzionari della polizia, ma soprattutto alle "soffiate" che arrivavano nelle "Kommandanturen" delle SS. Fu probabilmente un vicino a dire ai tedeschi il posto in cui si nascondeva la famiglia Frank e sua figlia Anna.
E' vero che in quegli stessi paesi si verificheranno straordinari atti di coraggio che consentirono a molti ebrei di avere salva la vita. Ma furono, appunto, atti straordinari, compiuti da pochi uomini giusti. La stragrande maggioranza della gente si girò dall'altra parte se non addirittura collaborò con i nazisti.
Ciò accadde non solo per la paura che incutevano le SS. In Europa un sentimento antisemita serpeggiava da secoli. E poi ci fu chi vide la delazione come una lucrosa opera di sciacallaggio: gli ebrei rastrellati dai nazisti o dalla polizia compiacente lasciavano "a disposizione" i loro beni: case, negozi e possedimenti. Molti finirono nelle mani dei potenti gerarchi nazisti e dei ras locali. Ma le briciole arrivarono anche a chi faceva opera di delazione.
Dobbiamo fare i conti con questa parte oscura della storia europea durante l'occupazione nazista. Negarla o minimizzarla, oltre a costituire un falso storico, contribuisce alla nascita di un'Europa ingiusta, incapace di imparare dalle terribili lezioni offerte da un passato recente.
Un'Europa non di popoli uniti nel nome della uguaglianza, ma un'Europa di poteri forti, di sfruttamento e di imbarbarimento politico e morale. Un'Europa in cui un nuovo Hitler potrebbe nascere da un momento all'altro.  

20/01/14

Il rottamatore.

La riforma elettorale che propone Renzi è irricevibile. Per una questione di metodo e di merito. Silvio Berlusconi è stato condannato in via definitiva dalla giustizia italiana e a breve potrebbero arrivare altre condanne. Sebbene sia ancora il leader del centrodestra italiano, tecnicamente è un delinquente che non può mettere piede nei pubblici uffici. Può il neo eletto segretario del PD interloquire con una persona che la società ha definito inabile a gestire la cosa pubblica?
L'atteggiamento di Renzi non solo nobilita un uomo che non merita più alcun rispetto, almeno finché non espii la sua pena, ma delegittima anche l'operato della magistratura che, tra mille difficoltà e leggi "ad personam", è finalmente riuscita a consegnare alla giustizia un uomo che, in altri paesi, avrebbe dovuto esserci da un bel pezzo.
Non sono un elettore del PD ma posso immaginare cosa abbiano pensato gli iscritti ed i simpatizzanti del partito di centrosinistra, quando hanno visto Berlusconi salire le scale della sede di via Sant'Andrea delle Fratte. Per quanto ci sia stata una deriva di destra nel nostro paese, immagino che la maggioranza del popolo del PD sia composta di brava gente, forse legata ancora a vecchi schemi ideologici e ad antiche forme di obbedienza centralistica di memoria comunista, ma che quando si è messa in fila ed ha pagato i due euro delle primarie aveva in testa altre immagini ed altri governi.
L'invito a Berlusconi da parte di Renzi è quindi stato un gesto inopportuno, dal punto di vista etico e politico. E l'inopportunità politica risiede nella concessione a Berlusconi delle liste bloccate. Il paese si è espresso in mille modi contro questa aberrazione democratica: c'è voglia di scegliere il proprio rappresentante politico per avere almeno la sensazione di contare qualcosa nella infinita scala dei livelli della politica. Tra l'altro è un minimo tentativo di cercare di avvicinare l'esponente politico col proprio collegio elettorale. Se vuoi le preferenze devi farti conoscere ed apprezzare da chi dovrà votarti.
Renzi, come prima di lui D'Alema ed i suoi figliocci, mostra di non avere alcun interesse nei confronti di posizioni che sono estremamente diffuse nella base del PD. Ed in questo si dimostra tutt'altro che un "rottamatore", ma l'ennesimo giocatore d'azzardo, uno che usa la politica ed il bene comune per ottenere il potere personale. Anzi questi comportamenti lo avvicinano assai pericolosamente a quella destra "berlusconiana" sprezzante delle idee altrui.
Questo è solo l'inizio. Renzi porterà il PD negli stessi luoghi in cui Bettino Craxi portò il PSI, terreni fatti di finto decisionismo, di contiguità con poteri forti estranei culturalmente e politicamente con qualunque idea progressista.
O forse sì, Renzi in fondo sarà ricordato come "il rottamatore", colui che rottamerà definitivamente il centrosinistra italiano.

17/01/14

Al di la del bene e del male.

[OMISSIS]
Le aziende non sono enti di assistenza, lo sappiamo tutti. Il loro scopo è generare profitto, per ripartirlo in parte agli azionisti e per creare nuovi posti di lavoro. Tuttavia mi chiedo quanto effettivo risparmio possa ottenere una multinazionale tentando di indurre al licenziamento poche decine di lavoratori, con mezzi drastici ed implacabili, quali il trasferimento coatto verso altre città, distanti centinaia di chilometri da casa. Possibile che l'etica, il bene supremo che ha consentito lo sviluppo della società cui tutti ci riconosciamo, sia un valore cui le aziende debbano essere immuni?
Fin dove ci si può spingere per ottenere qualche centesimo in più nei dividendi, qual è il valore della persona dentro una azienda? E un'azienda che tratta così anche solo un dipendente come va giudicata dagli utenti? Questo è un aspetto molto importante: quando compriamo un bene materiale od usufruiamo di un servizio dovremmo chiederci se conosciamo veramente da chi lo stiamo acquistando. Dovremmo scegliere i prodotti non solo in base al marchio od alla qualità (presunta): dovremmo sapere se chi lo ha fabbricato è trattato dignitosamente, è rispettato come lavoratore e come essere umano.
Le aziende che si comportano in maniera troppo disinvolta con i propri dipendenti dovrebbero essere punite dal mercato, cioè da noi acquirenti. Si otterrebbe così il duplice scopo di un maggiore rispetto per il lavoratore e la messa al bando di tutti quei comportamenti che hanno fatto sprofondare la società in una crisi economica e morale dalle proporzioni gigantesche.
Noi consumatori abbiamo un'arma potente da utilizzare: la scelta consapevole del prodotto. Ma non è una cosa semplice: per fare ciò occorre essere bene informati e spesso la stampa è fortemente condizionata dal potere delle lobby industriali.
Per fortuna esiste la rete. Tramite i blog ed i social network è molto frequente imbattersi nelle informazioni riguardanti i soprusi e le vessazioni cui possono essere soggetti i lavoratori. E' nostro dovere andarle a cercare se vogliamo far capire che nessuno, nemmeno le aziende multinazionali, possono comportarsi al di la del bene e del male.

05/01/14

Eppure li voterete ancora.