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Scherza con i santi

Quelli della CEI non sono dei venditori di noccioline. Il Cardinal Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, è praticamente il Primo Ministro del Vaticano e difficilmente parla a vanvera. In realtà è il vero deus ex machina del Vaticano, visto che il Papa conta nel potere ecclesiastico quanto il nostro Presidente della Repubblica. In genere la CEI si occupa dei rapporti tra lo Stato Italiano e la Chiesa entrando spesso a gamba tesa sulle decisioni dei governi italiani, teoricamente laici, ma assai più prudentemente attenti ad assecondare i voleri dei cardinali italiani. Qui da noi si vince col voto dei cattolici e quindi nessun governo osa mettersi di traverso alla CEI. 
In tutti questi anni di feudo berlusconiano, il Vaticano si è ben guardato dallo stigmatizzare le scelte del ras di Arcore. I cardinali si sono spesso girati dall'altra parte della riva del Tevere, turandosi il naso e le orecchie. Perché Berlusconi, come il suo degno predecessore di Predappio, è stato considerato come l'uomo della provvidenza, il politico che toglie alle scuole pubbliche per dare agli istituti scolastici religiosi.
Tutto questo è stato vero fino l'altro ieri, quando il cardinal Bagnasco ha tuonato contro i comportamenti turpi e  lascivi di chi ricopre cariche pubbliche. Ora, nonostante i miseri tentativi di depistaggio e minimizzazione della servitù berlusconiana, è parso a tutti evidente come gli strali della CEI fossero rivolti al cavalier Silvio Berlusconi. Cos'è successo quindi ai cardinali romani? Sono stati improvvisamente pervasi dalla divina provvidenza che li ha illuminati sulle qualità umane e politiche del nano di Arcore? Dopo solo quattordici anni di regno indiscusso ed ignobile?
Una spiegazione potrebbe essere che le ultime intercettazioni "baresi" abbiano travalicato l'ultimo livello della decenza e del pudore, ma, a pensarci bene, anche lo scandalo di Ruby Rubacuori era roba da far drizzare il pelo persino a Don Abbondio. Come mai allora la CEI non intervenne? E come mai ora sì.
Al solito non si tratta di morale ma sempre e solo di vil denaro. C'è di mezzo la finanziaria e questa manovra va a toccare probabilmente gli interessi economici su cui si fonda il potere della Chiesa: la patrimoniale, l'ICI ai finti luoghi di culto e magari anche una sbirciatina nei paradisi fiscali dove qualche banchiere di dio ha disinvoltamente appoggiato denaro. Scherza con le mignotte, ma lascia stare i soldi: questo sembra essere il vero monito di Bagnasco e della CEI.
Sta di fatto che Berlusconi oggi appare più isolato che mai, ostaggio della Lega Nord e di qualche pappone del sud. Il maggiordomo di corte, alias Gianni Letta, in queste ore sta correndo con la lingua di fuori tra i corridoi del Vaticano, nel tentativo assai disperato di ricucire uno strappo assai duro da rammendare. Prometterà mari e monti perché sa che dichiarare guerra al Vaticano equivale alla Stalingrado per Hitler. Vedremo cosa succederà nelle prossime ore: la sensazione è che Berlusconi si stia giocando il tutto per tutto e che abbia in mano quattro scartini.

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