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Il limbo

Adesso sono calmo. Calmissimo. Le cure fanno il loro effetto, eliminano le ansie, le nevrosi e le fobie. Ma eliminano anche una parte piuttosto consistente di me. I 23 lettori del mio blog avranno intuito che qualche mese fa ho scritto delle cose abbastanza personali. Non so se erano belle o brutte, ma erano parte di me, mi rappresentavano. Avevo voglia di scrivere e lo facevo con dignità ed orgoglio. Adesso è tutto così lontano, offuscato, sbiadito. E' come se qualcuno avesse spruzzato un intero estintore dentro quel coacervo di emozioni che era la mia anima. E se prima mi odiavo per il modo assurdo di affrontare la realtà, oggi mi odio per la mia indifferenza indotta. Ho dovuto fare una scelta terribile: vivere da morto o morire da vivo. Ecco sì, sono un morto vivente: senza emozioni, senza più odio e nemmeno amore. Aspetto che accadano gli eventi, anestetizzato e vaccinato. Evidentemente gli scatti d'ira, il nervosismo immotivato fanno parte della mia essenza e privarmene è stato come privarmi della mia tanta o poca intelligenza. E ora scusatemi ma torno nel mio limbo ovattato. E odiatemi pure. Tanto non riuscirò ad accorgermene.

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