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Visualizzazione dei post da Settembre, 2011

Oltre la rete

Le ultime proteste organizzate dalla "rete" hanno avuto un ottimo riscontro informatico ma hanno lasciato le piazze semi deserte. Addirittura il presidio del Popolo Viola, davanti a Montecitorio, è venuto quasi alle mani con quello dei precari, in un'evidentemente difficile coabitazione. Molti si sono affrettati nel decretare il "de profundis" della protesta su internet, mettendo a confronto queste ultime manifestazioni con quelle, a dir vero oceaniche, organizzate dalla CGIL e dal PD circa un anno fa. Cosa succede dunque? E' assuefazione da indignazione oppure i partiti e le organizzazioni sindacali si stanno prendendo la rivincita sulla cosiddetta "società civile"? Il fenomeno è assai più complesso e sfaccettato. Probabilmente si sta passando da una prima fase di indignazione pura, in cui basta il semplice tam-tam informatico per fare scendere in piazza la gente, ad una seconda fase di ancora difficile individuazione. Si inizia ad avvertire l&#…

Scherza con i santi

Quelli della CEI non sono dei venditori di noccioline. Il Cardinal Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, è praticamente il Primo Ministro del Vaticano e difficilmente parla a vanvera. In realtà è il vero deus ex machina del Vaticano, visto che il Papa conta nel potere ecclesiastico quanto il nostro Presidente della Repubblica. In genere la CEI si occupa dei rapporti tra lo Stato Italiano e la Chiesa entrando spesso a gamba tesa sulle decisioni dei governi italiani, teoricamente laici, ma assai più prudentemente attenti ad assecondare i voleri dei cardinali italiani. Qui da noi si vince col voto dei cattolici e quindi nessun governo osa mettersi di traverso alla CEI.  In tutti questi anni di feudo berlusconiano, il Vaticano si è ben guardato dallo stigmatizzare le scelte del ras di Arcore. I cardinali si sono spesso girati dall'altra parte della riva del Tevere, turandosi il naso e le orecchie. Perché Berlusconi, come il suo degno predecessore di Predappio, è …

Quando morirà Berlusconi

E' del tutto evidente che Berlusconi è un losco puttaniere prestato alla politica. Non c'era nemmeno bisogno delle intercettazioni per capirlo: solo un popolo ormai assuefatto al peggio come siamo noi italiani poteva non accorgersene ed anzi dargli così tanta fiducia da eleggerlo Presidente del Consiglio. E cosa può fare un puttaniere se non circondarsi di suoi degni pari: massoni deviati, analfabeti, mafiosi e camorristi. Ma tutti quanti con un minimo comune multiplo: essere ricattati, così da potersi assicurare appoggi e consensi. Ma se il presente è orribile, il futuro della nostra repubblica mette ancora più paura. Supponiamo che domani Berlusconi muoia o si dimetta: il Partito delle Libertà si scioglierà dopo nemmeno un secondo, come neve al sole. Come il fascismo dopo il 25 luglio 1943. E allora chi potrà prendere in mano le sorti italiche? Fini e Casini, che fino a ieri l'altro hanno inzuppato il pane nel piatto di lenticchie che gli ha offerto Berlusconi? La Lega,…

La tempesta

Quando si è ridotti male come lo sono io qualunque cosa, anche la più infinitesimale, può diventare una gioia immensa, o quantomeno un sollievo duraturo. In fondo, quando si muore di fame, anche una briciola di pane raffermo diventa il piatto più prelibato, una pietanza da assaporare a lungo, come se fosse il boccone del re.
Non lo dico per vantarmi ma la mia vita fa alquanto schifo ed è quasi tutto merito mio. Modestamente ho avuto il merito di scegliere un lavoro che proprio non fa per me, in cui devi essere sempre competitivo, menefreghista, cinico e spesso anche baro. No, non faccio il croupier; faccio il sistemista in una grande azienda informatica. Che poi a me non dispiace l'informatica, anzi credo di esserci anche portato. Non riesco a raccontare cazzate ai clienti, ai capi ed ai colleghi. E quando provo a tirare il coltello alla schiena di qualcuno, alla fine la schiena è sempre la mia. Insomma sono troppo coglione per fare il sistemista. E nemmeno posso consolarmi tropp…

Il mestiere di vivere

Sapete che vi dico? Che soffro di depressione. E non da ieri o ieri l'altro. Come mai? Vorrei saperlo anche io. Forse perché ne hanno sofferto mia zia e mio padre (all'epoca si chiamava esaurimento nervoso). Forse perché ho un meraviglioso fratello affetto da oligofrenia (ritardo mentale) di cui un giorno dovrò occuparmene a tempo pieno. Ad avercelo il tempo, visti gli orari di lavoro. Forse perché dal 2002 la azienda per cui lavoro ha cercato di indurmi al licenziamento svariate volte, offrendomi 30 denari. Perché le aziende "a la page" non licenziano, ti invitano ad andartene con una buonuscita che andrebbe bene se trovassi un nuovo lavoro dopodomani. Peccato che in Italia (e nel resto del mondo) a 40 anni sei un lavoratore obsoleto. Nel frattempo, per sopravvivere, ho iniziato ad ingurgitare antidepressivi: fanno bene, come no. Però mi hanno fatto venire il glaucoma, l'ipertensione ed il fegato gonfio come una zampogna. Dunque ho smesso di prenderne e per di …

La manovra che vorremmo

La crisi economica che sta colpendo tutti i paesi maggiormente industrializzati non nasce ieri. E' il frutto delle utopie malate del capitalismo, della concezione fallace che il mercato sia ad espansione infinita e che, appunto, solo la crescita costante del PIL possa effettivamente certificare lo stato di salute di un'economia.
Gli stati europei e nordamericani hanno rincorso questi spettri fino al parossismo. Le aziende sono state incentivate a mettere sul mercato ogni tipo di prodotti, indipendentemente dal reale fabbisogno. E quindi hanno iniziato ad indebitarsi, ad esporsi in maniera sempre più importante nei confronti degli istituti di credito. Ma anche questi sono aziende come le altre e, per alimentare il Moloch del PIL, hanno dapprima concesso sempre più crediti e poi hanno iniziato a vendere il credito, generando un vortice di incertezza e di debito da cui è stato impossibile venirne fuori.
Da una situazione di siffatta gravità e complessità non si esce con provvedimen…