Passa ai contenuti principali

Schuhputzen

E' da gennaio che sono senza lavoro. Intendiamoci, non sono stato licenziato. Solo che mi aggiro in ufficio nella speranza di un nuovo progetto o di un nuovo cliente. Che continua a non arrivare, almeno per me.
Sì qualche progetto interno me lo hanno proposto, ma è solo "fuffa". Io sono un professionista e l'idea di passare le giornate su un foglio Excel od un diagramma di Gantt che non guarderà mai nessuno non mi attira per niente.
Certo, all'estero ci sono diverse opportunità, ma io non posso permettermi di abbandonare Andrea, ne sinceramente lo voglio. Quindi non mi resta che aspettare tempi migliori, che francamente non riesco proprio ad immaginare. No, non è la depressione che mi fa parlare. E' pura e semplice constatazione della realtà: l'economia italiana è ferma, nessuno fa più investimenti, specialmente nel ramo informatico.
E l'incertezza politica non aiuta certamente chi come me segue clienti appartenenti al settore pubblico. Prima di prendere decisioni si debbono formare le cordate politiche vincenti. Ma, senza un vincente nessuno si assume la responsabilità di aggiudicare una gara di appalto.
Poi c'è la meravigliosa politica dei tagli voluta dal governo Monti che, se forse ci ha salvato dall'abisso della bancarotta, ci ha fatto morire di inedia. Tra patti di stabilità e spending review non circola più nemmeno un euro. Insomma il giocattolo si è rotto ed i cocci franano sopra i lavoratori. Come sempre.
Nel frattempo cerco di mantenere un parvenza di lucidità: evito il mio capo (e lui evita me), allungo le pause caffè a dismisura, prendo giorni di ferie per poi essere pronto a fatturare non appena riparte il mercato. In realtà mi sono incancrenito, non so più in che direzione far puntare la precaria zattera della mia carriera. E sto con l'ansia di possibili pesanti ristrutturazioni, di cui si vocifera da mesi e che mi troverebbero nella sgradita posizione d'essere solo un centro di costo.
Bello vero? Dopo anni di studio, di sacrifici miei e della mia famiglia, mi trovo senza alcuna certezza nel futuro lavorativo ed economico con una stanchezza mentale addosso tale da entrare in letargo per almeno cinque o sei anni. Lo so, dovrei combattere. Ma ad armi pari. Come posso competere con un programmatore rumeno, o cinese, oppure indiano che costano dieci volte in meno di me e sono bravi almeno quanto me?
Poi guardo il mio vicino, poliziotto, raccomandato di ferro. Va ad imboscarsi in caserma il sabato sera e torna a casa la domenica pomeriggio. Ovviamente gli altri giorni della settimana li passa a casa. E a fine mese prende all'incirca quanto me. Se mi guardo intorno troppi ne vedo di parassiti entrati in qualche ente pubblico o parastatale perché portatori sani di tessera di partito. E penso che in fondo Berlusconi non ha fatto niente di originale. Ha solo copiato, in grande, i vizi e le paraculate del popolo italiano.
Per questo mi sono convinto che difficilmente usciremo dalla crisi. Son troppe le caste che ammorbano il nostro paese e troppo radicate ai loro piccoli e grandi privilegi affinché qualcosa cambi davvero. 
Un giorno apriremo la televisione e sentiremo, a reti unificate, uno speaker fare un annuncio, prima in tedesco e poi in italiano. Dirà che l'Italia è fallita e che gli ultimi governanti della grossa coalizione di sinistra-centro-destra sono scappati tutti alle isole Vergini (su idea di Berlusconi). E che la Germania, per impedire il crollo dell'Euro ed il conseguente default di tutti gli altri paesi europei, ha deciso di annettersi l'Italia tranne la Valle d'Aosta, che andrà in amministrazione francese.
Nel nostro paese verranno stampate le DE-Lire alla parità di 0,000001 centesimi di Euro ed il regista Muccino inizierà una fase neorealista col suo nuovo film "Schuhputzen", storia di un povero sistemista ridotto sul lastrico e costretto a fare il lustrascarpe.

Post popolari in questo blog

Lettera a mia zia

Cara Zia Cicci, anche quest'anno ti scrivo, con un po' di ritardo ma mi scuserai: la vita frenetica, il lavoro ed i pensieri mi hanno impedito di scriverti ieri, il 31 maggio, il giorno in cui ci hai lasciato. Perché ti scrivo, pur sapendo che mai potrai leggere queste poche righe? Un po' perché mi manchi da 41 anni, ma questo già lo sai. Un po' perché scrivendoti parlo a me stesso, e questo mi fa bene. In questi ultimi giorni non ho fatto altro che cercare notizie sulla data del 31 maggio 1971: magari, leggendo qualche vecchio articolo, mi torna in mente un episodio, un ricordo che mi parla di te. Ma per quanto mi sforzi, la memoria di quei giorni è impetuosa nei dettagli e contemporaneamente sbiadita nell'insieme. Fatico anche a ricordare il tuo viso vero e mi aggrappo a vecchie foto ingiallite dal tempo, illudendomi di riconoscere un sorriso, un espressione. Forse mi manchi perché te ne sei andata troppo presto ed in qualche modo ti ho idealizzato. Ma tu mi vol…

Emma e Diana

"Parole di Pane" è una bella iniziativa di Emma Saponaro e Diana Sganappa (in rigoroso ordine alfabetico). Come esse affermano nel loro blog si tratta della pubblicazione di "Un libro per dare voce a chi voce non ha". Vengono pubblicati piccoli racconti che hanno come oggetto il cibo nelle sue varie declinazioni ed i proventi delle vendite andranno a favore della "Associazione Familiari e Sostenitori Sofferenti psichici della Tuscia (A.fe.SO.psi.T)". Invito tutti i lettori del mio blog a frequentare il sito di "Parole di Pane" per sapere come acquistare il libro. Tra l'altro troverete al suo interno un mio racconto, dal titolo "Pane e Formaggio": avrete dunque il privilegio di poter leggere il primo componimento del sottoscritto, che sicuramente darà la stura ad una brillante carriera letteraria che farà impallidire il vasto panorama culturale italiano ed europeo. Sicuramente potrete acquistare il libro sabato 24 maggio alle 19:30…

Divieto di svolta a sinistra

Non sono d'accordo con quei commentatori politici che si sono affrettati a seppellire la "sinistra" italiana. Non è sparita affatto, sono soltanto stati cacciati via dal parlamento i "sinistri", ovvero la classe dirigente che ha combinato una serie inenarrabile di disastri. Come commentare il voto in favore dell'indulto? Anche il più sprovveduto dei politicanti si sarebbe accorto che quella legge serviva soprattutto a salvare le terga di Previti e dei furbetti del quartierino: gli strateghi della sinistra radicale hanno abboccato con tutte le scarpe, fingendo di credere che l'indulto avrebbe resole carceri meno affollate. Hanno perso il rapporto con la gente e con i lavoratori. Nel tentativo di capire come funziona la stanza dei bottoni (senza ovviamente riuscirci) si sono dimenticati di andare nelle fabbriche, nelle periferie disagiate, tra gli inquilini sfrattati dagli immobiliaristi. E al posto loro si sono insediati la Lega al nord e la Destra nel …