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Per il suo sorriso

In questi giorni schifosi, almeno dal punto di vista professionale, una cosa mi rende estremamente felice. Andrea sta bene. Non intendo fisicamente: mio fratello è un toro che nemmeno la broncopolmonite è riuscito a minare. In questi giorni Andrea sta bene psichicamente. E' sempre sorridente, interagisce con gli altri, persino con argomentazioni che hanno un minimo di complessità. Mi racconta quello che ha visto in TV, un abbozzo della trama di "Beautiful". Sghignazza davanti alle gaffes di "Paperissima" e segue assiduamente RadioCapitalTV, che passa in rotazione continua la musica degli anni 80, di quando era bambino, anche anagraficamente.Perché Andrea ama la musica sopra ogni cosa. Suona la chitarra ad orecchio senza mai sbagliare un accordo. Però non sa allacciarsi le scarpe e se gli chiedete quanto fa due più due vi guarda come se gli aveste parlato in arabo.
Ma va bene così: lui mi sorride, mi abbraccia, mi parla. Ed io sono felice. Immensamente felice. Questa felicità me la porto appresso come un viandante col suo bagaglio. E la tiro fuori in questi giorni bui e maledetti. Giorni di lavoro matto ed insensato. Di umiliazioni. Di sentirsi trattato poco meno di un numero e dover andare, col cappello in mano, ad elemosinare informazioni come l'ultimo dei garzoni di bottega, dopo 25 anni di lavoro.
Ecco, sopporto tutto questo grazie a mio fratello, ed ora capite perché sono io ad aver bisogno di lui e non il viceversa. E domani, quando sarò costretto a stare in una stanza dove non vorrei essere, a fare cose che non so fare e a parlare con chi non so nemmeno chi sia, penserò a lui che mi sorride e che mi racconta delle nuvole che arrivano da ovest e che porteranno la pioggia. E dei rintocchi delle campane del paese che scandiscono le sue giornate.
Stringerò i denti, fratello mio, per poter arrivare, anche stremato, ad una pensione dignitosa, che possa assicurarti un futuro sereno, per quanto possibile. E anche se dovrò strisciare e soffrire adesso so che ne vale la pena. Ora so perché sono stato messo al mondo.

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