Passa ai contenuti principali

Un marziano in ufficio

Non prendiamoci in giro, non ho recuperato affatto. E non fisicamente, anzi tutto sommato la forma fisica è quella che meno mi preoccupa. E' quella psicologica che mi da pensiero. Sono tornato in ufficio ma sono uno zombie: non interagisco con i colleghi nemmeno per un caffè e non riesco a lavorare.
E' come se mi avessero tolto la sceneggiatura e mi aggiro tra le varie scene del filmaccio che è la mia vita, sperduto ed incredulo.
La pagherò sicuramente: qui se non sei più che efficiente e non getti il culo oltre l'ostacolo ti sbattono fuori dai progetti. Ti lasciano in un limbo a macerare finché, disperato, non vai dal capo a mendicare qualunque lavoro, persino il più reietto ed ignobile.
Ma non posso farci niente. Guardo i colleghi che si buttano a capofitto nelle quotidiane incombenze e non ne capisco più il senso. Insomma sono un marziano con i sensi di colpa. 
Già, maledetti sensi di colpa. Quando lavoro poco mi sento in colpa perché rubo lo stipendio; quando lavoro troppo mi odio perché sto buttando via la mia vita. Quando non sto con il mio fratellone mi sento in colpa perché penso che sta sempre da solo ed avrebbe bisogno di qualcuno con cui condividere le ansie e le paure di un bambino di quarant'anni. Quando sto con lui sento che è ingiusto mettere in secondo piano gli affetti delle persone che amo.
Insomma io con i sensi di colpa ci campo e ci campo proprio male. E allora, diamine! Un altro giro di venlafaxina e buona notte a tutti. 

Post popolari in questo blog

Lettera a mia zia

Cara Zia Cicci, anche quest'anno ti scrivo, con un po' di ritardo ma mi scuserai: la vita frenetica, il lavoro ed i pensieri mi hanno impedito di scriverti ieri, il 31 maggio, il giorno in cui ci hai lasciato. Perché ti scrivo, pur sapendo che mai potrai leggere queste poche righe? Un po' perché mi manchi da 41 anni, ma questo già lo sai. Un po' perché scrivendoti parlo a me stesso, e questo mi fa bene. In questi ultimi giorni non ho fatto altro che cercare notizie sulla data del 31 maggio 1971: magari, leggendo qualche vecchio articolo, mi torna in mente un episodio, un ricordo che mi parla di te. Ma per quanto mi sforzi, la memoria di quei giorni è impetuosa nei dettagli e contemporaneamente sbiadita nell'insieme. Fatico anche a ricordare il tuo viso vero e mi aggrappo a vecchie foto ingiallite dal tempo, illudendomi di riconoscere un sorriso, un espressione. Forse mi manchi perché te ne sei andata troppo presto ed in qualche modo ti ho idealizzato. Ma tu mi vol…

Emma e Diana

"Parole di Pane" è una bella iniziativa di Emma Saponaro e Diana Sganappa (in rigoroso ordine alfabetico). Come esse affermano nel loro blog si tratta della pubblicazione di "Un libro per dare voce a chi voce non ha". Vengono pubblicati piccoli racconti che hanno come oggetto il cibo nelle sue varie declinazioni ed i proventi delle vendite andranno a favore della "Associazione Familiari e Sostenitori Sofferenti psichici della Tuscia (A.fe.SO.psi.T)". Invito tutti i lettori del mio blog a frequentare il sito di "Parole di Pane" per sapere come acquistare il libro. Tra l'altro troverete al suo interno un mio racconto, dal titolo "Pane e Formaggio": avrete dunque il privilegio di poter leggere il primo componimento del sottoscritto, che sicuramente darà la stura ad una brillante carriera letteraria che farà impallidire il vasto panorama culturale italiano ed europeo. Sicuramente potrete acquistare il libro sabato 24 maggio alle 19:30…

Divieto di svolta a sinistra

Non sono d'accordo con quei commentatori politici che si sono affrettati a seppellire la "sinistra" italiana. Non è sparita affatto, sono soltanto stati cacciati via dal parlamento i "sinistri", ovvero la classe dirigente che ha combinato una serie inenarrabile di disastri. Come commentare il voto in favore dell'indulto? Anche il più sprovveduto dei politicanti si sarebbe accorto che quella legge serviva soprattutto a salvare le terga di Previti e dei furbetti del quartierino: gli strateghi della sinistra radicale hanno abboccato con tutte le scarpe, fingendo di credere che l'indulto avrebbe resole carceri meno affollate. Hanno perso il rapporto con la gente e con i lavoratori. Nel tentativo di capire come funziona la stanza dei bottoni (senza ovviamente riuscirci) si sono dimenticati di andare nelle fabbriche, nelle periferie disagiate, tra gli inquilini sfrattati dagli immobiliaristi. E al posto loro si sono insediati la Lega al nord e la Destra nel …