Questo blog è dedicato alla professoressa di letteratura italiana e latina, Loredana Rossi Molinaro, donna di grandissima cultura ed infinita umanità.

24/03/13

Schuhputzen

E' da gennaio che sono senza lavoro. Intendiamoci, non sono stato licenziato. Solo che mi aggiro in ufficio nella speranza di un nuovo progetto o di un nuovo cliente. Che continua a non arrivare, almeno per me.
Sì qualche progetto interno me lo hanno proposto, ma è solo "fuffa". Io sono un professionista e l'idea di passare le giornate su un foglio Excel od un diagramma di Gantt che non guarderà mai nessuno non mi attira per niente.
Certo, all'estero ci sono diverse opportunità, ma io non posso permettermi di abbandonare Andrea, ne sinceramente lo voglio. Quindi non mi resta che aspettare tempi migliori, che francamente non riesco proprio ad immaginare. No, non è la depressione che mi fa parlare. E' pura e semplice constatazione della realtà: l'economia italiana è ferma, nessuno fa più investimenti, specialmente nel ramo informatico.
E l'incertezza politica non aiuta certamente chi come me segue clienti appartenenti al settore pubblico. Prima di prendere decisioni si debbono formare le cordate politiche vincenti. Ma, senza un vincente nessuno si assume la responsabilità di aggiudicare una gara di appalto.
Poi c'è la meravigliosa politica dei tagli voluta dal governo Monti che, se forse ci ha salvato dall'abisso della bancarotta, ci ha fatto morire di inedia. Tra patti di stabilità e spending review non circola più nemmeno un euro. Insomma il giocattolo si è rotto ed i cocci franano sopra i lavoratori. Come sempre.
Nel frattempo cerco di mantenere un parvenza di lucidità: evito il mio capo (e lui evita me), allungo le pause caffè a dismisura, prendo giorni di ferie per poi essere pronto a fatturare non appena riparte il mercato. In realtà mi sono incancrenito, non so più in che direzione far puntare la precaria zattera della mia carriera. E sto con l'ansia di possibili pesanti ristrutturazioni, di cui si vocifera da mesi e che mi troverebbero nella sgradita posizione d'essere solo un centro di costo.
Bello vero? Dopo anni di studio, di sacrifici miei e della mia famiglia, mi trovo senza alcuna certezza nel futuro lavorativo ed economico con una stanchezza mentale addosso tale da entrare in letargo per almeno cinque o sei anni. Lo so, dovrei combattere. Ma ad armi pari. Come posso competere con un programmatore rumeno, o cinese, oppure indiano che costano dieci volte in meno di me e sono bravi almeno quanto me?
Poi guardo il mio vicino, poliziotto, raccomandato di ferro. Va ad imboscarsi in caserma il sabato sera e torna a casa la domenica pomeriggio. Ovviamente gli altri giorni della settimana li passa a casa. E a fine mese prende all'incirca quanto me. Se mi guardo intorno troppi ne vedo di parassiti entrati in qualche ente pubblico o parastatale perché portatori sani di tessera di partito. E penso che in fondo Berlusconi non ha fatto niente di originale. Ha solo copiato, in grande, i vizi e le paraculate del popolo italiano.
Per questo mi sono convinto che difficilmente usciremo dalla crisi. Son troppe le caste che ammorbano il nostro paese e troppo radicate ai loro piccoli e grandi privilegi affinché qualcosa cambi davvero. 
Un giorno apriremo la televisione e sentiremo, a reti unificate, uno speaker fare un annuncio, prima in tedesco e poi in italiano. Dirà che l'Italia è fallita e che gli ultimi governanti della grossa coalizione di sinistra-centro-destra sono scappati tutti alle isole Vergini (su idea di Berlusconi). E che la Germania, per impedire il crollo dell'Euro ed il conseguente default di tutti gli altri paesi europei, ha deciso di annettersi l'Italia tranne la Valle d'Aosta, che andrà in amministrazione francese.
Nel nostro paese verranno stampate le DE-Lire alla parità di 0,000001 centesimi di Euro ed il regista Muccino inizierà una fase neorealista col suo nuovo film "Schuhputzen", storia di un povero sistemista ridotto sul lastrico e costretto a fare il lustrascarpe.