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Visualizzazione dei post da Ottobre, 2011

Il limbo

Adesso sono calmo. Calmissimo. Le cure fanno il loro effetto, eliminano le ansie, le nevrosi e le fobie. Ma eliminano anche una parte piuttosto consistente di me. I 23 lettori del mio blog avranno intuito che qualche mese fa ho scritto delle cose abbastanza personali. Non so se erano belle o brutte, ma erano parte di me, mi rappresentavano. Avevo voglia di scrivere e lo facevo con dignità ed orgoglio. Adesso è tutto così lontano, offuscato, sbiadito. E' come se qualcuno avesse spruzzato un intero estintore dentro quel coacervo di emozioni che era la mia anima. E se prima mi odiavo per il modo assurdo di affrontare la realtà, oggi mi odio per la mia indifferenza indotta. Ho dovuto fare una scelta terribile: vivere da morto o morire da vivo. Ecco sì, sono un morto vivente: senza emozioni, senza più odio e nemmeno amore. Aspetto che accadano gli eventi, anestetizzato e vaccinato. Evidentemente gli scatti d'ira, il nervosismo immotivato fanno parte della mia essenza e privarmene …

Chi semina vento raccoglie tempesta

Non voglio sentire i telegiornali, non voglio leggere nemmeno i giornali. Quelli dei salotti buoni, dei servi di Berlusconi, di De Benedetti, di Caltagirone, della Confindustria e delle banche. Già immagino i loro commenti sui fatti del 15 ottobre: vomiteranno tutto il loro odio sui giovani e sulle loro istanze, confondendole con gli atti vandalici di poche centinaia di fascisti vestiti di nero. Mentendo, sapendo di mentire. Perché questa gente serva è lontana mille anni luce dai bisogni di una generazione cui è stato tolto tutto, compreso la speranza ed il futuro. Scriveranno i loro articoli astiosi e poi saliranno sui loro SUV da 100 milioni, fregandosene di tutto e di tutti. E' del tutto evidente che i sedicenti "black bloc" (o come diavolo si chiamano questi maledetti) non hanno nulla a che fare con le decine di migliaia di giovani che hanno manifestato pacificamente. Anzi spesso gli "indignati" hanno tentato di isolare questi mascalzoni, consegnandoli all…

Ricattare il ricattatore

Il bello è che qualcuno crede ancora che i franchi tiratori - quelli che non hanno votato il decreto sul bilancio, per intenderci - siano un legittimo esempio di democrazia e pluralità all'interno della compagine governativa: sarebbe vero se la maggioranza non fosse un'accozzaglia di papponi, prostitute e mafiosi. Si tratta invece dello sport preferito dai gentiluomini e gentildonne che ho appena descritto: il ricatto. Si sa, Berlusconi è in crisi ed ha bisogno di voti come della gnocca quotidiana. C'è persino arrivato un cerebroleso come Scilipoti. Quindi qualunque insoddisfatto o trombato del PDL adesso ha l'occasione della vita: chiedere al ras di Arcore qualunque cosa in cambio di un voto di fiducia. Scajola, dopo la casa donata a sua insaputa, era un politico finito: ora potrà ambire a qualche incarico di rilievo all'interno del partito. Il summenzionato Scilipoti avrà terminato i soldi "guadagnati" nel passaggio dall' IdV ai Responsabili. Quest…

Anna dei miracoli

Anna se ne andata. Ci ha lasciati dopo tre anni di lotta contro il cancro, la sua "bestiaccia", come diceva lei. Ma ha voluto vivere questa tremenda esperienza condividendola con gli altri, nel suo meraviglioso blog. Non un diario triste e disperato, un racconto quotidiano del suo viaggio verso la fine pieno di humor e delicatezza. Il dolore e la disperazione ci sono, Anna non li nascondeva: ma più forte era il suo coraggio, la voglia di combattere, aiutata dall'amore di sua madre (Mamy) e di suo marito (Qualcuno). Sì perché Anna si è sposata nella cappella dell'ospedale di Livorno il 15 agosto scorso, quando la fine era ormai imminente. Ma è stato un matrimonio "pieno di sorrisi e di lacrime", uno schiaffo alla morte ed alla malattia. Anna se ne è andata ed io mi vergogno come un ladro. Io che mi lamento sempre per tutto quanto, io che vedo solo i miei problemi da quell'enorme egoista che non sono altro. Io che di fronte ai cazzotti della vita non pos…

Un marziano in ufficio

Non prendiamoci in giro, non ho recuperato affatto. E non fisicamente, anzi tutto sommato la forma fisica è quella che meno mi preoccupa. E' quella psicologica che mi da pensiero. Sono tornato in ufficio ma sono uno zombie: non interagisco con i colleghi nemmeno per un caffè e non riesco a lavorare. E' come se mi avessero tolto la sceneggiatura e mi aggiro tra le varie scene del filmaccio che è la mia vita, sperduto ed incredulo. La pagherò sicuramente: qui se non sei più che efficiente e non getti il culo oltre l'ostacolo ti sbattono fuori dai progetti. Ti lasciano in un limbo a macerare finché, disperato, non vai dal capo a mendicare qualunque lavoro, persino il più reietto ed ignobile. Ma non posso farci niente. Guardo i colleghi che si buttano a capofitto nelle quotidiane incombenze e non ne capisco più il senso. Insomma sono un marziano con i sensi di colpa.  Già, maledetti sensi di colpa. Quando lavoro poco mi sento in colpa perché rubo lo stipendio; quando lavoro t…