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Anna dei miracoli

Anna se ne andata. Ci ha lasciati dopo tre anni di lotta contro il cancro, la sua "bestiaccia", come diceva lei. Ma ha voluto vivere questa tremenda esperienza condividendola con gli altri, nel suo meraviglioso blog. Non un diario triste e disperato, un racconto quotidiano del suo viaggio verso la fine pieno di humor e delicatezza. Il dolore e la disperazione ci sono, Anna non li nascondeva: ma più forte era il suo coraggio, la voglia di combattere, aiutata dall'amore di sua madre (Mamy) e di suo marito (Qualcuno). Sì perché Anna si è sposata nella cappella dell'ospedale di Livorno il 15 agosto scorso, quando la fine era ormai imminente. Ma è stato un matrimonio "pieno di sorrisi e di lacrime", uno schiaffo alla morte ed alla malattia.
Anna se ne è andata ed io mi vergogno come un ladro. Io che mi lamento sempre per tutto quanto, io che vedo solo i miei problemi da quell'enorme egoista che non sono altro. Io che di fronte ai cazzotti della vita non posso e soprattutto non voglio reagire, cullandomi nelle lamentele, nei sospiri e nei ricordi di un lontano passato felice, che forse è esistito solo nelle mie fantasie malate.
Io che non rido mai, che vedo solo il marcio negli altri e nel futuro, che non mi fido, che non do un passaggio in macchina, che non voglio rotture di coglioni. Io, io, io: solo e sempre io.
E poi improvvisamente Anna ci lascia con un sorriso, e quel sorriso mi spoglia: il re è nudo, si guarda allo specchio e si vergogna. Non so se è possibile cambiare la propria indole a cinquant'anni, non so se ne avrò la forza o semplicemente la voglia. Vorrei soltanto che un pezzettino del cuore di Anna mi venisse trapiantato nel mio: vale di più una sua molecola che tutti i miei organi messi insieme. 
Addio Anna e sappi che se mai un giorno riuscirò a guardarmi allo specchio senza disgusto sarà soltanto merito tuo.

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