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Voli pindarici

La situazione è preoccupante ma non è seria. La faccio breve. Mi hanno catapultato (insieme ad una povera collega sfigata come me) su un progetto fantascientifico. Prodotti innovativi, metodologie d'avanguardia, insomma la solita grande opportunità. Peccato che né io né la mia collega ne sappiamo una beata cippa di tutta questa roba altisonante. E' come se ad uno studente di una scuola elementare si chiedesse di diventare cardiochirurgo con solo pochi giorni di affiancamento.
Ora, ammetto di non essere una cima, non somiglio affatto (e per fortuna aggiungo io) a Steve Jobs o Bill Gates. Sono uno dei tanti onesti artigiani dell'informatica, fattosi completamente da solo visto l'aria di "spending review" che tira nel settore dell'education.
Ma onestamente certi voli pindarici offendono non tanto la mia scarsissima intelligenza, quanto quella di chi li propone. E' finita l'epoca in cui si poteva andare dai clienti sguaiatamente impreparati: oggi essi ne sanno più di noi, cosiddetti esperti. Pagano e pretendono persone che gli risolvono i problemi, non fantocci che si presentano in giacca e cravatta, pronti a raccontargli un mucchio di fesserie.
Purtroppo, nell'informatica ma anche in tanti altri campi dello scibile umano, qualcuno si è convinto che la qualità sia un inutile fardello, che far crescere il personale sia tempo e denaro sprecato. E questo ha provocato un abbassamento medio della professionalità dei consulenti, i cui frutti si vedono ovunque. Case che crollano al minimo scossone, dottori che non sanno distinguere un brufolo da un herpes, informatici che tirano su soluzioni applicative ed infrastrutturali che non resistono al primo stress test.
Esistono lodevoli eccezioni. Ma è tutto demandato alla volontà del singolo. Non è quasi mai frutto di un'attenta pianificazione del personale.
Tutto ciò non deve stupire. Ai proprietari ed agli azionisti di un'azienda non interessa la qualità del prodotto. Spesso neanche conoscono bene ciò che la loro azienda produce. A loro interessa speculare sui mercati internazionali, sui dividendi azionari, le cui logiche ormai sono assolutamente svincolate dalla bontà o meno di ciò che si produce.
Uno che ha venduto biscotti per 20 anni non può andare a capo di un'azienda che produce soluzioni informatiche, almeno finché i biscotti non verranno fatti col silicio. Una volta a capo di aziende automobilistiche ed edili c'erano grandi ingegneri. Oggi vi sono gli avvocati ed i commercialisti che, con tutto il rispetto, di automobili e di strade non hanno mai capito una beata fava.
Comunque, cari 22 lettori del mio blog, datemi retta. Se avete figli non li fate studiare. Perché in Italia chi studia è fesso. Meglio prendere una tessera di partito, uno qualunque. Ed improvvisamente si apriranno strade che nemmeno Ippocrate si è mai sognato di percorrere. Sarete immediatamente dei tecnici di valore europeo e, male che vada, vi faranno fare una query per contare quanti esodati ci sono nel nostro paese. E voi la sbaglierete, altrimenti che tecnici siete?

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