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Visualizzazione dei post da Luglio, 2013

Diversa mente

Come se fosse facile vivere. Incastrare i pezzi del puzzle. Chiudere gli occhi per non vedere le paure e lasciare sotto il letto i ricordi ed i rimpianti, a far compagnia alla polvere. Essere un altro, altrove, In un mare ignoto, verso rotte mai solcate. Verso terre fatte di pace e speranza. Respirare un ossigeno più puro e sorridere infinitamente. Senza lasciare traccia, meteora invisibile, solitudine impalpabile. E dimenticare, perdere memoria dei giorni e delle stagioni. Non avere più tempo, sospeso tra ieri e domani, parallelo e relativo. Essere pioggia e vento, tuono e fulmine, notte priva di stelle, tra nubi dense ed oscure. Incombenti.

Quando ero un re

Ma cosa vi credete. Io ho avuto un'infanzia meravigliosa. Perché sono stato amato come pochi altri esseri umani al mondo. Ero trattato come un re, anzi meglio di un re. Ero pieno di giocattoli, mi vestivano come un piccolo lord inglese e le attenzioni erano tutte per me. Per questo ero estremamente viziato e capriccioso, e molti di questi atteggiamenti da "erede al trono" li porto ancora con me, purtroppo. Erano gli ultimi anni dei favolosi anni 60: fuori si iniziava a contestare il sistema, in America veniva ucciso Bob Kennedy ed imperversava la guerra del Vietnam. Ma io vivevo immerso nel mio paradiso dorato, niente poteva scalfirmi. Ricordo le mie automobiline della Poly-Toys: una Citroen Ami 8 color carta da zucchero, la Innocenti Primula color oro metallizzato. E tanti giocattoli, tanti fumetti di "Topolino" e del "Corriere dei Piccoli". E poi tutte le domeniche si andava a pranzo da "Checco il Carrettiere", in via Benedetta, vicino a …

La guerra di Andrea

All'inseguimento di due occhi. Sfuggenti, risucchiati dal'ansia, dalle paure, dal malessere esistenziale. Cerco di stabilire un contatto ma è fugace: le immagini mostruose che sconvolgono la sua mente sono più forti del mio amore e mi scacciano, insolenti ed odiose. Ci provo in tutte le maniere, con le parole, con la musica, con gli abbracci e le carezze. Tentando di non farlo sentire in colpa per una condizione di cui non è affatto colpevole. Ma inutilmente. Ogni tanto appare un mezzo sorriso, frutto della guerra interna tra i due emisferi cerebrali, tra l'io sano e l'io malato. Purtroppo vince il secondo ed io mi sento inutile, stupido, impotente. Sto male. Sto male per lui, sto male per me, sto male per il fatto che non riesco a rassegnarmi al suo stato. E domani, in ufficio, dei giovanotti che potrebbero essere miei figli tenteranno di insegnarmi cose inutili e che inutilmente tenterò di imparare. Ma io avrò appresso sempre quegli occhi smarriti e non potrò fare a…

Post cinico

E chi se ne frega se non mi legge nessuno, se nessuno mi segue sui social network. Io scrivo per me, non per gli altri. Scrivo perché non mi drogo, non vado a puttane né ho il vizio del gioco. Scrivo per uscire dalla monotonia di questa vita piatta, per evadere dalla galera che mi sono costruito addosso. Che cos'è che non va? Lo capirete quando una mattina vi sveglierete con 50 anni sulle spalle senza più alcun traguardo da raggiungere, con il cassetto pieno di ricordi ingialliti e la certezza di avere sprecato tutto il talento che madre natura vi aveva dato. Ma poi quale talento. Ciascuno di noi crede di essere più intelligente degli altri, più anticonformista ed interessante. In realtà siamo delle pecore che camminano ben inserite nel gregge. Pecore che cercano l'omologazione nel vestire, nel pensare e nell'agire. Siamo originalissimi tutte le volte che andiamo in vacanza perché ci vanno i vicini di casa. Tutte le volte che andiamo a mangiare il tiramisù da Pompi perché…