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La corsa ad ostacoli

Adesso vi faccio una domanda, una di quelle impegnative che vi faranno lambiccare il cervello durante le vostre oziose mattinate marine. E' meglio vivere nella finzione, dando la colpa delle proprie ambasce alla sfiga, oppure prendere atto della realtà e capire il percorso di vita che si è realizzato?
Già vi sento, è da preferire la seconda opzione, aver consapevolezza di se e via discorrendo. E maledetti voi se non avete ragione. Ma questo lo si dice stando sdraiati al mare, tra un bagno e l'altro.
In questi giorni i 22 lettori del mio blog avranno intuito che un po' di nebbia si è dissipata in quel mare magno e procelloso che è la mia vita interiore. Nel videogame del mio io ho trovato il passaggio per transitare al secondo livello di difficoltà. Passata l'euforia dei primi giorni, in cui l'autostima ha avuto le sue belle soddisfazioni, adesso sto realizzando che è diventato tutto tremendamente più complicato. Perché ho avuto la conferma che la quasi totalità delle scelte che ho fatto nella vita non è stata opera mia, ma di un demone. Praticamente del coglione che alberga in me. Evviva, ora ne sono consapevole! Gran bella soddisfazione.
Peccato che porvi rimedio è praticamente impossibile, soprattutto se non sei un eremita che vive in un anfratto sperduto, ma un uomo col minimo sindacale di responsabilità nei confronti dei propri cari.
Per dirla tutta, adesso mi trovo in una pericolosa fase di rigetto in cui tutto è sbagliato (o al massimo da rifare, come diceva Gino Bartali), quella fase in cui oltre all'acqua sporca si butta via anche il bambino. E non fate finta di non capire perché il mondo è pieno di imbecilli cinquantenni che, pensando di essere stati defraudati di chissà quali meriti, mandano all'aria i loro rapporti e si gettano nelle mani di persone che, se si usasse un po' di cervello, non si vorrebbero avere nemmeno come vicini di casa. 
Io non sono stato castrato di nulla. Ho avuto tante difficoltà (e chi di voi non ne ha avute o ne avrà), ma anche tanto conforto e non ultimo anche da voi lettori del mio blog e di twitter. C'è gente che sopporta il mio egoismo e le mie ombrosità da anni eppure sono io che mi atteggio a vittima. E questo non va bene. Se questo è il mio nuovo io devo assentarmi un attimo e spaccargli faccia. Speriamo che sia solo una fase transitoria, tipo quelle fastidiose reazioni ai farmaci che dovrebbero farti bene ma ti riempiono di prurito.
Comunque l'idea di conoscere se stessi è una fregatura. Quando credi di aver trovato la via di uscita ti accorgi di essere arrivato in un nuovo labirinto, più contorto del primo. E' una lunga corsa ad ostacoli, di cui si conosce soltanto il punto di arrivo.

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