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Compagno Fini

Una delle poche cose che ho capito di questa italietta provvisoria è che in politica nulla succede per puro caso. Aldo Moro è stato rapito il giorno stesso in cui stava per presentare il governo del "compromesso storico" con i comunisti; Falcone e Borsellino sono stati fatti saltare in aria perché volevano far nascere un Italia pulita dalle ceneri della prima repubblica e non il paesaccio in mano alle mafie cui ci tocca vivere.
Ora questa conversione di Gianfranco Fini mi lascia alquanto perplesso. Lasciamo stare i trascorsi da fascista e da delfino di Almirante, anche se basterebbe questo curriculum per catalogare Fini come uomo politico di dubbia affidabilità democratica. Possibile che, dal 1994 all'altro ieri, l'ex leader di Alleanza Nazionale abbia mangiato nel piatto di Berlusconi senza accorgersi di quale pasta fosse fatto? No, Fini è un politico troppo navigato per essere caduto in un abbaglio così grande. Ci deve essere dell'altro, evidentemente.
L'ipotesi che Fini abbia voluto aderire al Partito della Libertà per cercare di cambiarlo dall'interno non è assolutamente plausibile. Primo perché nessuno è mai riuscito a cambiare un regime da dentro le sue fila; secondo perché Fini non è un Bottai e nemmeno un Dino Grandi. E' invece probabile che Fini sia a conoscenza, o abbia addirittura le prove in mano, dei segreti più reconditi ed inconfessabili della nascita del Silvio Berlusconi imprenditore e politico. Segreti che distruggerebbero non solo Silvio ma tutto il partito feticcio che si è costruito addosso. Quindi Fini potrebbe aver deciso che sia giunta l'ora di discostarsi il più possibile da Silvio, per non rimanere avvinghiato dal fango che sta per abbattersi sul "cavaliere". Ma anche questa ipotesi non spiega tutto. Se è vero che Berlusconi sta per essere travolto, perché tanti "colonnelli" di AN hanno abbandonato Fini e sono rimasti attaccati al Ras di Arcore? Passi per Gasparri, che non brilla certamente per acume politico, ma tutti gli altri? Sono talmente ricattabili che non possono muovere nemmeno un mignolo senza il consenso di Berlusconi?
Poi c'è un ultima ipotesi, la più terribile. La lotta tra Berlusconi e Fini altro non sarebbe che una lotta tra i poteri forti ed occulti che stanno cercando di conquistare il nostro paese.  Poteri che evidentemente hanno rotto una tregua pluridecennale, che sono entrati in rotta di collisione per i motivi più abbietti ed oscuri. Poteri che stanno puntando sulla riforma della Costituzione per spingere il paese verso una repubblica presidenziale in cui il presidente abbia poteri enormi ed incontrastati. Una repubblica di tipo peronista, facilmente condizionabile, il cui presidente altro non sia che un fantoccio in mano alle mafie vincenti.

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