Questo blog è dedicato alla professoressa di letteratura italiana e latina, Loredana Rossi Molinaro, donna di grandissima cultura ed infinita umanità.

26/12/11

Come voi

Eppure vorrei essere come voi. Che non parlate di politica se non per dire: "il più pulito ha la rogna". Che guardate "X Factor" ed "Il grande fratello". Che non perdete una puntata de "I soliti idioti". Che non vi ponete domande e le incazzature vi passano dopo cinque minuti. Che mangiate pane e calcio. Che leggete i libri di Fabio Volo e vi sembrano anche belli. Che spendete 800 euro di tablet per giocarci a tetris. Che vi comprate auto alla moda e regolarmente parcheggiate in seconda fila. Che al mare ci andate a mezzogiorno dopo due ore di traffico. Che il sabato sera non è sabato sera se non si va alle "Fraschette" di Frascati o a mangiare il tiramisù di Pompi. Che parlate del nulla nel vostro telefonino ma lo fate ad alta voce. Che siete convinti di avere sempre ragione. Che il problema sono gli extracomunitari che ci portano via il lavoro. Che ascoltate i Coldplay come se fossero i Beatles. Che avete votato Berlusconi perché convinti che si è fatto da se. Che ora non lo votate più perché lo dice Montezemolo. Che le vostre donne sono soltanto trofei espositivi. Che dovunque andiate e qualunque cosa facciate poi mettete la foto su Facebook. Che andate in vacanza solo per fare morire di invidia i vicini ed i parenti. Che siete convinti che Monti salverà l'Italia e che il PD sia un partito di centrosinistra. Che considerate Christian De Sica e Massimo Boldi due attori. Che vi siete comprati una chitarra acustica 12 corde della Eko ma non la sapete suonare. Che fate i leccaculo per qualche potente nella speranza che un domani vi possa sistemare. Che avete un lavoro soltanto grazie alle raccomandazioni di papà e credete di saper lavorare. Che vi scambiate regali di natale ma vi accoltellereste alla schiena. Che considerate i "contractor" della guerra come degli eroi. Che pensate di esser vivi ma state solo consumando ossigeno.
Eppure vorrei essere come voi. Perché vi guardo negli occhi e sembrate felici. Perché il vostro universo è un monolocale ove vigono le ferree e rassicuranti leggi della geometria euclidea. Perché la felicità è un sentimento banale e le complicazioni rendono la vita difficile. Perché avete imparato l'arte di scansare i problemi. Perché non ve ne frega niente degli altri.
Eppure vorrei essere come voi. O forse sono come voi. Ma non abbastanza.

24/12/11

Ieri, oggi e domani

Arrivare alla fine dell'anno invoglia alla tentazione dei bilanci. Se poi ci si arriva con l'età tonda dei 50 diventa quasi un obbligo morale. Ma io odio fare i bilanci, perché - maledizione - li so fare benissimo. Sono il re dei bilanci, li viviseziono come un chirurgo con il suo bisturi. Con mano ferma, sicura e netta. Quando c'è da fare a pezzi la mia vita non temo rivali. 
Potrei arrivare a calcolare un numero indice che misuri il grado di fallimento esistenziale con una approssimazione pari al 95%. Ma a che servirebbe? Questo mio accanimento terapeutico mi ridarebbe i 20 anni? Mi aiuterebbe a smussare gli angoli acuti del mio spigolosissimo carattere? Certo che no.
E ho anche un'altra certezza: non tornerei indietro nemmeno se mi costringessero con un forcone. Perché se sono quel che sono lo devo al mio passato, al mio "yesterday", in cui tutti i "troubles" erano vicinissimi. Niente passato, dunque. Ma nemmeno il futuro: è un film che si srotola nella mente con una trama fin troppo chiara e poco rassicurante. Quindi sono costretto a vivere, mio malgrado, nel presente, facendo finta di aver dimenticato quello che sono stato ed impegnandomi a non pianificare il futuro. Una gabbia reale, un vivere giorno dopo giorno senza incubi e senza sogni. Fortunati voi che vivete al caldo di dolci ricordi o nel vento impetuoso dei progetti: il mio sogno è vivere in un oggi senza fine, nella illusione di poter fermare il tempo. Ma il tempo è una roba banale: se ne frega di me, del mio ieri e del mio domani. Va avanti come un cavallo stanco e con i paraocchi. Indolente. Incurante. Inesorabile.

09/12/11

Elementare, Monti!

Diciamocela tutta: la manovra del professor Monti è un'enorme rastrellamento di liquidità. Occorre presentarsi all'Europa con 20 milioni di Euro cash e quindi il "mite" bocconiano, per non sbagliarsi, li va ad arraffare nelle prime tasche disponibili: quelle dei lavoratori dipendenti, dei pensionati e dei possessori di prime (e quasi sempre uniche) case.
Sono perfettamente consapevole della drammaticità della situazione finanziaria dello stato italiano. Un default (o fallimento come si direbbe tra la gente comune) significherebbe l'impossibilità di pagare gli stipendi ai dipendenti pubblici, poliziotti, carabinieri, vigili del fuoco ed operatori medico-sanitari presso le ASL. Praticamente lo stato, che già è parecchio latitante, non esisterebbe più, non sarebbe più in grado di far fronte alle spese per il sostenimento dello stato sociale, a difesa dei più poveri, dei malati e degli anziani.
Quindi non contesto a Mario Monti la scelta di reperire soldi in maniera così brutale e per giunta dai soliti tartassati. Io mi indigno quando vedo che in questa manovra esistono solo norme di questo tipo, che non sono affatto considerate transitorie e che, accanto ad esse, non ci siano provvedimenti che stimolino la ripresa economica del nostro paese.
Perché una siffatta manovra è di breve, brevissimo respiro. Una volta raggranellato il maltolto ci troveremo con uno stato che continua a spendere di più di quel che guadagna e con un impoverimento generalizzato foriero di tensioni sociali. L'aumento delle accise sui carburanti agirà da detonatore sulla bomba del rialzo generalizzato dei prezzi; e contemporaneamente il mancato aggancio all'inflazione della parte eccedente i 900 Euro delle pensioni contribuirà a far perdere di valore reale la busta paga dei nostri genitori. I quali dovranno mantenere ancora più a lungo i loro disoccupatissimi figli, visto che l'innalzamento dell'età pensionabile non favorirà certo il turn-over all'interno delle aziende pubbliche e private.
Dispiace constatare che professori di così alta fama, professionisti stimati in Italia ed in Europa non abbiano trovato la forza morale, più che professionale, di imporre provvedimenti propositivi accanto alla tagliola generalizzata. Le lacrime del ministro Fornero possono essere al massimo una esplicita ammissione di colpevolezza, non certamente un lasciapassare etico.
Se io fossi Monti, affianco ai provvedimenti di prelievo forzoso avrei scritto, a carattere cubitale, che tali provvedimenti avrebbero avuto una durata limitata, uno o due anni al massimo; e accanto a questi avrei specificato provvedimenti di più ampio respiro che avrebbero dato alla manovra un sentore di equità sociale vera, come la lotta all'evasione fiscale, alla malavita organizzata ed agli sprechi della classe politica ed imprenditoriale. Così la gente avrebbe avuto l'impressione di non assistere all'ennesima rapina, ma di essere inserita in un progetto che, partendo da sacrifici odiosi, avrebbe portato il nostro paese ad una svolta definitiva verso l'efficienza e la modernità.
Ma io non sono un professore, né ho studiato alla Bocconi. Per mia grande fortuna.