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Metamorfosi

L'Impero Romano d'Occidente non è scomparso in un sol giorno. E' stato un lento sfaldarsi di tutte quelle caratteristiche politiche, culturali, sociali ed economiche che avevano permesso ad un popolo di soldati-contadini di dominare la maggioranza delle terre conosciute.
Oggi stiamo attraversando le stesse traversie, gli stessi mutamenti: la società nata dalla dicotomia capitalismo-marxismo si è lentamente esaurita e molti dei protagonisti della scena politica e culturale stentano ad accorgersene; oppure ne hanno sentore, ma per mera convenienza economica ne tacciono l'esistenza.
Come sempre, nei periodi di transizione, negli interstizi che si creano tra un periodo storico ed un altro, provano ad inserirsi le peggiori razze di parassiti, imbonitori sociali sgraziati e semianalfabeti, che fanno leva sul senso di angoscia che pervade i popoli che vedono il dissolversi delle loro antiche certezze, senza però percepire ancora la strada nuova da percorrere.
Questi mascalzoni tentano di arraffare tutto quello che possono, più in fretta che possono, perché sanno, o forse intuiscono in maniera istintiva, che la storia sta per spazzarli via. Non sarà oggi, né domani, ma questi piccoli uomini avranno dal tempo quello che nel tempo hanno seminato: il fango che gettano sul loro paese, sulle istituzioni democratiche e sulla gente per bene tracimerà su di loro. La storia non li consegnerà ai posteri come uomini di stato, ma come ladri, mafiosi ed antidemocratici.
E la nostra generazione, che non ha avuto la forza e la voglia di spazzare via questo lordume dalla faccia della terra sarà esposta al duraturo pubblico ludibrio.

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