Passa ai contenuti principali

Il coraggio di essere vento

La mia è una generazione fallimentare. Noi cinquantenni siamo stati troppo piccoli per fare il '68 o il '77 ed invece abbiamo subito il riflusso, ne abbiamo reso parte integrante dei nostri cromosomi etici e politici. Abbiamo creduto alle fandonie di uomini senza scrupoli come Craxi e Berlusconi, contribuendo anche noi allo smantellamento sistematico dello stato sociale in favore di un'oligarchia di ricchi mascalzoni che hanno contrabbandato il loro crasso guadagno per liberalismo.
Abbiamo creduto alla "Milano da bere", abbiamo messo al primo posto nella scala dei valori la produttività, il business ed abbiamo lasciato al loro destino i vecchi, i malati e tutte le categorie deboli, non produttive.
Sì mi sento anch'io responsabile di questo fallimento generazionale: avrei dovuto fare di più, avrei dovuto indignarmi di più, avrei dovuto combattere di più, avrei dovuto mettere più coraggio nelle scelte della mia vita. 
E se noi stiamo pagando queste scelte con l'assenza della felicità, c'è chi soffre ancora di più per le nostre colpe: abbiamo rubato il futuro alle nuove generazioni, li abbiamo privati dello studio e quindi della possibilità di una elevazione sociale; li abbiamo privati della stabilità impedendo loro di uscire dalle famiglie, di sposarsi e di mettere al mondo i figli.
Ragazzi non perdonateci, anzi siate ancora più indignati: combattete con tutta l'asperità e la forza che avete in corpo. E non credete a chi vi parlerà di pacatezza, di dialogo, di riforme e riformismo. Noi abbiamo creduto a questi mostruosi imbonitori e così facendo abbiamo buttato al vento la nostra vita e la nostra dignità. Siate quel vento di tempesta che noi non abbiamo avuto il coraggio di essere

Post popolari in questo blog

Lettera a mia zia

Cara Zia Cicci, anche quest'anno ti scrivo, con un po' di ritardo ma mi scuserai: la vita frenetica, il lavoro ed i pensieri mi hanno impedito di scriverti ieri, il 31 maggio, il giorno in cui ci hai lasciato. Perché ti scrivo, pur sapendo che mai potrai leggere queste poche righe? Un po' perché mi manchi da 41 anni, ma questo già lo sai. Un po' perché scrivendoti parlo a me stesso, e questo mi fa bene. In questi ultimi giorni non ho fatto altro che cercare notizie sulla data del 31 maggio 1971: magari, leggendo qualche vecchio articolo, mi torna in mente un episodio, un ricordo che mi parla di te. Ma per quanto mi sforzi, la memoria di quei giorni è impetuosa nei dettagli e contemporaneamente sbiadita nell'insieme. Fatico anche a ricordare il tuo viso vero e mi aggrappo a vecchie foto ingiallite dal tempo, illudendomi di riconoscere un sorriso, un espressione. Forse mi manchi perché te ne sei andata troppo presto ed in qualche modo ti ho idealizzato. Ma tu mi vol…

Emma e Diana

"Parole di Pane" è una bella iniziativa di Emma Saponaro e Diana Sganappa (in rigoroso ordine alfabetico). Come esse affermano nel loro blog si tratta della pubblicazione di "Un libro per dare voce a chi voce non ha". Vengono pubblicati piccoli racconti che hanno come oggetto il cibo nelle sue varie declinazioni ed i proventi delle vendite andranno a favore della "Associazione Familiari e Sostenitori Sofferenti psichici della Tuscia (A.fe.SO.psi.T)". Invito tutti i lettori del mio blog a frequentare il sito di "Parole di Pane" per sapere come acquistare il libro. Tra l'altro troverete al suo interno un mio racconto, dal titolo "Pane e Formaggio": avrete dunque il privilegio di poter leggere il primo componimento del sottoscritto, che sicuramente darà la stura ad una brillante carriera letteraria che farà impallidire il vasto panorama culturale italiano ed europeo. Sicuramente potrete acquistare il libro sabato 24 maggio alle 19:30…

Divieto di svolta a sinistra

Non sono d'accordo con quei commentatori politici che si sono affrettati a seppellire la "sinistra" italiana. Non è sparita affatto, sono soltanto stati cacciati via dal parlamento i "sinistri", ovvero la classe dirigente che ha combinato una serie inenarrabile di disastri. Come commentare il voto in favore dell'indulto? Anche il più sprovveduto dei politicanti si sarebbe accorto che quella legge serviva soprattutto a salvare le terga di Previti e dei furbetti del quartierino: gli strateghi della sinistra radicale hanno abboccato con tutte le scarpe, fingendo di credere che l'indulto avrebbe resole carceri meno affollate. Hanno perso il rapporto con la gente e con i lavoratori. Nel tentativo di capire come funziona la stanza dei bottoni (senza ovviamente riuscirci) si sono dimenticati di andare nelle fabbriche, nelle periferie disagiate, tra gli inquilini sfrattati dagli immobiliaristi. E al posto loro si sono insediati la Lega al nord e la Destra nel …