Questo blog è dedicato alla professoressa di letteratura italiana e latina, Loredana Rossi Molinaro, donna di grandissima cultura ed infinita umanità.

27/05/13

I tiranni e gli indifferenti

Faccio alcune doverose premesse. Le consultazioni elettorali amministrative hanno una diversa valenza rispetto a quelle politiche. Quando si tratta di eleggere un sindaco di un comune, o un presidente di una provincia o di una regione si innescano dei meccanismi familistici e clientelari che hanno meno peso nelle elezioni parlamentari. Spesso viene votato il candidato amico dell'amico, il "mezzo parente", il compagno d'infanzia: l'ideologia si annacqua e le appartenenze ai partiti si allentano.
Quindi paragonare i risultati delle votazioni politiche con quelle amministrative è un'operazione sbagliata dal punto di vista sociologico, politico e statistico.
Detto questo, va oggettivamente ammesso che i risultati del M5S sono stati al di sotto delle aspettative di noi simpatizzanti e degli attivisti. In nessun ballottaggio troviamo i candidati "grillini", superati ovunque da quelli di centro destra e centro sinistra. Ma non c'è stato uno spostamento di voti dal movimento agli altri partiti. I voti che potenzialmente potevano ingrossare le fila del movimento a 5 stelle sono spariti nell'oblio dell'astensionismo.
I dati sono allarmanti: praticamente è andata a votare soltanto la metà degli aventi diritto, con punte da record a Roma, ove la vicinanza del parlamento deve aver intensificato questa fuga di massa.
La possibilità di non andare a votare è un diritto previsto dalla nostra legislazione. Tuttavia mi chiedo come si possa sperare di cambiare il mondo, o se non altro la politica, se non si va nella cabina elettorale ad esprimere la propria preferenza. Capisco come sia difficile ormai identificarsi con i partiti attuali e, soprattutto, con i dirigenti politici di questo paese. Ma se smettiamo di andare a votare non solo non facciamo alcun dispetto a costoro, anzi ne rafforziamo l'indipendenza e l'arroganza. Se lasciamo che i partiti continuino a votarsi da soli faremo della democrazia un inutile e squallido teatrino. In fondo, come diceva Giorgio Gaber, la democrazia è partecipazione. Se non c'è l'una non può esistere l'altra.
Lamentarsi su Twitter e Facebook potrà mettere a posto le vostre coscienze ma non vi aiuterà certamente a trovare lavoro o a dare un futuro migliore ai vostri figli: mettetevi in gioco, entrate nelle segreterie locali dei partiti e battete i pugni sul tavolo. Oppure fatene di nuovi, possibilmente migliori di quelli che oggi sono in parlamento.
E ricordate che non sono i violenti a far nascere le dittature. Sono sempre gli indifferenti a spalancare le porte alle tirannie.

21/05/13

Abbiamo un Blog

Ho volutamente aspettato alcune ore prima di commentare le note vicende che hanno visto come protagonisti Milena Gabanelli ed il M5S. Per fare sbollire la rabbia e per evitare di scrivere cose che non penso sulla giornalista di "Report".
Sciolgo subito i dubbi: Milena Gabanelli ha fatto bene a chiedere la destinazione dei proventi derivanti dalla pubblicità inserita nel blog di Beppe Grillo. Ha fatto solamente il suo mestiere di giornalista, ossia quello di chiedere, di porre domande. E questa è un'attività di cui non siamo assolutamente abituati in Italia, paese in cui le interviste vengono concordate con gli intervistati, che si scelgono gli argomenti, con la complicità di giornalisti scodinzolanti e a libro paga.
E male hanno fatto i simpatizzanti del M5S ad insultare la Gabanelli. Se dopo tutti questi anni l'unica cosa che si riesce a dire del movimento dei "grillini" è che hanno un blog con inserzioni pubblicitarie, quando Renzi va alle riunioni segrete con i portatori di soldi nei paradisi fiscali, è evidentemente un buon segnale.
Bastava fare quello che ha fatto il duo Grillo-Casaleggio il giorno dopo la trasmissione: dichiarare che la pubblicità sul sito è interamente reinvestita sul sito stesso che, forse non tutti sanno, ha bisogno di costi per essere mantenuto in vita. E che tale liquidità è indipendente da quella a disposizione del Movimento 5 Stelle, che si auto finanzia totalmente.
Io avrei fatto anche di più: avrei reso pubblico il gettito pubblicitario del blog ed i libri contabili della Casaleggio S.p.A. a suffragare quanto affermato.
Sono invece altre le cose che mi hanno fatto riflettere. Il programma "Report" viene trasmesso su RAI3 la domenica sera in concomitanza con i posticipi delle partite di serie A, allo scopo di dargli la minore visibilità possibile. Ed in generale c'è l'ordine tassativo, il lunedì mattina e in tutte le redazioni giornalistiche del salotto più o meno buono (CorSera, Repubblica, Libero, La Stampa, etc.), di tacere sulle inchieste proposte dalla Gabanelli e dal suo staff. "Report" è una trasmissione che da fastidio a molti, a destra come a sinistra: bisogna minimizzare, attutire.
Stranamente i 20 minuti dedicati da "Report" al Movimento 5 Stelle hanno avuto invece un impatto mediatico clamoroso. Mai la trasmissione della Gabanelli ha avuto gli onori delle prime pagine dei giornali e dei telegiornali come in questa settimana. Hanno provato a far credere che lo scandalo di tutti gli scandali in Italia è un Blog e le sue inserzioni pubblicitarie. Avrei voluto leggere e sentire, con la stessa veemenza, i commenti sulle puntate dedicate alla MPS, o ai capitani coraggiosi che hanno distrutto l'Alitalia, o alle scalate della Unipol ("Abbiamo una banca" di fassiniana memoria). Per non parlare delle puntate in cui la Gabanelli si è soffermata sui paradisi fiscali, sui condoni edilizi tanto cari al PDL, sulle infiltrazioni mafiose nel nord Italia.
In quei giorni ci hanno rincoglionito con lo spread e la Merkel, con la spending review e l'IMU, con la riforma della giustizia e le finte primarie. Armi di distrazione di massa e di distruzione del paese.
Tutto questo non accade a caso, ricordo che siamo a pochi giorni dall'elezione del sindaco di Roma e mai come in questa tornata i candidati del centro-destra e del centro-sinistra sono stati debolissimi, seppure con motivazioni diverse. C'è il rischio concreto che Roma cada nelle mani del M5S e questo, per la casta dei ladroni che ci ha governato in questi ultimi 20 anni, è evidentemente intollerabile e pericoloso. Qualcuno potrebbe finire in galera e trascinarsi dietro tutto il partito, visto la risonanza politica e mediatica che hanno le elezioni amministrative della capitale.
Voglio sperare che gli unici 20 minuti dedicati dalla Gabanelli al M5S siano solo per pura coincidenza limitrofi alla elezione del sindaco di Roma. Mi dispiacerebbe molto venire a sapere che anche una ottima giornalista non abbia la libertà di scegliere i propri palinsesti ma gli vengano suggeriti, diciamo così, dall'azionista di riferimento, come il peggiore dei discepoli di Bruno Vespa.
Sarebbe un duro colpo per il giornalismo italiano già così tremendamente minato nella sua credibilità e dignità.

20/05/13

Siate liberi

Sì, sono incazzato. E ce l'ho con voi. In questi momenti di crisi assoluta, politica, etica ed economica, in questi momenti dove tutte le antiche certezze vanno sgretolandosi assieme ad un mondo ormai finito voi continuate a votare PD o PDL o SEL?
Ma come fate a non capire che sono dei feticci, degli ologrammi creati ad arte per farci credere di essere in una democrazia. Ed invece siamo soggiogati irreversibilmente da poteri occulti, che li manovrano, che ne decidono la nascita e la morte.
In una democrazia compiuta i politici ed i partiti sono diretta espressione della volontà popolare. Vengono scelti da chi li vota e non imposti da chi è a capo di un partito ormai per volere divino. Eppure voi, testardi ed ottusi, continuate a votarli. Oppure, peggio ancora, continuate a non votare, lasciando carta bianca alle mafie ed ai potentati.
Cosa vi lega se non il servilismo a queste associazioni ormai prive di qualunque significato e che insozzano il ricordo di chi ha dato la vita affinché fossero create? Ma pensate che Gramsci o Berlinguer sarebbero fieri di Enrico Letta, di Bertinotti ed i suoi pullover di cachemere? O di SEL che, al massimo della sua indipendenza, si sente rappresentata da Prodi e non da Rodotà come Presidente della Repubblica?
Io non pensavo che il mio paese fosse così ancestralmente conservatore. Pensavo che almeno, di fronte all'abisso che ci aspetta i prossimi mesi, le persone si svegliassero dal torpore. E invece niente. Solamente insulti al Movimento 5 Stelle, colpevole di volere abolire il finanziamento pubblico ai partiti ed ai giornali. Ossia la fonte maggiore di sostentamento della classe dirigente più inetta e parassitaria degli ultimi sessant'anni. Ed evidentemente è tanta, troppa la gente che invece di lavorare e mantenersi, si abbevera dal latte munto dalle tasse che in pochi ormai paghiamo.
Sono incazzato, ma soprattutto avvilito e deluso. Se anche davanti allo schifo che siamo costretti a sopportare tanta gente china il capo e obbedisce agli ordini, o ficca la testa dentro la sabbia vuol dire che non c'è speranza per il nostro paese.
Ma almeno voi, ragazzi che non riuscite a trovare lavoro, ribellatevi. Mobilitatevi. Non è più tempo di discutere, di dialogare con chi vi ha tolto tutto, anche il piacere di sognare. Abbiate il coraggio di non morire, di non mendicare. Cosa avete da perdere se nulla hanno da offrirvi?
E se qualcuno vi dirà che non siete democratici, o che siete populisti, sputategli in faccia. Di sicuro è qualcuno con un conto corrente pieno di zeri nella parte a destra. E quei soldi li ha rubati a voi.
Se non volete farlo per il vostro paese fatelo per voi stessi. Non vi meritate il destino che per voi hanno deciso le banche ed i loro servi. Siate liberi, voi che potete.

03/05/13

Cofferati e l'egoismo

Ieri mi è toccato assistere ad una puntata di Servizio Pubblico, sul canale La7, che mi ha illuminato molto. In particolare mi è stato molto utile l'intervento dell'ex sindacalista, nonché ex sindaco di Bologna, Sergio Cofferati.
Il "cinese", così veniva chiamato ai tempi della sua militanza alla CGIL, ha esordito affermando che chi si uccide lo fa come estremo atto di egoismo, liquidando con parole pesanti come pietre il complesso e drammatico mondo di chi decide di togliersi la vita, quasi sempre spinto da crisi depressive gravi e mal diagnosticate.
La "sparata" di Cofferati, peraltro non stigmatizzata da alcuno se non dal disoccupato che da diverse settimane viene invitato alla trasmissione, è l'esempio palese della crisi della politica nel nostro paese. La politica non da più segni di credibilità, a destra come a sinistra, non soltanto perché la maggior parte dei suoi protagonisti sono caduti, a vario titolo, tra le maglie della giustizia penale e civile. La politica muore quando chi ne fa parte mostra di non essere più in grado di capire il disagio altrui, ma si arroga il diritto di giudicarlo con atteggiamento falsamente pedagogico e sinceramente arrogante.
Desidererei ricordare a Cofferati che la stragrande maggioranza dei morti per suicidio, quasi tutti affetti da forme depressive gravissime, non lo fanno per danneggiare le persone a loro vicine. Il depresso si considera, ingiustamente e per colpa della malattia, come un peso per la società, per i propri familiari e per gli amici. E per eliminare questa sensazione di fastidio che ritiene di dare alle persone che più ama toglie il disturbo. Altro che egoismo.
Ci si uccide per i sensi di colpa, signor Cofferati, e dare degli egoisti a persone che hanno il suicidio in testa da mesi e mesi vuol dire caricarli di un ennesimo ed ingiusto fardello che la malattia non gli consente di sopportare. Signor Cofferati, ieri sera lei ha fornito a questi poveri disperati una pallottola in più, ed un motivo in più per adoperare quell'arma virtuale che è pronta dentro i cassetti della depressione.
Mi auguro che Santoro, nelle sue prossime puntate inviti chi meglio di me possa spiegare cosa sia la depressione e quali sono i meccanismi che portano spesso al più drammatico degli eventi. Altrimenti non potrebbe più fregiare la sua trasmissione del titolo di Servizio Pubblico. E soprattutto spero che chi ha udito le parole di Sergio Cofferati se le ricordi quando andrà in cabina elettorale. 
Se non sarà più eletto spero che avrà maggior tempo libero per riflettere sulla enorme e dannosa fesseria che ha profferito ieri sera. E chissà, tra le fessure strette dei suoi occhi, potrà entrare un minimo di vergogna e di rimorso.