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Diverso e speciale

Oggi Andrea è dovuto andare ad un funerale ed ha avuto un momento di crisi. Purtroppo non c'ero, non ho potuto abbracciarlo per fargli passare quello che credo siano delle crisi di panico. Fortunatamente è durato poco, perché Andrea ha una sua dignità e non ama farsi vedere quando fa i "versi sciocchi".
Quanto ho odiato questa definizione: versi sciocchi. Che c'è di sciocco nell'esser malati? E' forse sciocco chi ha il diabete o l'ipertensione? Non ricordo chi l'abbia coniata per la prima volta, se i miei genitori o qualcuno delle migliaia di terapeuti della psiche che hanno vanamente tentato di capire il male oscuro di mio fratello.
Immagino che qualcuno dei presenti possa aver provato dell'imbarazzo, se non persino paura. Non è un bello spettacolo vedere un uomo di 42 anni mettersi a saltare e a dimenare le braccia in maniera inconsulta. Anche io, le prime volte che ho assistito a questi episodi, ho avuto paura. Ero giovane, in piena crisi adolescenziale, e per anni ho rimosso questa paura semplicemente dimenticandomi di avere un fratello malato in casa, scappando via. Fisicamente e moralmente.
Ma Andrea mi ha aspettato, pazientemente, come solo le persone con handicap sanno fare. E quando son tornato da lui mi ha perdonato, pur senza dimenticare. Perché Andrea ha sofferto molto questa mia latitanza, ne sono sicuro.
In questi ultimi anni ho cercato di recuperare il tempo perduto. So che la cosa migliore da fare è trattare Andrea in maniera adulta ma, cosa ci volete fare, non riesco a trattenere la voglia di abbracciarlo e coccolarlo. Perché penso che l'amore sia più forte delle malattie ed è l'unico protocollo di comunicazione in grado di penetrare qualunque barriera, fisica e mentale. E poi voglio fargli capire che il suo affetto è un valore importante, un fattore di crescita comune.
Voglio che si renda conto come la sua diversa sensibilità e il suo diverso altruismo siano qualità oggettive ed oggettivamente riconosciute da tutti, affinché prenda consapevolezza delle sue capacità ed, in definitiva, del suo io.
E' una battaglia durissima che spesso ci vede soccombenti. E per questo chiedo l'aiuto di tutti voi che lo conoscete. Iniziate a guardarlo come una persona speciale, non per la sua diversità, ma per la sua diversa abilità di amare. Basta un sorriso, un "ciao", perché Andrea ha la capacità di avvertire gli stati d'animo con uno sguardo. So che avete tutti una vita complicata e tanti problemi, ma un piccolo gesto nei confronti di Andrea, o di una qualunque persona con handicap, saprà rendervi la giornata migliore.
So per certo che sia così, perché gli unici momenti in cui sorrido sono quelli in cui incontro il sorriso di Andrea. E tutto il resto non ha più alcuna importanza.

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