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Quando morirà Berlusconi

E' del tutto evidente che Berlusconi è un losco puttaniere prestato alla politica. Non c'era nemmeno bisogno delle intercettazioni per capirlo: solo un popolo ormai assuefatto al peggio come siamo noi italiani poteva non accorgersene ed anzi dargli così tanta fiducia da eleggerlo Presidente del Consiglio.
E cosa può fare un puttaniere se non circondarsi di suoi degni pari: massoni deviati, analfabeti, mafiosi e camorristi. Ma tutti quanti con un minimo comune multiplo: essere ricattati, così da potersi assicurare appoggi e consensi.
Ma se il presente è orribile, il futuro della nostra repubblica mette ancora più paura. Supponiamo che domani Berlusconi muoia o si dimetta: il Partito delle Libertà si scioglierà dopo nemmeno un secondo, come neve al sole. Come il fascismo dopo il 25 luglio 1943. E allora chi potrà prendere in mano le sorti italiche? Fini e Casini, che fino a ieri l'altro hanno inzuppato il pane nel piatto di lenticchie che gli ha offerto Berlusconi? La Lega, il cui esponente di maggior cultura è il figlio di Bossi, detto "Il trota", animale certamente non noto per la sua intelligenza? D'Alema e Fassino, scalatori falliti di Banche (fallite anch'esse), fautori della TAV ed inizialmente favorevoli alla privatizzazione dell'acqua (salvo poi fare dietro-front di fronte alla massiccia levata di scudi popolare)? O la sinistra radicale, divisa in mille rivoli l'un contro gli altri armati? 
Qui si rischia che, morto (politicamente e non) Berlusconi, il Vaticano diventi l'unica autorità politica in grado di amministrare il paese, come avvenne allo sfaldarsi dell'Impero Romano. E come allora ci troveremmo di nuovo nel più oscuro e triste medio evo.
A dire il vero anche la Confindustria sta preparandosi il terreno per subentrare alla moribonda classe politica. Cordero di Montezemolo ha creato una fondazione che ha tutta l'aria di un movimento politico pronto ad entrare in campo. Ma come fidarsi di imprenditori che, in tempi di vacche grasse, si sono intascati tutti i profitti derivati dal lavoro della loro manodopera e, in tempi di vacche magre, hanno scaricato il rischio di impresa sullo stato sociale, passando dal liberismo selvaggio alla rivalutazione di Keynes.
Restano i movimenti spontanei, espressioni della cosiddetta società civile, come il "Popolo Viola", "Il Movimento 5 Stelle" e "Per il Bene Comune": gente perbene che si è stancata di vivere in un paese governato da lestofanti. Ma avranno la capacita di organizzarsi e, soprattutto, avranno l'esperienza e la sagacia per non diventare strumento di poteri altrui?
Storicamente, in questi momenti di estrema debolezza istituzionale, nascono e prosperano le dittature: cambiano nelle forme e nelle modalità di acquisizione del potere ma pur sempre di dittature si tratta. La tentazione di avere al comando un uomo forte, che sappia mettere a posto il paese, aumenta in maniera esponenziale tutte le volte in cui regna la confusione e la paura. Tutte le volte che le istituzioni vengono svilite, messe alla berlina e vilipese. 
Quando Berlusconi morirà (politicamente e non) dovremo smettere di festeggiare molto presto, dovremo tenere gli occhi bene aperti e l'udito allerta. Nella speranza di non dover salire di nuovo sui monti. Col fucile a tracolla.

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