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La sindrome di Stoccolma

Ci sono diverse cose che mi fanno male in questo periodo. La santa alleanza, sancita con la benedizione di Re Giorgio I (Napolitano) e che ha partorito Enrico Letta come Presidente del Consiglio, mi preoccupa molto. E' stato affidato il destino del nostro paese ad una intera classe politica di provata inettitudine, con una forte propensione alla disonestà, alla menzogna ed alla mistificazione.
Né potremmo sperare nell'aiuto dei cosiddetti tecnici, visto i risultati conseguiti dalla succursale "bocconiana" presieduta dal professor Monti. In Italia le carriere universitarie sono appannaggio esclusivo dei più raccomandati, le cattedre ormai si tramandano da padre in figlio: per questo è impossibile trovare un vero addetto ai lavori in qualunque campo dello scibile umano.
Viste tali premesse è difficile immaginare che il governo Letta possa tirare fuori il nostro paese dal guano in cui è immerso fino al collo e forse anche più su. Forse riuscirà soltanto a varare una nuova legge elettorale, cervellotica e bizantina, che ci farà rimpiangere persino il "Porcellum" di Calderoli e che lascerà l'Italia nel caos politico più totale.
Eppure non è questo che più mi arrovella l'anima. Mai ho assistito ad una campagna denigratoria dalle dimensioni colossali come quella che è stata messa in atto contro il Movimento a Cinque Stelle.
Per anni abbiamo dovuto sopportare l'insopportabile in nome di un malinteso "politically correct" che in realtà è servito solamente a consolidare l'inciucio che è venuto alla luce del sole in queste ultime settimane. Abbiamo sopportato leghisti bruciare bandiere italiane, premier corrompere giornalisti inglesi per fargli dichiarare il falso davanti ai giudici italiani, politici proprietari di case a loro insaputa, tesorieri di partito intascare i soldi del finanziamento pubblico. 
Ma quando, improvvisamente ed inaspettatamente, il M5S è diventato il primo partito italiano, perché l'unico in grado di intercettare il malessere diffuso che serpeggia tra la gente reale, è scoppiata la terza guerra mondiale. Non c'è un giornale che non getti metri cubi di fango sul movimento e su Beppe Grillo. Se venisse un marziano a Roma e leggesse i giornali, o guardasse gli omologatissimi telegiornali di stato e non, avrebbe la certezza che le colpe di tutti i mali che infestano il nostro paese siano da addebitarsi al comico genovese.
Tutto questo è accaduto perché la stragrande maggioranza dei giornalisti italiani è in libro paga del partito di riferimento. Molte firme illustri della carta stampata, senza il finanziamento pubblico dei giornali e le regalie del politico di turno, dovrebbero iniziare a trovarsi un lavoro vero. Né potrebbero più godere di un tenore di vita che nemmeno gli scopritori dello scandalo Watergate poterono mai permettersi.
Ma non è nemmeno questo che mi preoccupa di più: sono le considerazioni della gente comune che mi tolgono il sonno. Sono, anzi, siamo stati sodomizzati da venti anni di governo Berlusconi eppure nei social network, in treno ed in ufficio sento tracimare la merda più nauseante. E questo perché più o meno tutti dobbiamo qualcosa a qualcuno. Tutti, inconfessabilmente abbiamo una tessera di partito nascosta che abbiamo preso per un piatto di lenticchie. Perché questa è stata la forza corruttrice del "sistema": convincerci che i nostri diritti siano elargizioni da elemosinare. 
E poi c'è la paura: ci hanno fatto credere che questa sia la migliore democrazia possibile fin dai banchi di scuola, nelle trasmissioni televisive, negli articoli dei giornali e persino nei libri. Ci hanno fatto il lavaggio del cervello facendoci credere che il PIL è l'unico indicatore del benessere umano, che le banche vanno salvate sempre e comunque, anche se lasciano milioni di poveri in mezzo alla strada.
E voi avete paura di lasciare tutto questo così come il prigioniero ha paura di abbandonare il proprio aguzzino, oppresso dalla sindrome di Stoccolma.
Ma il tempo è scaduto. Questa non è una crisi di una azienda o di un solo paese. E' la fine di un sistema socio-economico basato esclusivamente sulle rendite finanziare. Tutte le balle in cui oggi fate finta di credere, per ignoranza o per tacitare la vostra coscienza, stanno per essere spazzate via dalla storia. Per carità, continuate a parlar male di Grillo e del M5S, continuate a sventolare i vostri vessilli e le vostre tessere, simulacri di un mondo ingiusto e moribondo che inghiottirà anche voi.

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