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In articulo mortis

Va bene, non la voglio fare lunga. Che ho sonno e poi sono argomenti che sono sulla bocca di tutti. Ma questa roba dell' articolo 18 proprio non mi va giù. Ma io dico, come è possibile che una persona sana di mente possa immaginare di dire in giro che licenziando tutti si creino posti di lavoro. Se lo dicevi, neanche tanto, dieci anni fa ti rinchiudevano in un manicomio pre-basagliano e ti davano tante di quelle pasticche che a stento saresti riuscito a trattenere la bava dalla bocca.
Poi è venuto un tizio, una testa di cazzo alta sì e no un metro e venti. Ha iniziato a dire che si era fatto da solo, che i giudici sono tutti comunisti e il popolo italiano, da sempre fesso e privo di orgoglio, ha deciso di farlo diventare Primo Ministro. E tra una scopata e l'altra questa sottospecie di nano malefico ha iniziato a distruggere quello che nemmeno quarant'anni di Democrazia Cristiana erano riusciti a fare. E ha distrutto anche il libero arbitrio della gente. Con la complicità e la connivenza di una opposizione che, quando proprio si è incazzata, non ha saputo partorire che una misera bicamerale.
Berlusconi ci ha plagiati e lobotomizzati. Ha creato il pensiero unico, il dogma assoluto. Incontestabile. Se Berlusconi dice che è l'articolo 18 a bloccare lo sviluppo del nostro paese, questa affermazione diventa un comandamento. Cui si adeguano tutti: docenti universitari di estrazione bocconiana; riformisti snob stanchi del solito maglione di cachemere; piduisti riciclati; concussi, corrotti e collusi; imprenditori con babbo famoso; sociologi, psicologi, cuochi, nani e ballerine.
E se osi solamente pensare che - molto probabilmente - questa è una delle più solenni cazzate della storia dell'intera umanità, sei un vetero comunista, o alternativamente, uno che fa il gioco delle destre.
Ora, e lo faccio in modo solenne, mi rivolgo ai tre lettori del mio blog. Se avete dei figli che stanno finendo gli studi, o se avete cinquant'anni e siete impiegati in una azienda metalmeccanica piuttosto che vedere passare la riforma dell'articolo 18 tornate sulle montagne, magari pure col mitra ed il moschetto.
E non voglio nemmeno tirare in ballo il solito argomento che c'è gente che è morta per dare ai lavoratori un minimo di dignità. Fatelo per voi stessi perché qui siamo ad un punto di non ritorno: ci hanno tolto i partiti con la legge maggioritaria; ci hanno tolto la possibilità di scegliere i nostri rappresentanti con la legge "Porcellum". Se ora ci tolgono anche il lavoro cosa ci resta?
E non dite l'"Isola dei famosi" perché vi sputo in un occhio.

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