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Elementare, Monti!

Diciamocela tutta: la manovra del professor Monti è un'enorme rastrellamento di liquidità. Occorre presentarsi all'Europa con 20 milioni di Euro cash e quindi il "mite" bocconiano, per non sbagliarsi, li va ad arraffare nelle prime tasche disponibili: quelle dei lavoratori dipendenti, dei pensionati e dei possessori di prime (e quasi sempre uniche) case.
Sono perfettamente consapevole della drammaticità della situazione finanziaria dello stato italiano. Un default (o fallimento come si direbbe tra la gente comune) significherebbe l'impossibilità di pagare gli stipendi ai dipendenti pubblici, poliziotti, carabinieri, vigili del fuoco ed operatori medico-sanitari presso le ASL. Praticamente lo stato, che già è parecchio latitante, non esisterebbe più, non sarebbe più in grado di far fronte alle spese per il sostenimento dello stato sociale, a difesa dei più poveri, dei malati e degli anziani.
Quindi non contesto a Mario Monti la scelta di reperire soldi in maniera così brutale e per giunta dai soliti tartassati. Io mi indigno quando vedo che in questa manovra esistono solo norme di questo tipo, che non sono affatto considerate transitorie e che, accanto ad esse, non ci siano provvedimenti che stimolino la ripresa economica del nostro paese.
Perché una siffatta manovra è di breve, brevissimo respiro. Una volta raggranellato il maltolto ci troveremo con uno stato che continua a spendere di più di quel che guadagna e con un impoverimento generalizzato foriero di tensioni sociali. L'aumento delle accise sui carburanti agirà da detonatore sulla bomba del rialzo generalizzato dei prezzi; e contemporaneamente il mancato aggancio all'inflazione della parte eccedente i 900 Euro delle pensioni contribuirà a far perdere di valore reale la busta paga dei nostri genitori. I quali dovranno mantenere ancora più a lungo i loro disoccupatissimi figli, visto che l'innalzamento dell'età pensionabile non favorirà certo il turn-over all'interno delle aziende pubbliche e private.
Dispiace constatare che professori di così alta fama, professionisti stimati in Italia ed in Europa non abbiano trovato la forza morale, più che professionale, di imporre provvedimenti propositivi accanto alla tagliola generalizzata. Le lacrime del ministro Fornero possono essere al massimo una esplicita ammissione di colpevolezza, non certamente un lasciapassare etico.
Se io fossi Monti, affianco ai provvedimenti di prelievo forzoso avrei scritto, a carattere cubitale, che tali provvedimenti avrebbero avuto una durata limitata, uno o due anni al massimo; e accanto a questi avrei specificato provvedimenti di più ampio respiro che avrebbero dato alla manovra un sentore di equità sociale vera, come la lotta all'evasione fiscale, alla malavita organizzata ed agli sprechi della classe politica ed imprenditoriale. Così la gente avrebbe avuto l'impressione di non assistere all'ennesima rapina, ma di essere inserita in un progetto che, partendo da sacrifici odiosi, avrebbe portato il nostro paese ad una svolta definitiva verso l'efficienza e la modernità.
Ma io non sono un professore, né ho studiato alla Bocconi. Per mia grande fortuna. 

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