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Visualizzazione dei post da 2014

Oggi io non sono

T'ho strappato un sorriso
che sapeva di lacrime.
E il cuore a brandelli
ho trascinato via.
M'indebolisce mostrarmi forte
e il domani si fa affannoso.
Arriva la notte ad oscurare i pensieri
gli dei delle tenebre danzano orribili.
Oggi io non sono,
il vento gelido mi trapassa indifferente.
Giungerà l'alba e non avrà calore.

Antipolitica

Esimio Presidente Napolitano,
dopo giorni di silenzio assordante ha deciso di pronunziarsi sulla avvilente situazione politica in cui versa la Capitale del nostro Paese e la Nazione tutta. Ha stigmatizzato i comportamenti di chi intraprende la politica come affare privato e non un servizio per la collettività. Tuttavia il Suo pensiero ha deragliato paurosamente quando si è trattato di affrontare il problema dell'"antipolitica", come Lei stesso ha definito il diffuso senso di lontananza dei cittadini dalle Istituzioni e dalle associazioni che dovrebbero rappresentarli. Lei ha confuso la causa con l'effetto, signor Presidente e, se mi permette, questo è assai grave per la prima carica dello Stato. L'antipolitica non è uno dei mali del nostro paese, semmai è la febbre che ci avverte come parti del corpo costituzionale italiano siano ormai andate in cancrena. E sarebbe compito della "buona politica" debellare questa mortale infezione facendo una definitiva oper…

L'urna elettorale

E' del tutto naturale che Renzi ritenga il fenomeno dell'astensionismo come un problema di secondaria importanza. In primis perché ogni voto astenuto è un voto probabilmente tolto al Movimento 5 Stelle. Ma soprattutto perché la concezione della democrazia dell'ex sindaco di Firenze non è poi troppo dissimile da quella di Berlusconi: l'importante è governare, costi quel che costi. A qualunque prezzo, sia per il PD che per il paese. Invece l'astensionismo è un termometro fondamentale per misurare lo stato di salute di un sistema politico. Ci saranno sempre degli scontenti che non si sentono rappresentati da alcuno schieramento, è fisiologico. Soprattutto in quelle democrazie che tendono al bipolarismo, che allontanano da se i partiti meno moderati, sia a destra che a sinistra. Ma quando l'indice supera il 50% è del tutto evidente che i partiti politici, i loro dirigenti ed i militanti non riescono più a rappresentare le istanze della maggior parte della popolazi…

Ruggero il grande.

Quarant'anni fa, il 17 ottobre del 1974, se ne andava da questa vita mio nonno. Era ancora giovane dal punto di vista anagrafico, 69 anni, ma era assai malandato per colpa di quel maledetto diabete che minaccia da generazioni tanti componenti della sua genia. Eravamo assai diversi. Lui estroverso, amante delle feste paesane e del convivio. Laziale fino al midollo e fascista convinto (ma con la tessera della DC). Accanito fumatore di nazionali senza filtro, giocatore di biliardo e discreto cacciatore.  Era di una generosità eccezionale. Quando morì, mia nonna si accorse che mancavano parecchi soldi sul conto corrente: nonno non negava un aiuto a chi aveva bisogno e spesso si dimenticava di chiedere indietro le somme prestate. Si commuoveva facilmente e molti se ne sono approfittati. Dell'ultimo prestito non ne sapemmo più nulla né la banca volle dirci a chi nonno aveva dato la somma di denaro. Il direttore, un caro amico di nonno, ci disse solo di guardarci attorno, segno evid…

La pistola alla tempia

Un tentato suicidio. Ed uno purtroppo riuscito. Questa è la triste statistica, che non vuole essere rappresentativa ma che indica quello che sta accadendo nel mio microcosmo lavorativo. Finché certe cose le leggi sui giornali fanno un certo effetto. Poi quando le tocchi con mano e sfiorano la tua esistenza ti rendi veramente conto della drammaticità del problema. Questa crisi non solo ha reso miserabile e precario il mondo del lavoro, ma sta svuotando le nostre vite di qualunque prospettiva futura. Non coinvolge solo il nostro portafoglio ma si insinua dentro i meandri della nostra esistenza, scardinando le certezze che rendono dignitosa la vita umana. Si dirà che queste persone avevano già dei problemi, che erano malate. Ma io voglio ribaltare questo discorso auto assolutorio, fatto da chi vuole crearsi comodi alibi e credere di avere la coscienza tranquilla: questi colleghi si sono ammalati a causa del disagio che la crisi ha procurato loro. E mentre oggi sentivo parlare Renzi ed i…

Il più lungo giorno

Esistono fasi nella vita in cui si arriva ad un punto di non ritorno. Ciascuno di noi ha una capienza di sopportazione, superata la quale l'acqua tracima dal vaso irreversibilmente. Credo proprio di essere giunto oltre il mio limite, molti sono i sintomi che me lo suggeriscono. Innanzi tutto non sopporto più niente e nessuno. In ufficio, per la strada ed altrove. E' evidente che la distanza tra me ed il mondo di cui mi sono circondato è tale che non esistono più punti di contatto umani ed intellettuali. Non mi interessa più niente di quello che faccio per campare. Trovo tutto stupido, inutile, frutto di vanità umana. E le persone coinvolte in queste attività mi appaiono superficiali, prive di spessore, insignificanti se non addirittura irritanti. Non vorrei essere frainteso. Non mi sento affatto superiore a tutti costoro. E' solo che ho scoperto di essere diverso, infinitamente. E questa distanza, che ho cercato inutilmente di colmare per una vita, desidero tanto diventi …

Il destino di Renzi

Certo che usciremo da questa crisi. L'incognita è quando e come. La storia dell'umanità è costellata da cicli politici ed economici che hanno vissuto fasi di crescita, prosperità e di irrefrenabile declino. Sin dalle ere preistoriche l'alternarsi delle scoperte tecnologiche, il ferro ed il bronzo ad esempio, hanno determinato la fine di città e stati ritenuti eternamente invincibili. Così come le colonizzazioni e le invasioni hanno ribaltato, nel corso della storia, i rapporti di forza tra società antitetiche. A questa legge non sta sfuggendo, né sfuggirà, la società industriale-capitalistica. E a nulla servirà ai potentati industriali e finanziari la ricerca di nuovi mercati, i cosiddetti mercati emergenti. In una società fortemente globalizzata ed interconnessa impiegheranno un tempo storicamente breve a saturarsi e ad accelerare il declino della società che noi oggi siamo abituati a conoscere. Il nostro è un periodo storico e culturale di decadenza nel senso più ampio …

Gli amici di Andrea

Nei mesi estivi, quando il caldo e l'afa si fanno insopportabili, Andrea, mio fratello, scende sul marciapiede antistante la porta di casa e si siede su una sedia da regista, per godersi un po' di frescura, l'unico vero suo momento di indipendenza. Non si allontana, perché si è assunto il compito di controllare quanto avviene in famiglia, se mamma e papà stanno bene, se si sono ricordati di prendere le pasticche e quant'altro. Un compito durissimo per un ragazzo "sensibile" come lui, ma cui lui non può o non vuole rinunciare. Nelle pieghe della sua fragilità c'è un coraggio inaudito, ma non è di questo che voglio parlare. Andrea ha la sana abitudine e la buona educazione di salutare le persone che gli passano accanto: spesso sono amici o parenti che ricambiano il saluto. Ma molti sono perfetti sconosciuti, che Andrea seleziona e reputa degni di essere salutati. La mia sensazione, corroborata dal fatto di conoscerlo molto bene, è che Andrea saluti chi per…

Parlami

Dirai le stesse cose.
Ma il suono della tua voce
infrangerà il silenzio.
Combatteremo insieme
le nostre paure:
il domani e quel che c'è oltre.
Troveremo noi stessi
mano nella mano.
Dimenticandoci di quel dio
che non ci ha fatto come lui.

Inutilità

Cerco di essere dieci passi oltre le mie ansie ed i miei sensi di colpa. Quando vado a dormire li lascio ai piedi del letto. Quando salgo sul treno li abbandono alla sala d'aspetto della stazione. Nel luogo di lavoro questa operazione mi riesce meno, perché è li l'origine dei miei mali. Le aziende private, chi più chi meno, adoperano delle finissime strategie per far ricadere sui dipendenti le responsabilità della loro cattiva gestione. Isolano i lavoratori, spesso li mettono gli uni contro gli altri in una squallida guerra tra poveri. Ed in questi frangenti molte persone danno il peggio di se: invece di tenere la schiena dritta e reclamare dignitosamente i propri diritti, strisciano come larve bavose e melliflue, credendo, con questo comportamento, di conservare il posto di lavoro. Poi ci sono gli "autistici del lavoro", personaggi generalmente asociali, che sono refrattari a qualunque tipo di solidarietà umana. Per costoro è solo una perdita di tempo nel diagramma…

Il mondo di Andrea

Il mondo di Andrea è un luogo meraviglioso. E' fatto di cose semplici ma che non rinunciano alla poesia. Il mondo di Andrea è fatto di mangiare, bere e dormire. Ma è anche pieno di suoni, di musica e di immagini. Nel mondo di Andrea c'è il campanile della chiesa, con i rintocchi che scandiscono il trascorrere del tempo, sempre uguale e sempre diverso. Ci sono le nuvole nere che minacciano pioggia e che vanno controllate minuziosamente. C'è la musica degli America, degli Eagles e tutta la musica pop degli anni 80, una colonna sonora di momenti intensi, alcuni belli altri orribili. Il mondo di Andrea è fatto di una sedia "da regista" e delle macchine che vanno su per la salita che porta alla piazza del Comune. E' fatto di gente che risponde al suo saluto pur non conoscendolo, di autobus sbuffanti della Cotral, che lui sente arrivare ancor prima di vederli apparire. Il mondo di Andrea è fatto di mamma, papà, Stefano, Patrizia. E tutto il resto del mondo, di cui…

Cala la sera

Cala la sera. 
Il buio fa difficili e lenti 
i gesti quotidiani, 
le parole, 
i pensieri. 
Il coraggio svanisce, 
tornano antichi fantasmi. 
Dalla finestra 
entra l'ira bestiale, 
cadono gli dei, 
sparisce l'umano. 
La prigione delle mura
toglie il respiro. 
Si può morire
senza essere mai vissuti.

L'Italia che ti aspetti

Questa squadra italiana che esce dal mondiale, per la seconda volta consecutiva, somiglia enormemente all'Italietta raccontata degli inutili quotidianucci che vanamente riempiono le edicole di carta formato tabloid. Giocatori vanagloriosi, iperquotati e supervalutati che si sciolgono davanti alle prime difficoltà sportive, sono lo specchio di una classe politica composta di incapaci, figli di papà, raccomandati di ogni ordine e grado che giocano al "Piccolo Statista". Salvo scomparire come neve al sole quando gli indicatori economici li bocciano incontrovertibilmente.  Somigliano agli imprenditori di terza o quarta generazione, che mai hanno faticato in vita loro, abituati agli agi, agli ozi ed ai vizi. E che vengono manovrati da finanzieri senza scrupoli, che succhiano la linfa vitale delle loro aziende e dei lavoratori. Capitani coraggiosi che vilmente delocalizzano beni e servizi.
Ricordano tanto quei giornalisti le cui carriere sono scandite dalle tessere di partito…

La strage dei cinquantenni.

Se ne parla poco o per niente. Occorre che le persone, quando sono a cena e guardano il telegiornale, abbiano la sensazione che la crisi sia ormai alle spalle, che Renzi ormai abbia salvato il nostro paese e ci aspettino anni di vacche grasse. Non è così. La crisi non è affatto finita, anzi ci siamo nel bel mezzo. E non abbiamo ancora visto gli effetti devastanti che provocherà in tempi brevi. Noi stiamo vivendo seduti su una bomba ad orologeria: i giovani non hanno lavoro e per quei pochi che ce l'hanno si fa via via sempre più precario e rarefatto. I cinquantenni vengono espulsi dal mondo del lavoro, soprattutto dalle aziende private, in maniera drammatica. Questo perché sono lavoratori che hanno troppi diritti, frutto di anni di battaglie politiche e sindacali. Oggi le aziende delocalizzano la manodopera all'estero, anche nel settore terziario, oppure assumono a tempo determinato neo laureati trattandoli poco meglio di come gli antichi romani trattavano gli schiavi. Ma la …

Lettera a Zia Cicci 2014

Cara zia Cicci, non è stato un anno facile quello che sto per raccontarti. Soprattutto dal punto di vista professionale. Sono circa sei mesi che non riesco a trovare uno straccio di cliente su cui allocarmi e l'atmosfera nella azienda in cui lavoro si è fatta estremamente pesante. Licenziamenti, mobilità, trasferimenti più o meno forzati all'estero. Lo so, non credi alle tue orecchie. Erano troppo diversi gli anni cui sei vissuta tu. Hai subito in prima persona le atrocità della guerra, è vero. Ma hai anche visto rinascere il nostro paese, e con lui le speranze di una vita migliore. Avevate un sogno, quello di vedere i vostri nipoti vivere una vita più agiata della vostra. E per un certo periodo di tempo questo è sembrato possibile. Ho pochi ricordi degli anni sessanta, e comunque edulcorati dalla mia età infantile. Eppure percepisco in maniera netta una sensazione di leggerezza e di luminosità che negli anni a seguire non sono più state presenti. E' proprio la luce che p…

Lettera alla professoressa

Cara Professoressa Molinaro, in questi ultimi anni non ho fatto altro che pensare alle parole che dicesti a mio padre, mentre stavo sostenendo l'esame di maturità. Avresti voluto che io continuassi studi umanistici, intravedendo in me una maggior propensione per le materie letterarie. Non ti diedi retta, mi iscrissi a Scienze Statistiche e poi mi sono fatto assumere in una multinazionale informatica. Credevo, così facendo, di ottenere quell'indipendenza economica che mi avrebbe reso finalmente un uomo libero e felice. In realtà avevi ragione tu, come sempre. Dopo trentaquattro anni ho la certezza di essere diventato uno schiavo e di aver inferto un colpo micidiale alla mia felicità. Mi sento in colpa, professoressa, non tanto per aver dissipato quei quattro talenti che il destino mi ha dato, ma per averti delusa ed ignorata. Fortunatamente, ad un certo punto della mia esistenza, è arrivata una malattia speciale. Se la sai ascoltare ti indica che la maschera costruita sul tuo …

La primavera

Il cammino di Andrea non è una linea retta. Ci ha abituati ad alti e bassi: momenti di lucidità e periodi di lontananza dal mondo reale. L'ultimo periodo buono è durato parecchio, alcuni mesi. In questa fase Andrea ha saputo darci delle prove di proprietà linguistiche e comportamentali confortanti. Ma questa primavera, come tutte le primavere di Andrea, è momentaneamente terminata. Sono tornati i movimenti e le frasi stereotipate, le ansie invincibili. E quel suo sfuggire dal presente che lo rende prigioniero dei suoi incubi peggiori. Interiormente speravamo si fosse innescata un onda lunga, una fase di serena e duratura quiete intellettiva. Ma i miracoli non esistono, non per noi, non per lui. A noi non è consentito godere di quella meravigliosa noia quotidiana, del normale dipanarsi della vita di tutti i giorni. Noi dobbiamo affrontare draghi imponenti e minacciosi che hanno la forma della precarietà del lavoro, delle malattie fisiche e mentali delle persone che più amiamo. Arr…

Emma e Diana

"Parole di Pane" è una bella iniziativa di Emma Saponaro e Diana Sganappa (in rigoroso ordine alfabetico). Come esse affermano nel loro blog si tratta della pubblicazione di "Un libro per dare voce a chi voce non ha". Vengono pubblicati piccoli racconti che hanno come oggetto il cibo nelle sue varie declinazioni ed i proventi delle vendite andranno a favore della "Associazione Familiari e Sostenitori Sofferenti psichici della Tuscia (A.fe.SO.psi.T)". Invito tutti i lettori del mio blog a frequentare il sito di "Parole di Pane" per sapere come acquistare il libro. Tra l'altro troverete al suo interno un mio racconto, dal titolo "Pane e Formaggio": avrete dunque il privilegio di poter leggere il primo componimento del sottoscritto, che sicuramente darà la stura ad una brillante carriera letteraria che farà impallidire il vasto panorama culturale italiano ed europeo. Sicuramente potrete acquistare il libro sabato 24 maggio alle 19:30…

Omissis

I tre lettori del mio blog avranno forse notato che è sparito un post. Era un articolo di solidarietà, ma non aggiungo altro. Mi è stato chiesto di farlo e l'ho fatto volentieri. Non perchè convinto dalle motivazioni di chi mi ha contattato, ma perchè credo che, in buona sostanza, meriti l'oblio in cui è sprofondato. E' sconcertante constatare come i peggiori carcerieri siamo noi stessi e le nostre paure siano le prigioni più anguste. E proprio vero che le bastonate ricevute a tanti incurvano la schiena e diluiscono il coraggio e la dignità di cui scarsamente dispongono. La maggioranza dell'umanità è serva e serva è destinata a morire. E anche quando non ha più nulla da perdere perde l'occasione di alzare la testa e combattere.
Sono nauseato. L'uomo è forse la specie vivente più inutile e dannosa del pianeta. Sono poche le eccezioni e meriteremmo di nuovo la distruzione di Sodoma e Gomorra. O forse la distruzione è già iniziata.

P.S.: Ho ripubblicato il post, …

La fine del capitalismo

Quella che stiamo vivendo non è una crisi di un'azienda, di un settore industriale o di un singolo paese. E' entrato in crisi irreversibile il sistema capitalistico così come lo abbiamo conosciuto durante il ventesimo secolo. Le ricette proposte da politici ed economisti sono totalmente inadeguate, tentano di guarire un moribondo con le medicine che ne stanno causando il decesso. Dobbiamo avere il coraggio di guardare in faccia la realtà: l'economia basata sulla crescita del PIL, sull'aumento infinito della domanda di beni e servizi è finita e non tornerà più. Sicuramente arriverà un'altra società, con altre regole, speriamo più umane e dignitose rispetto a quelle imposteci dal capitalismo. Ma adesso siamo nel mezzo di un periodo di transizione, in cui assistiamo alla fine di un impero ma non sappiamo con quale forma esso verrà sostituito. Verranno anni difficili, anni in cui sarà impossibile assicurare il lavoro per tutti. L'unico modo di affrontare questa bom…

La democrazia ai tempi della Boldrini

Il concetto di democrazia non è fisso ed immutabile nel tempo. Ha alcuni cardini imprescindibili ma si adatta ai tempi ed ai luoghi della storia. Nel 1265 fu convocato il primo parlamento inglese ed avevano diritto al voto i possessori di terra dal valore di almeno 40 scellini. All'epoca l'evento sembrò un grande passo democratico e a nessuno venne in mente argomentazioni quali il suffragio universale o la libertà di parola. Semplicemente perchè la democrazia non è un assioma, un corollario matematico che non necessita di dimostrazioni. La democrazia è la coscienza collettiva delle libertà e necessità altrui. E questa coscienza va alimentata giorno dopo giorno, come un debole fiore tra gli arbusti. La democrazia è conquista, perché raramente arriva gratis. Quello che oggi molti di noi danno per scontato è frutto di anni ed anni di lotte, di battaglie, di sangue e, a volte, di morte. La democrazia è quindi un tessuto pregiato, composto da mille strati cuciti da chi ha vissuto …

La memoria dimezzata

Il 27 gennaio è il giorno della memoria, il giorno in cui si ricorda la Shoah, lo sterminio di milioni di innocenti da parte della Germania naziata, colpevoli soltanto di appartenere alla religione ebraica. Ci sono innumerevoli testimonianze degli orrori perpetrati dalle SS nei campi di concentramento, dissemninati in quasi tutta l'Europa occupata dall'esercito del Terzo Reich. Fotografie, filmati, interviste dei pochi sopravvissuti. Eppure c'è qualche razzista che ancora oggi tende a minimizzare, se non addirittura a negare l'esistenza dell'olocausto ebraico. Questi mascalzoni, che in maniera connivente vengono chiamati solamente "negazionisti", non sono soltanto delle "teste rasate", dei poveri ignoranti vissuti nel degrado fisico e morale. Alcuni sedicenti storici, e persino qualche alto prelato, hanno sposato la causa del "negazionismo", a dimostrazione di quanto l'antisemitismo non sia un fenomeno appartenente al passato, ma …

Il rottamatore.

La riforma elettorale che propone Renzi è irricevibile. Per una questione di metodo e di merito. Silvio Berlusconi è stato condannato in via definitiva dalla giustizia italiana e a breve potrebbero arrivare altre condanne. Sebbene sia ancora il leader del centrodestra italiano, tecnicamente è un delinquente che non può mettere piede nei pubblici uffici. Può il neo eletto segretario del PD interloquire con una persona che la società ha definito inabile a gestire la cosa pubblica? L'atteggiamento di Renzi non solo nobilita un uomo che non merita più alcun rispetto, almeno finché non espii la sua pena, ma delegittima anche l'operato della magistratura che, tra mille difficoltà e leggi "ad personam", è finalmente riuscita a consegnare alla giustizia un uomo che, in altri paesi, avrebbe dovuto esserci da un bel pezzo. Non sono un elettore del PD ma posso immaginare cosa abbiano pensato gli iscritti ed i simpatizzanti del partito di centrosinistra, quando hanno visto Berl…

Al di la del bene e del male.

[OMISSIS] Le aziende non sono enti di assistenza, lo sappiamo tutti. Il loro scopo è generare profitto, per ripartirlo in parte agli azionisti e per creare nuovi posti di lavoro. Tuttavia mi chiedo quanto effettivo risparmio possa ottenere una multinazionale tentando di indurre al licenziamento poche decine di lavoratori, con mezzi drastici ed implacabili, quali il trasferimento coatto verso altre città, distanti centinaia di chilometri da casa. Possibile che l'etica, il bene supremo che ha consentito lo sviluppo della società cui tutti ci riconosciamo, sia un valore cui le aziende debbano essere immuni? Fin dove ci si può spingere per ottenere qualche centesimo in più nei dividendi, qual è il valore della persona dentro una azienda? E un'azienda che tratta così anche solo un dipendente come va giudicata dagli utenti? Questo è un aspetto molto importante: quando compriamo un bene materiale od usufruiamo di un servizio dovremmo chiederci se conosciamo veramente da chi lo stiamo…